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Prima Porta, mai più quel 31 gennaio

comitato240.jpg“La pioggia non ci deve far paura”, recita uno striscione azzurro a forma di nuvola nella mostra a Prima Porta. È solo uno dei tanti lavori realizzati dai bambini alla commemorazione di ieri, 31 gennaio 2015, in via Andrea Procaccini: un appuntamento promosso dal Comitato 31 gennaio in ricordo di quell’alluvione del 31 gennaio 2014 che ha segnato la memoria di Prima Porta e dei suoi residenti.

Non basta solo ricordare l’accaduto però, bisogna evitare innanzitutto che la situazione si ripeta intervenendo sul territorio. Ecco perché l’evento è stato anticipato dal dibattito di venerdì 30 gennaio “A che punto siamo?” nei locali del circolo PD Labaro-Prima Porta.

In entrambe le occasioni i cittadini e le autorità hanno sollevato molte domande e riflessioni, rievocando quel 31 gennaio che gli abitanti del quartiere ricordano, purtroppo, fin troppo bene.

Ad un anno esatto dall’ultima alluvione

Com’è noto ai residenti del quartiere e del XV Municipio in generale, le alluvioni a Prima Porta non sono una novità, ma sembra che quelle storiche del settembre 1965 o del 2005 non siano bastate a scuotere le coscienze e sensibilizzare le autorità, fino al 31 gennaio 2014. Ma allora, cos’è cambiato veramente?

A domandarselo è stata appunto il Circolo PD di Prima Porta, che venerdì 30 gennaio ha organizzato un incontro con gli abitanti presieduto da Ilaria Mandolesi, segretaria del Circolo, alla prrsenza di Daniele Torquati, presidente del XV Municipio, Luigina Chirizzi, presidente del consiglio municipale, Riccardo Agostini, consigliere della Regione Lazio e Maurizio Pucci, Assessore capitolino ai Lavori Pubblici.

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Sembra essere passato tanto tempo, eppure è trascorso solo un anno da quando Prima Porta, ricolma d’acqua, sterpaglie, detriti e chissà cos’altro, è stata inondata da una Marana straripante, che ha investito impetuosa tutto quello che ha trovato lungo il suo passaggio, danneggiando abitazioni e persone.

Un anno esatto nel corso del quale si sono incrociate e messe in luce le tante competenze diverse: Regione Lazio, Ardis, Consorzio di Bonifica, XV Municipio e  Comune di Roma: eppure tutt’oggi 17 nuclei abitativi alloggiano ancora all’Hotel Flaminius di via Frassineto, vittime del nubifragio di quel non troppo lontano 31 gennaio. Senza contare gli abitanti di Prima Porta ospitati ancora da parenti ed amici, che attendono rimborsi per danni ai beni privati o alle loro attività.

“C’interessa chiarire due aspetti – ribadisce Francesco Mangone, presidente del Comitato 31 gennaio – il cantiere situato in via Procaccini per la realizzazione di un nuovo impianto idrovore verrà chiuso prima o poi? Inoltre, visto i numerosi danni agli immobili dei cittadini, è previsto per loro un risarcimento?”

La risposta arriva direttamente da Riccardo Agostini. “Ci sono stati dei ritardi per la chiusura delle gare d’appalto e lo scandalo di Mafia Capitale, ma possiamo finalmente confermare che i lavori di manutenzione della Marana e dei fossi di Prima Porta inizieranno a distanza di 30 giorni dalla chiusura del bando. Stiamo consultando il bilancio dell’Ardis per capire se affidare l’amministrazione delle idrovore a Roma Capitale anziché all’Acea. Il bilancio complessivo ci permetterà di capire se la questione rimarrà di competenza della Regione o verrà affidata all’area metropolitana”.

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Per quanto riguarda invece il secondo interrogativo nessuna risposta, ma anzi un’ulteriore domanda da un partecipante del dibattito: “Stando ad un articolo del Sole 24Ore, la Bei ha stanziato da qualche mese dei fondi per le opere anti-dissesto; perché noi non possiamo usufruirne?”.

Com’è possibile leggere infatti dall’articolo del quotidiano finanziarioquasi tutte le grandi aree urbane hanno ottenuto dal governo quanto richiesto per mettere in sicurezza i corsi d’acqua, salvo però Roma“. Eppure, leggiamo che “sulla base del piano di bacino del Tevere sono stati segnalati da Regione Lazio e Comune di Roma interventi per 222 milioni, ma la mancanza assoluta di progetti (sono tutti al livello di studi di fattibilità) ha indotto il governo a finanziare per ora solo la progettazione, e 5,2 milioni per opere minori“.

