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Flaminia, la galleria è di nuovo una discarica

galleria240.jpgSon bastati solo 4 mesi perché la galleria fosse di nuovo piena scatoloni, bottiglie di plastica, sacchi dell’immondizia e addirittura due materassi. Un bel record: pensare che era solo il 26 febbraio scorso quando a seguito dei solleciti inoltrati all’Astral son stati fatti i lavori di pulizia e bonifica.

Siamo di nuovo sulla via Flaminia, sotto la galleria che dalla stazione della Roma Nord di Montebello porta a Prima Porta.

Era dicembre quando avevamo già denunciato lo stato di totale degrado. La zona di sosta, riservata ai veicoli in situazioni di emergenza, era resa totalmente impraticabile dalla quantità enorme di rifiuti abbandonati. Avevamo trovato di tutto: sacchi dell’immondizia, scarpe, un televisore, un bidet rotto, pezzi di alberi tagliati, calcinacci, bottiglie di birra, e scatoloni di ogni tipo e grandezza.

Diverse furono le segnalazioni e le lamentele da parte dei cittadini che ogni giorno percorrono quel tratto di strada. Quei rifiuti potevano finire sulla carreggiata o prendere fuoco. Oltre ad un problema di decoro pubblico era in gioco anche la sicurezza delle persone. L’Astral ci mise rimedio il 26 febbraio e giorni successivi ripulendo tutto. Ma non solo, in quell’occasione i tecnici effettuarono un sopralluogo per installare un sistema di videosorveglianza.

Sono passati quattro mesi e la galleria è di nuovo una discarica.

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Sempre nello stesso tratto infatti, ecco che fanno di nuovo capolino sacchi neri pieni di immondizia, scatoloni di varie grandezze, buste piene di vecchi vestiti e ben due materassi.

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E allora, se il dubbio all’inizio ce l’eravamo tenuti per noi, stavolta ci è proprio impossibile trattenerci. Si tratta forse di rifiuti gettati lì da qualche persona dell’hinterland romano che – pigro – non ha nessuna voglia di fare la raccolta differenziata? Sì, perché ormai da Sacrofano in giù. è in vigore la raccolta differenziata.

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Per certuni deve essere davvero troppo impegnativo buttare i rifiuti facendo attenzione a distinguerli l’ uno dall’altro mettendoli negli appositi contenitori. Perché tanta fatica, se possono in pochi secondi liberarsi dell’immondizia lanciandola sotto la galleria? Ci passano tutti i giorni, tutte le mattina per andare a lavorare a Roma. Meno faticoso e più veloce. Del resto, la strada è di tutti, ognuno può usarla come vuole, o no? E sulla base di questo pensiero dominante la galleria ha ripreso la sua funzione di discarica.

Valentina Ciaccio

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3 COMMENTI

  1. In occasione dell’acceso dibattito tuttora in atto sull’isola ecologica che il Presidente della Commissione Ambiente del XV Municipio Marcello Ribera ha proposto di realizzare nell’area comunale di 4 ettari a ridosso di via della Giustiniana, dentro il Parco di Veio, il Presidente della associazione Zero Waste Massimo Piras ha considerato ideale la pianificazione di un centro di raccolta per ogni quartiere del XV Municipio. Ho proposto a mia volta (anche in occasione dell’incontro avuto con il Vicesindaco Luigi Nieri) isole ecologiche dove i cittadini possano portare di tutto (soprattutto carta e bottiglie di vetro e plastica), per facilitare la raccolta differenziata porta a porta in termini di minor ingombro dei contenitori negli appositi spazi condominiali, ottenendone in cambio uno sconto dal 20% al 30% (a seconda di famiglie di due o più persone) sulla tassa dei rifiuti urbani, che funzionerebbe da disincentivo ad abbandonare i rifiuti ai bordi della strade di periferia o comunque di quelle poco trafficate.
    Se il Comune di Roma si decidesse a concedere questa agevolazione come già fanno tanti altri Comuni in Italia, sarebbe da perfetti imbecilli continuare a gettare rifiuti dove meglio capita.

  2. Scusa ma a me ……….. la raccolta porta a porta sa di tragico sotto tutti i punti di vista perché la vedo come una disperata trovata per dare lavoro nella tragica e penosa visione del lavoro che contraddistingue il modo della sinistra “sinistra!”
    Vale questa mia considerazione anche per il centro cittadino che per il fatto di essere il centro cittadino non gli consente di essere alleggerito di un dovere che è quello di caricarsi come tutti, i propri rifiuti e metterli nei contenitori posti negli spazi assegnati.
    nel caso del centro cittadino la raccolta porta a porta che è di fatto un arretramento della figura del collaboratore ecologico a mero servitore, figura inesistente nel mondo del lavoro, nel caso del centro storico dicevo, l’abbattimento degli odori che in realtà e per quanto bene si possa fare sono fastidiosi e presenti può essere realizzato aumentando la frequenza dei ritiri o meglio instaurando un sistema proattivo tra il gestore della raccolta e le realtà che hanno il problema dell’abbattimento dei cattivi odori.

  3. un bel po’ di telecamere (tipo tutor austostradale) sotto la galleria con rilevamento delle targhe delle vetture, o qualcosa di simile..con tutta questa ipertecnologia qualcosa esisterà per beccare questi incivili zozzoni…

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