Home ATTUALITÀ La memoria di Roma nell’Archivio storico capitolino

    La memoria di Roma nell’Archivio storico capitolino

    archivio240.jpg“Quelli di sopra sono i nostri depositi aerei non sotterranei”. Mariarosaria Senofonte, Direttrice dell’Archivio Storico Capitolino ha aperto le porte dell’Oratorio dei Filippini a VignaClaraBlog.it. Un viaggio tra scaffali, computer e faldoni, per percorrere la storia di Roma dal medioevo all’età contemporanea.

    Ampie finestre si affacciano su alberi di arancio. Un girotondo di lunghi corridoi ricoperti da scaffalature e postazioni di ricerca occupate da decine di persone. Tutte intorno sale adibite alla distribuzione, il deposito, la consultazione dei documenti. Una piccola mostra per studenti allestita in un’ala del corridoio.

    L’Oratorio dei Filippini è un angolo nascosto nel centro di Roma in cui lo scorrere del tempo sembra essersi fermato. Tra quei volumi, faldoni e fascicoli. Diari di viaggio, quotidiani, foto e disegni.

    Otto chilometri di unità archivistica gelosamente conservati e resi consultabili dall’Archivio Storico Capitolino.

    archivio4703.jpg

    Un luogo di ricerca fondamentale per tutti coloro che hanno l’interesse o il semplice desiderio di approfondire la conoscenza della città di Roma, dell’istituzione comunale e della sua storia.

    Per architetti, ingegneri, giornalisti, geometri, nobili, universitari, tesisti, legali. Per l’anziano curioso che dopo una vita di lavoro si dedica alla sua passione, andare a ricercare parte della sua famiglia. Per appassionati, scrittori, professori. E’ il mondo dell’archivio. Luogo di partecipazione e di fruizione diretta. Luogo di passaggio della memoria alle generazioni future.

    Come ci spiega la Direttrice dell’Archivio Mariarosaria Senofonte, il compito del nutrito e forte gruppo di 20 archiviste è “Conservare e conservare bene. Acquisire, tutelare il bene in dispersione. E poi renderlo consultabile e aprirlo al pubblico”.

    archivio4702.jpg

    All’interno dell’Archivio Storico Capitolino, diviso in pre-unitario e post-unitario, è conservato un ricco patrimonio che ripercorre la storia di Roma dal medioevo fino alla metà del XX secolo.

    L’Archivio della Camera Capitolina testimonia l’attività dell’antico organo di governo del Campidoglio. Ci sono poi l’Archivio del Protonotaro del Senatore, che contiene oltre a rogiti originali (secoli XVI-XVIII), atti di cancelleria dei tribunali delle supreme magistrature capitoline, e l’Archivio del Comune Pontificio.
    L’Unità d’Italia ha prodotto una profonda trasformazione nella struttura del Comune di Roma. Gli uffici vennero riorganizzati e la documentazione prodotta a partire dal 1870 costituisce l’Archivio post-unitario.

    Accanto alla documentazione per titoli, relativa a tutta l’attività svolta dall’amministrazione comunale, emergono per la loro importanza alcuni fondi prodotti dagli uffici: Piano Regolatore, Ispettorato Edilizio, Ripartizione X Antichità e Belle Arti, oltre alla serie dei verbali delle deliberazioni del Consiglio e della Giunta (1871-1982), che costituiscono punto di partenza obbligato per qualsiasi ricerca sul Comune moderno.

    “Il nostro lavoro – chiarisce la dottoressa Senofonte – è quello di prendere tutti questi materiali renderli consultabili. Come? Attraverso una schedatura, quello che per la biblioteca è la catalogazione abbastanza standardizzata. Per l’archivistica la schedatura è più complessa, è tutta da creare a seconda del materiale che hai”.

    archivio4706.jpg

    Un’ulteriore ricchezza dell’Archivio Storico Capitolino è costituita dagli archivi di importanti famiglie (come Orsini, Cardelli, Capranica, Brezzà) e personalità protagoniste della vita politica, amministrativa e culturale della città.

    Sale e salette, colme di documenti, in cui è custodita la testimonianza scritta della storia di intere famiglie romane, come l’archivio della “Casa Sacchetti”. E a ogni foglio, a ogni faldone, a ogni sala è legato un racconto.

    Come l’archivio dei fratelli Brezzà, esploratori del Congo, che contengono quaderni di viaggio, diari, disegni, foto delle loro esperienze nel Paese africano. Documenti unici che hanno affascinato il Presidente del Congo che si è appositamente recato in visita all’Archivio Storico Capitolino per consultare questo pezzo di storia del suo Paese.

    Parte degli otto chilometri di unità archivistica è invece occupata solo da immagini. Vedute di luoghi, di edifici, di monumenti, e di personaggi. La vita a Roma. Le sue strade, le sue piazze. I palazzi con i loro interni. Squarci della vita cittadina, di cerimonie ed esposizioni. Una raccolta che costituisce un’importante fonte per osservare e comprendere la città sotto il profilo storico, artistico, urbanistico e socio-politico.

    E’ l’Archivio fotografico che le archiviste hanno reso consultabile online.

    archivio4701.jpg

    Da più di dieci anni infatti si stanno impegnando per la realizzazione di banche dati digitali con lo scopo di ottenere il duplice risultato di conservare in maniera ottimale il materiale a rischio di deterioramento e fornire agli utenti la possibilità di una consultazione veloce.

    Di appoggio all’archivio, la biblioteca conserva una ricca documentazione che abbraccia i secoli dal XII al XX: le preziose raccolte bibliografiche della Biblioteca Romana, i periodici e i quotidiani dell’Emeroteca, fonte e strumento di ricerca insostituibili per cogliere lo spessore della vita politica, sociale e culturale della città.

    “E poi abbiamo la valorizzazione che vuol dire tutto: dalla mostra alla visita del complesso Borrominiano – spiega Mariarosaria Senofonte a VignaClaraBlog.it – Proviamo a uscire dall’isolamento che tutti gli archivi vivono. Abbiamo fatto una collana editoriale che è online, fruibile liberamente senza costi, in cui mettiamo a disposizione dei nostri utenti strumenti che sono per la consultazione.
    Facciamo attività con le scuole. Piccole mostre negli spazi che abbiamo a disposizione. Presentazioni di lavori attinenti la città di Roma o maturati nell’archivio capitolino il pomeriggio nella sala di consultazione”.

    archivio4705.jpg

    Le archiviste aprono per noi le fascette dei faldoni. Appassionate, curiose ed esperte nel maneggiare quei documenti che sono ricchezza, un tesoro. E ci accompagnano con loro in un viaggio lungo secoli. Le foto aeree di una Roma sconosciuta, di Corso Francia circondato da campagna. Lo statuto di Cesano, del XVI sec., pervenuto dall’archivio Orsini.

    Un manifesto del 1800 che vieta di attraversare Ponte Milvio per pulizia delle strade. Una vecchia ordinanza che proibiva agli abitanti di Cesano di lavare pelli, trippe e altre immondizie nelle fontane per non sporcare l’acqua.

    Una storia, spesso dimenticata, lunga otto chilometri e secoli. Nascosta nei quartieri, per le strade, dietro i palazzi. Una storia che qualcuno sta conservando per noi con passione e dedizione.

    Daniela Buongiorno

    riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

     

    Visita la nostra pagina di Facebook

    LASCIA UN COMMENTO

    inserisci il tuo commento
    inserisci il tuo nome