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I 7 più comuni stereotipi su Roma Nord

elegant2240.jpgDa tempo su Roma Nord si scrive un po’ di tutto, nel bene o nel male, e questo tutto ci incuriosisce. Alzi la mano chi non ha mai sbirciato uno di quegli elenchi di tipi umani presenti dalle nostre parti, leggiucchiato qualche descrizione, soffermati a riflettere su in che modo e misura si è simili, diversi o riconoscibili.

E anche un po’ sbigottiti nel renderci conto che forse certe peculiarità che ci attribuiscono non sono poi così nostre, ma diffuse in un po’ tutte le direzioni cardinali. D’altronde Roma Nord è troppo grande e al contempo ha al suo interno dei luoghi troppo iconici per resistere alla tentazione di qualche generalizzazione.

Ecco quindi una guida tascabile ai più comuni stereotipi su Roma Nord, ma che forse sono anche di Roma sud, ovest ed est. Per sapere cosa dicono di noi…E magari anche cosa non dovrebbero dire.

7 – Quelli che… sono sportivi, vegani, salutisti

Stereotipo recente, ma a diffusione capillare, gli immancabili segni sono la voglia di fare fitness – soprattutto corsa e camminata – il costoso (sic!) abbigliamento e l’alimentazione vegana.

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Viene attribuito a Roma Nord per ragioni effettivamente misteriose, quando a Ponte Milvio si può campare dignitosamente di fritti e aperitivi, i parchi hanno più cicche e panchine che cestini e siamo abituati a scendere con macchina o motorino anche per il pane.

Probabilmente l’ultima volta con cui abbiamo parlato seriamente di ambiente è stato a un aperitivo vegano a San Lorenzo, negli anni universitari, con una ragazza iscritta a scienze dell’alimentazione, buddista praticante, desiderando fortemente un barattolo di nutella.

6 – Quelli che… frequentano le feste e la movida

Cominciamo dal principio: sapete qual è il pensiero medio di un adolescente, nel caso NON abiti sopra la Grande Madre di Dio a Ponte Milvio e territori limitrofi? La consapevolezza di essere nati sul cocuzzolo di una montagna, condannati a doversi perennemente spostare, a meno di non ripiegare su un pub, dove ti verrà a prendere tuo padre alle dieci e mezza di sera. A volte anche alle dieci.

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Motorino non esiste – la mamma di Roma Nord (E sud, est e ovest) è ansiosa, sulla macchinetta c’era stato un vago pensiero finché la madre della tua amica non ha raccontato di come la figlia ha fatto un fronte-retro micidiale, uscendo da un parcheggio di Vigna Stelluti, con colpo di frusta di contorno.

Appena hai potuto avere una macchina, hai iniziato l’università e tutto si è spostato: Foro Italico e Tangenziale sono diventati i tuoi migliori amici, il traffico di Roma una specie di confidente e raggiungi un qualunque posto sempre, perennemente in ritardo. E sì, lo conosci qualcuno di quelli “che organizza sempre le serate”…Mai a meno di 25 minuti da te. Alla fine inviti le amiche a cena a casa tua e sì, il vino lo porterà qualcuno.

5 – Quelli che… postano tutto sui social network

Sarebbero quelli che qualunque cosa facciano la postano su facebook o territori paralleli come instagram e G+: passeggiata in centro? 57 foto. Shopping a Vigna Clara? 76.
… Cioè, nel 2015, c’è davvero ancora bisogno di dire che non vivono solo a Roma Nord? E su.

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4 – Quelli che… sono radical-chic

Ovviamente qui non parliamo del significato letterale della parola, ma della connotazione attribuita al termine. Oppure di “benvenuti nelle profondità della psiche umana!” La falla nella generalizzazione deve diventare categorizzazione a sé stante, sennò il gusto si perde…

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E poi è troppo complicato dover spiegare che Roma Nord non è solo quel fazzoletto ritagliato tra Vigna Clara e Collina Fleming, come se anche queste due ultime zone fossero esenti dalle medesime problematiche della Capitale.

Il radical-chic è quella categoria dell’essere di Roma Nord, fatta per spiegare tutto quello che non rientra in quello che viene normalmente attribuito alla gente del posto, dai locali, agli interessi, alle amicizie, al modo di vestire, alle aspirazioni. Portate ovviamente tutto questo all’estremo se vi piace la musica live.

3 – Quelli che… “fumano”

Da un lato i festini e la coca, dall’altro le canne. Il “fattone” e il “pompato”, le declinazioni in acido di un’immagine di vuoto vanziniano, colmato in eccessi più o meno reali o percepiti.

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La comodità qui non sta tanto nel relegare questi tratti a dei tipi umani di un certo punto cardinale nella Capitale, quanto in alcune macchiette pronto uso.
Come se per sniffare fosse necessaria la villona o per spendere tutti i propri soldi in canne, avere la paghetta di mamma e papà. Ma basta fare una passeggiata in qualunque zona di Roma per rendersene conto.

2 – Quelli che… “Ma fate la solidarietà a casa vostra!”

Si tratta di una variante del radical chic di cui sopra, che invece di dedicarsi alle attività consone a quelle attribuite normalmente a Roma Nord da giornali e fonti autorevoli, decide di studiare lingue, entrare in una onlus e dedicarsi a progetti di aiuto umanitario.

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Possono fare bene o male il loro lavoro, raccontare aneddoti e avere il profilo facebook pieno di foto con gli amici, ma se si azzardano a pubblicare uno scatto da dove si trovano – paesi poverissimi, bisognosi di tutto – arriva sempre il genio di turno che commenta “ma non potevi andare ad aiutare nei centri anziani?” Perché scusa, tu che stai commentando – che di sicuro non sei di Roma Nord, eh? – lo fai?

1 – Quelli che… “Son figli di papà” e “non saran mai come il padre”

Contraddizioni di termini: se un figlio decide di proseguire il mestiere di un padre ed eredita uno studio, è uno con il futuro spianato, ma che non sarà mai al livello del padre. Uguale se decide di fare altro. Questa è Roma Nord? Io non credo. Forse è solo Nord.

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Questo è il ritratto di una generazione, i figli dei figli del boom economico, con la testa piena del desiderio di voler fare ciò che si desidera, ma tanto non andrà. Perché è dura, perché ce ne sono mille come noi, perché quando toccava ai nostri genitori era diverso, forse in apparenza più facile.

Se basta aver il padre all’interno di qualcosa per avere la strada spianata al giorno d’oggi questa è una faccenda che riguarda pochi eletti, e per la maggior parte abitano in centro storico. O lassù al nord.

Flavia Sciolette

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