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Ricordando Andrea Millevoi nella Caserma dei Lancieri di Montebello

lancieri-montebello.jpgGiovedì 2 luglio, nella Caserma del “Lancieri di Montebello” in Via Flaminia Vecchia, alla presenza dei coniugi Millevoi avrà luogo una cerimonia per ricordare la figura del Sottotenente dei Lancieri Andrea Millevoi, Medaglia d’Oro al Valor Militare, morto in Somalia il 2 luglio del 1993 all’età di 22 anni.

Sono passati 22 anni dal giorno in cui, nel corso della Missione IBIS 2, il contingente italiano facente parte delle forze dell’ONU rimase coinvolto a Mogadiscio in un lungo combattimento che provocò 3 morti e il ferimento di una trentina tra ufficiali, sottufficiali e militari.
Andrea Millevoi, un Ufficiale di complemento, prestava servizio nel Reggimento di Cavalleria “Lancieri di Montebello” e aveva chiesto di poter partecipare volontario alla missione in terra d’Africa.

Andrea, prima di partire per il servizio militare già era stato molto impegnato sia con il gruppo scout di cui faceva parte sia nella attività di volontariato che conduceva nel quartiere di residenza. Dopo il Corso Allievi Ufficiali era stato assegnato alla sede di Roma e al termine del servizio di 9 mesi aveva chiesto e ottenuto di rimanere per altri 2 anni.

Il 2 luglio del 1993 nel corso dell’Operazione “Canguro 11″ i miliziani somali aprirono il fuoco contro le truppe italiane impegnate nella ricerca di armi; l’attacco dei somali fu violentissimo e si concentrò prevalentemente nella zona del”pastificio” (un vecchio impianto realizzato dagli italiano nel periodo dell’amministrazione fiduciaria). Le truppe italiane, anche per la presenza di tantissimi civili e soprattutto di donne e bambini, cercò di limitare al massimo la reazione di fuoco evitando anche l’impiego delle bocche da fuoco delle Blindo Centauro.

Il Sottotenente Millevoi, proprio a bordo di uno di questi mezzi, venne inviato quale scorta ad un cingolato che trasportava alcuni feriti dalla zona dei combattimenti al porto di Mogadiscio; al termine della missione, mentre tentava di ricongiungersi con la sua unità, veniva ucciso da un colpo sparato probabilmente da un cecchino.

Andrea Millevoi aveva 22 anni e alla sua Memoria fu concessa una Medaglia d’Oro; insieme ad Andrea quel giorno morirono Pasquale Baccaro e Stefano Paolicchi.

Nella Caserma di Via Flaminia Vecchia da 22 anni ogni 2 luglio si celebra una Messa alla presenza dei genitori di Andrea e di quanti parteciparono al combattimento. Una breve e semplice cerimonia per ricordare la figura di un giovane idealista che vestiva l’uniforme del nostro Esercito.

Francesco Gargaglia

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6 COMMENTI

  1. Salve a tutti, dopo 19 anni da quella maledetta notizia al TG riesco a dire qualcosa su Andrea. Parto da lontano e vi chiedo perdono se sarò lungo. 145°corso AUC partenza 8 ottobre 1991 per la Scuola truppe corazzate (Lecce). Mi accorsi subito di aver trovato un ambiente ostile con un nonnismo esasperato dal fatto che il corso precedente aveva subito il trasloco della scuola da Caserta a Lecce e quindi oltre alle normali attività di addestramento avevano dovuto traslocare. A torto o ragione erano “incazzati” veramente con il mio corso e quindi è inutile elencare tutto quello che ebbero il coraggio di farci tra lecito ed illecito ( incluse “alzabandiera del letto” in pieno sonno). Comunque a denti stretti si arrivò finalmente al giorno della “stella” del corso “anziano” con la “consegna” di riservare lo stesso trattamento al corso successivo ed al “rospo” nuovo assegnato (che era rappresentato dall’allievo del corso 146° AUC che occupava il mio stesso numero di cameretta e la stessa posizione del letto nell’altra compagnia ). Ebbene la mia vendetta doveva essere rivolta PROPRIO verso Andrea. Dopo circa 2gg dal suo arrivo Andrea mi chiese, con stupore, come mai io non adottassi la consegna del nonnismo nei suoi confronti ed in modo molto tranquillo dissi che la ritenevo una vera idiozia, una vendetta stupida verso chi nulla mi aveva fatto. Gli dissi di tenermi come rifermento per qualsiasi consiglio o aiuto. Lui guardandomi negli occhi e quasi commosso mi strinse la mano e mi resi conto in quel momento che mi trovavo di fronte ad una gran brava persona e forse lui ebbe la stessa sensazione su di me. In barba a tutti i regolamenti non scritti fra corso anziano e corso nuovo, instaurammo un rapporto di amicizia unico e forse in un primo momento pensavo che Andrea si sentisse aiutato da me e quindi cercava di ricambiare, ma non era affatto così perchè mi ritrovai a condividere concetti di lealtà, moralità e serietà. Poi arrivò per me il giorno della stella e fui assegnato ai Lancieri di Montebello dove con mio estremo stupore anche fra Ufficiali incontrai un nonnismo VERGOGNOSO che mi comportò anche qualche conseguenza in termini di salute con relativo ricovero in ospedale. Superata anche quella fase iniziai a lavorare bene con i militari e dopo poco con mia grande gioia seppi dell’assegnazione di Andrea nei Lancieri. Ebbene si anche in questo caso la famosa cena di calotta (NONNISMO PURO PER I NUOVI SOTTOTENENTI) per Andrea fu ” in parte”più leggera del previsto per quello che era successo a me e dal fatto che minacciai di denunciare tutti se non si fosse rispettata la dignità dei nuovi arrivati. Rivedere Andrea anche a Roma fu semplicemente fantastico: immaginate stessa età, sottotenenti, condivisione di stessi ideali e stessa visione della vita. Anche lui non adottò nonnismo verso il suo corrispettivo “Rospo”, spessissimo era lui a farmi da Cicerone a Roma anche perchè il fine settimana non sempre potevo rientrare a casa e lui essendo del posto non si rendeva mai latitante. Poi ci furono le stragi di Falcone e Borsellino e si temeva di partire per la Sicilia. Fummo i primi sottotenenti ad aver sostenuto il corso sulla blindo centauro ed iniziammo a preparare i militari che dovevano partire per la Somalia. Per me si avvicinava la scelta se raffermarmi oppure no e nonostante le note eccellenti del mio diretto superiore, quando si discuteva del più e del meno negli alloggi ufficiali oppure nella mensa ufficiali, Andrea mi chiedeva di restare, ma per me era importante l’università informatica e quindi troncavo il discorso. Fra una chiacchierata interrotta ed una approfondita comunque capii che Andrea volesse continuare ed aveva tutto i requisiti per farlo e quindi non ebbi mai il coraggio di dirgli: e dopo tre anni cosa fai se non supererai il concorso per passare efettivo? Lui era troppo deciso e quindi fu una domanda che restò solo dentro di me. Il 7 gennaio 1993 mi congedai e spesso sentivo Andrea telefonicamente e quando mi disse della partenza per la Somalia mi cadde il mondo addosso, ma lui anche in questo caso era determinato e sicuro di quello che stava facendo anche perchè era convinto che quella missione potesse dargli un ottimo biglietto da visita sul suo stato di servizio. Quella è STATA L’ULTMA VOLTA CHE HO SENTITO UN FRATELLO CHE NON HO MAI AVUTO, UN’ AMICO UNICO ED UN CARO COLLEGA. Tutto il resto: l’incredulità di fronte alla triste notizia in TV, la marea umana vista di persona ai funerali ed il vuoto che ha lasciato, ho cercato solo di rimuoverlo dalla mia vita. OGGI PERO’ HO AVUTO IL CORAGGIO DI DIRE CHI ERA IL TENENTE ANDREA MILLEVOI ED IO HO AVUTO L’ONORE DI CONOSCERLO E DI PIANGERE TANTISSIMO PER LA SUA SCOMPARSA.

