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Via Cassia Nuova, sotto il velo (di asfalto) niente

cassia-nuova-2401.jpg“Nec aspera terrent” ovvero le difficoltà non mi spaventano. Non c’è motto più azzeccato per gli automobilisti romani che ogni volta che si mettono al volante devono affrontare strade che sembrano percorsi di guerra: buche, crateri, voragini e dossi sono gli elementi che caratterizzano l’asfalto della Capitale.

L’aspetto più grave è che le strade continuano a rimanere in uno stato pietoso anche dopo le rare e sporadiche manutenzioni.
Prendiamo ad esempio via Cassia Nuova in quel lungo tratto comunemente chiamato anche il “discesone”; poco tempo fa è stata sottoposta a una parziale riasfaltatura nel tratto che dall’incrocio con la Cassia Antica porta a Corso Francia. A pochi giorni dalla stesa dell’asfalto e della verniciatura delle strisce bianche le radici dei pini sono rapidamente riemerse dal sottosuolo.

E allora nuovo strato di asfalto e nuova riverniciatura; poche settimane e il manto bituminoso è tornato a sforacchiarsi come una gruviera.

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Escludendo fenomeni paranormali e il magnetismo terrestre non restano che due ipotesi: o l’asfalto impiegato non è sufficiente oppure il lavoro eseguito non rispecchia i necessari standard di qualità.

Dall’8 all’11 giugno l’opera di riasfaltatura condotta dal Comune, in previsione del Giubileo, vedrà nuovi interventi anche sulle strade del XV Municipio; questa volta il 10 e 11 giugno verrà effettuata la manutenzione del discesone di via Cassia Nuova dall’incrocio con Via Pareto a quello con Via Oriolo. C’è solo da sperare che questa volta il lavoro venga eseguito con maggiore cura e senza lesinare sulla materia prima.

Le condizioni della strada al momento sono pietose: a parte i grandi rami di pino tagliati e poi abbandonati da settimane sul marciapiede ci sono anche quelle voragini a bordo strada segnalate in modo approssimativo e poi i marciapiedi sgangherati e la segnaletica danneggiata e usurata.

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Da anni i cittadini chiedono interventi risolutivi su quel tratto di strada dove gli incidenti sono all’ordine del giorno ma invece di rotatorie, guard-rail e autovelox quello che il Comune riesce a raschiare dal fondo del barile è solo un miserevole velo di asfalto. Troppo poco per la sicurezza di chi si mette al volante e degli ardimentosi, pochi in verità, che si azzardano a percorrere via Cassia Nuova a piedi per raggiungere il parco pubblico dell’Inviolatella.

Francesco Gargaglia

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8 COMMENTI

  1. Elena Paris, se c’e’ batta un colpo. Non è che può fare visita solo per annunciare i rifacimenti in pompa magna.

    Come è possibile che lo spessore dell’asfalto steso sia cosi’ ridotto, non dovrebbe essere cura dei tecnici comunali e del municipio accertarsi della bontà della lavorazione ?

  2. la notte poi l’incrocio con via cassia nuova – pareto/frabbroni diventa pericolossissimo. ieri notte un autobus di linea è passato con il rosso e per poco succedeva una tragedia! si deve per forza far qualcosa, troppi morti e troppi incidenti si corre troppo, i marciapiedi non li hanno mai fatti se uno volesse per caso fare il giro dell’isolato o andare al parco dell’inviolatella borghese a piede rischia di morire. Possibile che nel 2015 in una zona ormai centrale della capitale dello stato si debba esser ridotti cosi?

  3. Non c’è dubbio che la qualità dei lavori effettuati sulle strade del Comune di Roma si – generalmente – pessima. Va anche detto che i pini, e le loro radici, sono quanto di peggio si possa trovare ai bordi delle strade… e questo periodo primaverile è il momento dell’accrescimento…

  4. ecco un’altra persona che se la prende con gli alberi simbolo di Roma, i poveri pini che ci regalano solo splendore eleganza e storia oltrechè ossigeno. Forse non conosce strade ben asfaltate con pini ai bordi dove mai una radice ha dato problemi, mai. quindi il problema non sono gli alberi ma come viene fatto l’asfalto. i Pini sono adattissimi ai filari ed ai viali romani, se si continua cosi fra 50 anni nessuno vedrà più un pino a Roma, che tristezza

  5. B.A. io sono ignorante in materia, pero’ se le cose stanno come dice come spiega i marciapiedi rialzati della terza foto in cui si scorge chiaramente la corteccia di un un pino ?

  6. Io resto perplesso: non è che sia la cassia in se ad avere problemi, se un autobus passa col rosso su una qualsiasi strada, la tragedia è quasi certa su QUALSIASI strada, l’unica soluzione sono telecamere ovviamente

  7. @B.A. Vero…” i Pini di Roma”, tanto belli da avere un poema sinfonico composto da Ottorino Respighi. Su una cosa ha ragione, di strade con i pini ai bordi senza problemi di radici non ne conosco, sarei grato se me ne potesse indicare qualcuna.
    E la pessima qualità dei lavori stradali a Roma è quotidianamente testimoniata dalle altre strade, quelle senza i pini.

  8. Vogliamo parlare del marciapiede che da via Cassia più o meno dal civico 441 – e poi di fronte alla Congregazione delle Suore di Maria SS Addolorata – scende di fianco ai curvoni che portano poi a via Val Gardena e via dell’Acqua Traversa ???

    Io passo da lì tutti i giorni in macchina e lo noto: è un percorso di guerra !!!

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