Home ATTUALITÀ Prima Porta: allarme sanitario all’hub Tiber, alcuni profughi fuggiti?

Prima Porta: allarme sanitario all’hub Tiber, alcuni profughi fuggiti?

migranti240.jpgAllerta sanitaria al centro di prima accoglienza allestito nel camping Tiber di via Tiberina a Prima Porta (leggi qui), da dove pare siano fuggiti alcuni profughi. Dei 70 arrivati l’altra notte solo una ventina hanno scelto di andare all’ufficio stranieri per essere identificati. Due, con sospetta tubercolosi, sono stati ricoverati in ospedale, ma la CRI, che gestisce il campo, esclude “qualsiasi emergenza sanitaria”.

E’ quanto riferisce il Messaggero nell’edizione odierna spiegando che all’ufficio immigrazione della questura di via Salviati ieri pomeriggio c’erano altri tre casi di sospetta tubercolosi, corredati di certificato medico. Si tratterebbe di minori, anche se per due di loro sarà necessario l’esame osseo per stabilire l’età: tutti e tre sono stati riportati al campo in serata.

Tra chi ha scelto di restare c’erano anche una madre e i suoi due figli di 4 e 6 anni con la scabbia, ricoverati invece all’Umberto I, per poi essere ospitati in fretta in altri centri di raccolta romani.

Ma a lanciare l’allarme fuga era stato già ieri Federico Rocca, responsabile romano enti locali Fratelli d’Italia che in una nota diramata alla stampa nella giornata di martedì 5 maggio così dichiarava: «Sembrerebbe, e il condizionale è d’obbligo, che alcuni profughi arrivati ieri nel centro Camping Tiber, con sospetta tbc e scabbia siano scappati dal centro e non si sa dove siano finiti. Nessuno vuole creare inutili allarmismi ma chiedo al Prefetto di Roma di fare immediatamente chiarezza per sapere se la notizia corrisponde a verità o meno, poichè qualora la notizia fosse vera i cittadini romani si ritrovano a loro insaputa esposti al rischio di contrarre malattie infettive.”

“Questa sarebbe l’ennesima dimostrazione di come il sistema di gestione dei rifugiati faccia acqua da tutte le parti perché è ridicolo che questa gente possa fuggire dai centri. Mi chiedo – conclude Rocca – con quali criteri si fanno i controlli e la sorveglianza. Attendiamo fiduciosi una risposta del Prefetto Gabrielli nella speranza che quanto riportatoci non sia vero”.

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2 COMMENTI

  1. Scusate ma, per definizione, da una prigione si fugge, da un centro di accoglienza NO, al massimi ci si allontana. A meno che non si sottintenda che in realtà il centro non sia di sola accoglienza, ma piuttosto di detenzione. Che poi il sistema in generale faccia acqua e magari anche pena, non sorprende nessuno, purtroppo perché è la regola. A Roma è abbastanza facile parcheggiare in tripla fila in pieno centro e farla franca; è facile non pagare il biglietto sul bus; è estremamente facile liberarsi di qualsiasi tipo di rifiuto illegalmente e non subire nessuna conseguenza; è difficilissimo ottenere giustizia in tempi “normali” ; è facilissimo essere depositati in astanteria su una barella in ospedale invece che in reparto, ecc…. Dunque, perché mai un centro di accoglienza per disperati, ammalati e morti di fame dovrebbe funzionare? Non sarebbe logico, non vi pare ?

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