  2. Ciao nicola il mio nome e’ peppe zaccaria 9/92 lanciere di montebello,non so te ti ho conosciuto,ma di Andrea posso dirti che la sua gentilezza era straordinari,un giovane di tutto rispetto.Dopo tutti questi hanni ricordo l’anno 92-93 come un hanno maledetto un hanno che ha portato sofferenza e morte prima Andrea e poi maurizio pante uno schinez che voleva bene un siciliano.Resteranno nei nostri cuori per Sempre.

  3. Maurizio Granato 9/92
    Caro Nicola, posso capirti benissimo, quel giorno ero lì con la mia blindo centauro al fianco di quella capitanata da Andrea e con a bordo i miei fratelli Giorgio Imperato, Rino Busiello e Federico Cosimati. Non posso dimenticare il dolore che provammo quando riuscimmo a rientrare nel campo base nei pressi del porto vecchio di Mogadiscio ed il Tenente Graziani in lacrime ci comunicó la tragica notizia. Dopo quel tristissimo giorno furono giorni difficili, ma portammo a termine a testa alta la nostra missione anche in onore del sottotenente Andrea Millevoi.
    Peppe Zaccaria…….forse ho capito chi sei……ricordo benissimo Msurixio Pante, era con me in Somslia, poi quando tornammo a Roma……..
    Nicola, probabile che io abbia conosciuto anche te, sicuramente con il cognome avresti aiutato la mia memoria.

    • Salve, volevo solo dire che ricordo bene la caserma di via Flaminia Vecchia, e di aver visto la foto del Tenente Millevoi appesa nello Squadrone Blindo Pesanti.
      Eravamo del 2o scaglione ‘97, appena arrivati dal CAR ad Orvieto con il 3o Reggimento Granatieri di Sardegna, ed un piccolo contingente di noi fu trasferito nel ben conosciuto 8o Reggimento Lancieri di Montebello.
      Avendo vista questa foto, e non sapendo di chi fosse, noi chiedemmo, e ci fu spiegato degli avvenimenti in Somalia del ‘93, di come fu ucciso Andrea Millevoi che era stato a comando di un carro Centauro, e che la foto era stata appesa nel suo Squadrone, per ricordare il suo eroismo, il suo sacrificio, ed ovviamente per onorare la sua memoria.
      A noi rimase impresso nella mente, specialmente per come lo descrissero e come parlavano di quella missione.
      Da quanto capii, era tenuto in alta stima,
      e si capiva che la sua scomparsa aveva lasciato una ferita per i Lancieri, e volevano tenere viva la sua memoria.
      Per me è uno dei ricordi che sono rimasti impressi da quell’anno di militare, e volevo semplicemente rendere omaggio alla memoria del Tenente Millevoi.

  4. Che il Signore degli eserciti e della Misericordia collochi Andrea Millevoi in quell’ango di Cielo riservato ai Santi ai Martiri e agli Eroi.

  5. Caporale Luca Alfarone 6/92,
    ho avuto l’onore di conoscere Andrea, ragazzo pulito, estremamente gentile e dai modi educati, era una persona che non potevi fare a meno di rispettare!!
    Porto il suo ricordo nel cuore nonostante non avessi con lui un rapporto personale così stretto.
    Onore a lui!!

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