Home ATTUALITÀ XV Municipio, il TAR conferma revoca delle deleghe a Simone Ariola

XV Municipio, il TAR conferma revoca delle deleghe a Simone Ariola

ariolaResta confermata la revoca di Simone Ariola dall’incarico di assessore al Commercio del XV Municipio. Lo ha deciso il Tar del Lazio pronunciandosi su un’istanza di annullamento, previa sospensione dell’efficacia, dell’ordinanza del presidente Daniele Torquati di dicembre 2014 con cui era stata disposta la revoca dell’incarico di assessore.

La revoca era arrivata a seguito della mail, con la quale Ariola rimetteva le deleghe nelle mani di Torquati, spedita dopo la pubblicazione di alcune intercettazioni su Mafia Capitale nelle quali veniva citato il nome di Ariola, pur – va correttamente ricordato – non essendo indagato, nè ora nè allora.

“Certo della mia estraneità ai fatti insinuati da alcuni organi di stampa e pur non essendo il mio nome sulla lista degli indagati, mi sospendo e rimetto tutte le mie deleghe nelle mani del Presidente Daniele Torquati. Un atto doveroso nei suoi confronti, visto che ha sempre fatto della legalità un elemento imprescindibile nell’azione di governo”.

Così pubblicamente, lo scorso 15 dicembre, Simone Ariola aveva annunciato di voler lasciare l’incarico assegnatogli a luglio 2013, all’atto dell’insediamento della giunta nella quale Torquati lo aveva chiamato.

Le dimissioni arrivarono a valle di due giorni infuocati nei quali un articolo pubblicato da Globalist.it metteva in relazione il nome di Ariola con quello di Carminati, pubblicando alcune intercettazioni di colloqui avvenuti nel cortile del Municipio e che parevano lasciar trasparire una frequentazione non episodica (leggi qui).

A VignaClaraBlog.it, così Ariola ebbe a commentare quell’articolo: “Non ho mai detto di non conoscere il Sig. Massimo Carminati. C’è però una bella differenza tra un’amicizia e una semplice conoscenza. Posso rassicurare tutti che non ho mai condiviso o finalizzato o realizzato nessun progetto con i signori in questione. Tra l’altro all’epoca delle conversazioni avute era un uomo libero a tutti gli effetti di fronte alla legge e non un latitante o un ricercato. Non sono indagato. La mia fedina penale è pulita e rimarrà tale. In merito alla pubblicazione di Globalist sono riportate parti di conversazione privata fuori dal Municipio completamente travisate per le quali il giornalista e il quotidiano on line risponderanno in sede legale.”

I giudici del TAR hanno comunque respinto l’istanza cautelare avanzata da Ariola, “avendo ritenuto, ad una prima sommaria delibazione – si legge nell’ordinanza – che il ricorso non appare assistito da adeguato fumus boni iuris in quanto il presidente del Municipio, con l’impugnato provvedimento di revoca sembra essersi limitato a prendere atto della volontà espressa dal ricorrente nella mail inviata il 18 dicembre 2014”.
Per il Tar, infatti, “l’espressione contenuta nella citata mail indirizzata al presidente del Municipio ‘rimetto comunque e in totale buona fede il mio mandato nella tua disponibilità’ può ragionevolmente essere intesa come espressione della volontà di rassegnare le dimissioni dall’incarico assessorile”.

A questo punto, sciolto il nodo che poteva costituire un’impasse, si apre la corsa al toto-assessore: a chi andranno le deleghe al Commercio, all’Artigianato, al Turismo e agli Affari Generali attualmente in capo al presidente Torquati? Ci sarà un rimpasto?  Aumenterà il numero degli assessori, oggi 3, fino a raggiungere il limite consentito di 6, come in tutti gli altri municipi?

Claudio Cafasso

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