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La Storta e le sue genti, storia e memorie da borgata a quartiere

la-storta240.jpgCom’è nata La Storta? Chi furono i suoi fondatori e come ha vissuto i più grandi eventi del nostro Paese? Sono questi i temi affrontati dalla mostra fotografica “La Storta e le sue genti”, inaugurata sabato 21 febbraio nei locali dell’Associazione sportiva e culturale “Il fenicottero”, in via Cassia 1827, dove rimarrà esposta fino ai primi di marzo.

Le immagini raccontano un’antica Giustiniana dal 1870, con la caduta dei Papi e l’arrivo dei Savoia a Roma, fino agli anni ’60 e alla ripresa economica: si tratta di documenti storici raccolti e spiegati da Enzo Abbati, memorabile direttore editoriale del mensile “Il Periodico, La Giustiniana e dintorni” che ha purtroppo interrotto le pubblicazioni poco più di un anno fa (leggi qui).

Non a caso, il “Cicerone” di quest’iniziativa è stato proprio Abbati con il suo contributo storiografico, spinto dalla volontà di ricollegare gli abitanti de La Giustiniana alle loro origini, lo stesso intento perseguito dall’ASD “Il fenicottero” e dalla promotrice della mostra, Stefania Attili.

Tutte le foto della mostra fanno parte di un progetto decennale di Enzo Abbati, ovvero la pubblicazione degli ultimi due capitoli della sua enciclopedia storica: “Ponte Milvio fuori porta”, di cui un tomo rivolto alla storia della Cassia-Clodia e l’altro a quella della Flaminia.

Grazie al contributo di enti, fondazioni, biblioteche e privati è possibile rivivere, per esempio, gli anni in cui La Storta fece parte del giro d’Italia nel 1968, come visse il brigantaggio, sapere che la pozzolana di Castel Giubileo fosse esportata in tutta Roma e sia stata utilizzata nella creazione della Cappella Sistina, e molti altri aneddoti su Roma Nord e e sul territorio del XV Municipio.

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Come nasce La Storta?

Immaginate un’antica stazione di posta in un paesaggio deserto: è la “Posta cavalli”, siamo ai primi dell’800 e quell’esercizio è il primo edificio de La Storta. Per parlare di borgata tuttavia, dovremo aspettare il 1846 grazie alla famiglia fondatrice dei Salviati.

Le casate nobiliari, le famiglie tenutarie e i latifondisti hanno avuto infatti, sia per quanto riguarda la stesura dei libri, sia per la storia de La Giustiniana, un ruolo basilare. Sono loro ad aver trasmesso le memorie della zona e ad aver promosso festività che favorissero l’aggregazione sociale: come fu un tempo nelle loro tenute con “La festa del grano” a giugno, attraverso la quale i ragazzi di zona potevano conoscersi prima di sposarsi, come lo è oggi con gli eventi al Castello della Castelluccia, dove infatti si terrà ad aprile la mostra fotografica “Generazioni a confronto”.

Dunque, un legame fra passato e presente che si mantiene nel tempo.

Pur essendo La Giustiniana una zona ricca di storia, l’idea di Enzo Abbati nasce da una profonda carenza territoriale. “Molti mi chiedono cosa mi spinga ad un lavoro di ricerca così minuzioso nel reperire fotografie e testimonianze: il desiderio di creare un’identità di territorio, ripercorrere la memoria de La Giustiniana e unire i suoi abitanti, raccontando le loro origini. Manca un sentimento di coesione in questa zona, essendo nata da ondate migratorie sia dal centro Italia, principalmente abruzzesi e marchigiane, sia dall’estero, che non si sono omologate ma chiuse in loro stesse e nelle loro tradizioni”.

Sono gli stessi partecipanti alla mostra a confermarlo: La Storta e La Giustiniana mancano d’una piazza o d’un centro d’aggregazione che permetta loro di conoscersi, contrariamente a quanto succede invece a Labaro e Prima Porta, anch’esse citate nei libri di Abbati.

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Un passato multietnico, una memoria dimenticata

Gran parte dell’opera e della presentazione tenutasi il 21 febbraio hanno evidenziato un carattere multietnico de La Storta e dintorni: si pensi che le stesse casate nobiliari e famiglie originarie, che tra l’altro hanno contribuito alla stesura del libro, sono straniere: come i Silji, mercanti siriani oggi residenti ad Edinburgo, oppure i marchesi dell’Olgiata, originari di Budapest.

“La Storta è storicamente multietnica, sottoposta continuamente ad una grande urbanizzazione. Ad oggi ci sono tantissimi filippini e rumeni, ma gli stessi abitanti, le stesse famiglie che hanno fondato La Storta non hanno radici italiane, e questo lascia molto da pensare”, conclude Enzo Abbati.

Come dire: tutto mondo è paese, anche se gli stessi abitanti faticano a ricordarlo. Questa frammentarietà etnica delle sue genti forse spiegherebbe il perché oggi a La Storta ci sia poca coesione. Una rivalità talmente forte fra gli abitanti tanto a tal punto che, fra le frazioni de La Giustiniana (Monte Peloso, La Storta, La Spizzichina, La Cerquetta, Isola Farnese, La Giustinianella e Borghetta della Castelluccia), fino all’800′ si teneva un palio fra “contrade”, il “Palio della Feria”, che partiva proprio dalla storica stazione di posta de La Storta.

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Le iniziative de “Il Fenicottero”

“Sarebbe bello poter coinvolgere anche i ragazzi in queste iniziative, far conoscere la loro storia e del luogo in cui vivono. Speriamo possano esserci altri appuntamenti come questi, qui a La Storta”, interviene una partecipante durante l’inaugurazione.

L’Associazione promotrice dell’iniziativa, Il Fenicottero, visto il grande successo ottenuto, spera di poter proseguire il suo calendario con appuntamenti altrettanto stimolanti, che favoriscano una rinascita culturale della zona, come suggerisce simbolicamente l’animale da loro scelto.

“Il fenicottero, prima ancora dalla fenice, rappresenta un risveglio spirituale, un’aprirsi alla vita e una propria riscoperta”, sostiene Stefania Attili, che insieme a Simona Di Valerio, dirige l’associazione.

Il loro contributo al quartiere, oltre alla rivista “Vivere positivo” di prossima pubblicazione, consiste in diverse proposte.
“Abbiamo inaugurato l’associazione a settembre 2014 e abbiamo all’attivo numerosi corsi – sostengono le responsabili – c’interessa offrire delle attività che garantiscano il benessere sia fisico che mentale: a partire dalle lezioni di yoga, fisioterapia e meditazione, fino ai laboratori di fotografia, lezioni di chitarra e giornate di trekking. Siamo felici di poter convidivere con La Storta e dintorni tantissime idee, e allo stesso modo siamo aperte a quelle degli abitanti che aspettiamo di conoscere”.

Fra i tanti appuntamenti dell’Associazione, ricordiamo l’ Open Day Olistico Gratuito del prossimo 28 febbraio in via Cassia 1827, in collaborazione con l’Associazione Onlus Riconoscere. Per tutte le altre iniziative invece, sarà meglio consultare la loro pagina facebook o visitare il loro sito web.

Barbara Polidori

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1 commento

  1. La mostra sarà sicuramente interessantissima ma la sciocchezza per cui La Storta nell’800 era multietnica ci mancava. E’ proprio vero che viviamo nell’era del pensiero unico….

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