Amministrazione ordinaria e straordinaria

Durante il dibattito un residente di Prima Porta ha illustrato ai presenti le rilevazioni effettuate in quei terribili giorni con dei droni. Il risultato è stato curioso: i dati mostrano infatti come, nonostante le zone più depresse di Prima Porta siano quelle del Macelletto ed in prossimità della diga, tuttavia quelle più colpite durante l’alluvione siano state, invece, le più alte, ovvero la zona compresa fra i due fossi in direzione La Giustiniana.

Eppure esiste uno studio dell’Università di Roma Tre datato 2006, per cui Prima Porta risiederebbe in un territorio fragile da un punto di vista idrogeologico, situazione che non ha impedito comunque la costruzione di 20-25 appartamenti nella zona del Macelletto. Come spiegarselo?

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Il Presidente del XV Municipio, Daniele Torquati, ribadisce che “l’alluvione di un anno fa non dipese solo dalla Marana di Prima Porta: i muretti dei fossi vicino al Macelletto non ressero la portata d’acqua e tracimarono i ponticelli su via della Giustiniana, fino a via Concesio. Per quanto riguarda via Frassineto invece, in quel caso il problema risiedeva nella tenuta idraulica delle tubature. Non basta quindi tener pulita la Marana ma anche i fossi, altrimenti da una semplice opera d’amministrazione ordinaria si arriva ad una straordinaria, come quella in cui ci troviamo tuttora”.

Come ricordammo in un nostro articolo, via Frassineto fatica nello smaltimento delle acque: l’impianto delle idrovore doveva essere attivo dal 2010, ma solo ora è giunto al termine.

“Per arginare il problema – spiega Torquati – mentre aspettavamo che finissero i lavori per la nuova idrovora di via Procaccini, abbiamo proseguito la manutenzione dell’area installando sopra al fosso una pompa ad immersione che prendesse l’acqua dalla Marana e la ributtasse al suo interno. C’è da dire però che la manutenzione dei fossi è di competenza dell’Ardis e del Consorzio di Bonifica, che noi possiamo solo sollecitare”.

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“Nonostante i ritardi – continua Torquati – possiamo dire che entro febbraio 2015 avverrà la manutenzione straordinaria della Marana di Prima Porta, ma non ci fermeremo qui. Il XV Municipio chiederà infatti un finanziamento fisso per la manutenzione territoriale di altre zone come il fosso di via Dalmine e la raccolta delle acque vicino al Macelletto. Inoltre il Sindaco Marino non ha voluto aspettare lo stato di calamità naturale e, dopo che la Protezione civile del Comune di Roma ci ha segnalato le zone in cui intervenire, ha chiesto dei finanziamenti alla Regione”.

Gli alibi della “competenza”, le necessità dei cittadini

“Di competenza”: una formula ripetuta meccanicamente in questi mesi per affidare la responsabilità generale di una situazione sfuggita di mano a Prima Porta. È lo stesso Maurizio Pucci, Assessore capitolino ai Lavori Pubblici, a sottolinearlo.
“Abbiamo riscontrato soprattutto in questa zona un discorso di competenze: ognuno fa lo scarica barile sull’altro. Per questo motivo abbiamo indetto un tavolo di lavoro con l’Ardis ed il Comune di Roma per istituire un Comitato permanente in via Procaccini”.  Saranno gli stessi cittadini a segnalare chi non rispetta le proprie competenze, è il senso di quanto aggiunge Pucci.

Il ricordo degli abitanti

Sarà anche passato un anno, ma quella notte i residenti di Prima Porta la ricordano come fosse ieri.

“Ogni volta che c’è allerta meteo, non riusciamo a chiuder occhio per il pensiero – racconta un’abitante di via Saronno – su quella strada l’alluvione è ancora vivida nelle nostre menti: in piena notte scorreva acqua e robaccia di ogni genere. Sostenere che molte case di Prima Porta abbiano ceduto perché costruite malamente tanti anni fa non è una scusante: la palazzina in cui abitavo è stata edificata 7 anni fa, eppure nel garage quella notte c’erano 3 metri e mezzo d’acqua!”

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Proprio per non dimenticare l’accaduto, il quartiere sente il bisogno di rivivere quei momenti, seppur tanto dolorosi, augurandosi che non si ripetano più. Una ferita ancora aperta nel cuore di Prima Porta, che l’ha rivissuta ieri, 31 gennaio, durante l’appuntamento in via Procaccini “Mai più 31 gennaio”.

