Home ATTUALITÀ Cassia, ecco dove porta quella scaletta…

Cassia, ecco dove porta quella scaletta…

scaletta240.jpgEnnesimo insediamento abusivo in via Cassia Nuova, difficile vederlo per chi passa in auto. A segnalarlo è solo una scaletta in legno messa sulla scarpata che delimita il cosiddetto “discesone”, quel lungo tratto quasi rettilineo che dall’incrocio con via Oriolo Romano conduce a quello con via Fabbroni e poi a Corso Francia.

Il terreno, compreso tra via Cassia Nuova e via Cassia Antica e confinante con l’area dell’istituto Marymount, lo si può raggiungere anche dall’Inviolatella attraverso un sottopasso; si tratta di terreni comunali che potrebbero entrare a far parte del parco pubblico. Ma se il Comune se ne è dimenticato non così i senza tetto che lo hanno scelto come residenza.

Segnalare un insediamento ci provoca sempre qualche imbarazzo dal momento che si tratta spesso di povera gente che verrà “sfrattata” ma che poi si metterà alla ricerca di un altro luogo dove stabilirsi.

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Ma tant’è. D’altra parte le condizioni di degrado, di sporcizia e di inquinamento di quei terreni sono incredibili; oltre alle solite baracche fatiscenti c’è l’inevitabile discarica fatta di oggetti raccolti dai cassonetti e poi la zona utilizzata per i bisogni fisici.

Se mai quei terreni verranno in futuro bonificati si tratterà, a causa degli alberi, di un intervento difficile e costoso che al solito ricadrà sulle spalle dei contribuenti. L’insediamento infatti è stato creato all’interno di un’area con una fitta vegetazione fatta da alberelli ed arbusti; un luogo ideale, difficile da individuare e che può essere raggiunto solo da quella sgangherata scaletta.

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Queste baracche non fanno altro che andare ad aggiungersi alle altre tante baracche che nel tempo abbiamo individuato sul territorio e nei parchi di Roma Nord; tanto degrado ma anche una ripetuta denuncia di come il nostro paese e le istituzioni locali non riescano a trovare una soluzione a questo grave e triste fenomeno.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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6 COMMENTI

  1. piuttosto sull’altro lato del salitone dove sono miracolosamente comparsi due immensi cancelli con retrostanti misteriose strutture?

  2. Purtroppo gli insediamenti abusivi sono un grosso problema , ma sembra che il problema è solo per noi cittadini, visto che l’amministrazione comunale non se ne preoccupa.
    A me sembra che stiamo andando DI MALE IN PEGGIO, lo sfacelo totale!!!!
    partendo da Roma centro fino alle periferie
    Per il Sindaco Marino e i suoi adepti la parola DECORO è sconosciuta

  3. è pieno di rom e rumeni la notte io li vedo dalla finestra finchè non si mettono i lampioni e la gente ci va come un parco normale continueranno ad andarci ci vorrebbe per assurdo qualche palazzo in piu per tenere sotto controllo la situazione

  4. Il buonismo sta producendo “malismo”
    Meglio un pó di “cattiveria” che produce del bene che tanto “amore” che produce del male.
    Aprire nuove strutture carcerarie e inasprire tutte le pene senza ne benefici ne sconti.
    Sottrazione di minori a tutti i baraccati, così come si farebbe agli italiani in appartamento, e le famiglie baraccate spariranno.
    Sottrazione di minore a qualunque uomo-donna accusato di crimine violento:giá c’é ma solo se danneggia il minore. Invece un delinquente non puó e non deve poter crescere un figlio.
    Pena di morte per il pluriomicidio oppure per la reiterazione del reato di omicidio.
    Trenta anni per il furto e per rapina ergastolo.
    Ergastolo a stupratori e pedofili.
    Sottrazione di minori alle famiglie mafiose per “distruggere la famiglia” culturalmente.
    Cinque anni così e i vantaggi della bonifica, bella parola e non brutta,ripagheranno i costi necessari a livello esponenziale.
    Sennó teniamoci il solito buonismo che ci sta privando del diritto di vivere sereni e taciamo.

  5. la pena di morte tramite fucilazione, ghigliottina o camera a gas ? cinque anni così e l’Italia diventa il paese del terrore e uno stato poliziesco. A proposito, chi dovrebbe fare rispettare questi “leggi”, i colonnelli ? No grazie.

  6. ah, dimenticavo, cara signora Bea ma lei dalla finestra e di notte (ma non dorme mai ??) riesce a distinguere un rumeno da un albanese o da un ucraino…. ma mi spiega come fa ? Complimenti per la vista e la sua capacità di indovinare la nazionalità di una persona al buio !

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