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SOS parchi e aree verdi Roma Nord

sacchi rifiuti

Che parchi, riserve e ville di Roma non siano un esempio di perfezione è cosa nota; non c’è area verde che non sia oggetto delle attenzioni di incivili, senzatetto e d’improvvisati imprenditori edili in cerca di una discarica. Salve rare eccezioni, la cronica trascuratezza è dovuta alle scarse risorse dedicate.

A rendere più drammatica la situazione anche la maleducazione ed inciviltà di chi usa il verde come una pattumiera; da qualche anno a questa parte sembra che i parchi siano diventati i luoghi preferiti dove disfarsi dei rifiuti che dovrebbero essere smaltiti invece in discarica.

E cosi oltre ai mobili del Parco della Pace e ai tanti detriti del Volusia ecco spuntare decine di sacchetti di calcinacci all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata o un sgangherata fotocopiatrice davanti al cancello del Parco attrezzato dell’Inviolatella.

Una situazione drammatica che dimostra come siamo lontani anni luce da quel modello di civiltà che l’Europa, attraverso leggi e norme, cerca di imporci da anni a suon di infrazioni.

Ovviamente Roma Nord non sfugge a questa condizione dal momento che numerose aree verdi si concentrano proprio su questo territorio; è mortificante aggirarsi all’interno di aree su cui sembra essere caduto l’oblio. Non soltanto calcinacci ma anche i segni della totale assenza di cura e manutenzione: sentieri ricoperti dai rovi, staccionate divelte o ormai infradicite dal tempo, segnaletica scolorita e a volte illeggibile, acque stagnati, alberi caduti…i segni dell’abbandono.

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Per non parlare dell’immonda discarica di via del Baiardo, a Tor di Quinto, in un’area golenale di enorme pregio stuprata ogni giorno da chi vi sversa detriti e rifiuti che oggi ammontano a decine di tonnellate e chissà quante altre ancora ne arriveranno vista l’inerzia delle istituzioni. Ed è per questo che sulla nostra pagina facebook abbiamo dato il via a una campagna virale di sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

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In quello che era forse il più curato parco di Roma Nord, la Riserva di Monte Mario, i lavori per la galleria Giovanni XXIII hanno sventrato il terreno modificando addirittura il paesaggio. Terminati i lavori tutto è rimasto in quel modo con il cemento e i ferri contorti che come tentacoli fuoriescono dal terreno.

Sul Lungotevere, in quella che un tempo era un’area protetta del WWF oggi vivono in fatiscenti baracche decine di sfollati; al Parco Volusia, ancora prima della sua apertura, le aree pic-nic vengono frantumate a colpi di mazza.

Ma quello che più colpisce è quell’impressionante fenomeno di erosione che si sta verificando all’interno dell’Insugherata; la frattura qualche anni fa era profonda soltanto qualche metro. Ora c’è una voragine enorme che si allarga ogni giorno di più.

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Difficile dire quali sono le cause: un fenomeno naturale oppure la ragione è da ricercare nell’azione dell’uomo? Frane si stanno verificando anche all’interno del Bosco di S.Spirito che, guarda caso, confina con campi coltivati. Come dimenticare le parole profetiche del “geologo con la piccozza”?

Quale il rischi? Per l’Insugherata che i grandi boschi di sughere, carpini, ornielli, castagni vengano sommersi dal fango. Per gli altri parchi che si trasformino in discariche e dormitori. Per l’area verde di via del Baiardo che il terreno si impregni dei liquami e delle polveri di amianto delle lastre che sbriciolano tanto da inquinarsi irrimediabilmente rendendo vana qualsiasi opera di bonifica che poi si intendesse fare.

Francesco Gargaglia

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6 COMMENTI

  1. Grazie alla politica immigratoria del governo Renzi e del ministro Alfano, Roma è piena di immigrati senzatetto che alla fine nolente o volente finiscono sotto cavalcavia, nelle stazioni e nei parchi.

  2. Simone, almeno in questi frangenti, eviti di dire cose insensate! Le ha viste le fotografie? Quella è opera dei senza tetto? Ieri ho visto in fondo al Parco Papacci un extracomunitario seduto su un Water di buona maiolica. Stava defecando! Appena ha finito ha pulito con della carta il Water, poi l’ha buttato in mezzo a tanti altri scarti di muratura. Le assicuro che il water era pulito: ho controllato.

  3. E’ sufficiente farsi un giro sulla tangenziale, nei parchi o sugli argini del tevere (marconi, ostiense, magliana, basta scegliere) per rendersi conto delle bidonville grandi e piccole che sono nate nella città, alimentate dal flusso immigratorio indiscriminato avallato dalle politiche di questo governo. Sono realtà visibili a tutti, tranne ovviamente a chi è permeato di stucchevole buonismo.

  4. guardiamo prima la trave che è nel nostro occhio e non la pagliuzza in quello degli altri: senza nulla togliere al “contributo” di extracomunitari e rom, un buon aiuto lo diamo anche noi! cominciamo con il raccogliere le deiezioni dei cani, sia per strada che nelle aree loro dedicate (sono parchi giochi per i nostri amici quattrozampe, non le loro latrine!). giorni fa ho segnalato ad una signora (100% italica, ben vestita, cane di razza) che il suo cane aveva fatto i bisogni: la dama ha continuato imperterrita a conversare al cellulare, senza scomporsi, infastidita del mio scrupolo.
    Per il resto, ben venga la campagna virale, il degrado da queste parti è veramente incredibile.

  5. E’ sempre colpa degli extracomunitari e chi non ripete questo mantra è accusato di buonismo…. la cosa bella è che la gente si fa prendere in giro, basta un Salvini qualunque (nessuna istruzione qualificata, nessun lavoro svolto) per farvi “infinocchiare”….
    guardi era tanto bravo Alemanno e magari anche Berlusconi…. con il primo si è speso più di tutti nella gestione dei campi rom, con il secondo c’è stato il maggior numero di extracomunitari regolarizzati in una sanatoria… ma la colpa è di Renzi……

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