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Un incontro significativo, soprattutto perché non solo i partecipanti, ma anche chi si è esibito sul palco fu vittima di quell’alluvione.
Come il rapper Zak Munir, giovane artista anche lui alluvionato e residente all’Hotel Flaminius (), che ieri ha cantato la sua “Lacrime di fango”. Una canzone-lettera aperta al Sindaco in cui si legge:
“E Prima Porta piange (…)
e ci sentiamo tutti abbandonati,
perché lo stato non ci ha tanto proprio tutelati,
aspettando le risposte,
dal Sindaco Marino senza armi ne percosse”.

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Presenti ieri all’evento anche Don Dario, parroco di Sant’Alfonso e Maria de’ Liguori, come anche esponenti della Parrocchia di Santi Elisabetta e Zaccaria e della Protezione Civile. Nell’incontro sono state lette le letterine degli alunni di due prime dell’istituto Karol Wojtyla e si è tenuto un laboratorio per bambini.

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Chi attorno alle foto e ai ritagli di giornale di quel 31 gennaio, chi distratto dallo zucchero filato, a fine evento sono stati lanciati in aria tanti palloncini bianchi.

Palloncini che rappresentano “Un gesto di solidarietà, a ricordare quella non solo dimostrata dal quartiere gli uni con gli altri, ma anche quella di cui abbiamo bisogno dalle istituzioni”, sostiene Francesco Mangone augurandosi a nome di tutti “Mai più 31 gennaio”.

Barbara Polidori

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9 COMMENTI

  1. “Varcare la soglia della Speranza” uno tra i più significativi messaggi di Papa Giovanni Paolo II, significato alto e di difficile lettura a chi non possiede un reale percorso dottrinale Cristiano Cattolico come chi ha frequentato la parrocchia ha fatto il catechismo ha preso i sacramenti Comunione Cresima, ecc. ha frequentato scuole come il Gesù Maria ecc., ecc. In queste drammatiche vicende immettere tale alto messaggio nel dibattito generale può costituire un arricchimento per le amministrazioni e per la popolazione. Mettere al sicuro famiglie e popolazione e donare loro stabilità e serenità in questo caso, VALUTATE BENE, può anche voler dire e dover ammettere che per quanto ci si possa lavorare quelle zone non potranno mai essere al sicuro da inondazioni o altro già accaduto perché edificate in troppa fretta in un’area valutata in fretta, per cui solo come esercizio mentale vi invito a VARCARE LA SOGLIA DELLA SPERANZA, valutando anche l’opzione di trasferimento in altre case più adatte, sarebbero questi sì soldi spesi bene.

  2. Spiace constatare che il Comitato 31 Gennaio, anziché farsi promotore in prima persona di un’assemblea pubblica apolitica con le istituzioni locali per fare il punto della situazione ad un anno dall’alluvione, si sia limitato a prendere parte ad un incontro organizzato in un circolo sotto la bandiera di un partito (indipendentemente dal colore politico). Molte persone avrebbero voluto ascoltare direttamente dalla voce dell’Assessore Comunale competente On.Pucci lo stato di avanzamento dei lavori e i programmi futuri, ma non tutti sono disponibili ad entrare in sezioni di partito, specialmente in tempi come questi, per poter avere questo pur utile confronto con le istituzioni. A mio avviso il Comitato 31 Gennaio, nato come strumento/soggetto spontaneo e apolitico che doveva creare occasioni di confronto e dibattito diretto con le istituzioni, ha perso una buona occasione per valorizzare il suo lavoro .

  3. Ritengo apprezzabile e utile la manifestazione voluta dal Comitato 31 gennaio per ricordare l’alluvione del 2014, coinvolgendo le scuole con la lettura di letterine e un laboratorio. Al tempo stesso non ho condiviso i manifesti del PD CHE INVITAVANO IL COMITATO 31 GENNAIO a partecipare all’assemblea pubblica con assessori e rappresentanti del Comune di Roma e mi chiedo anche io a cosa serve un comitato, se poi delega ai partiti l’organizzazione di incontri nel quartiere per un’analisi di quanto si è fatto sinora per la messa in sicurezza che rappresenta la priorità per tutti i cittadini. Credo nella buona fede del Comitato ma temo che involontariamente, e per furbizia del PD, stia perdendo il suo principale connotato: quello della spontaneità e indipendenza. Un vero peccato….

  4. Buonasera a tutti! In quanto presidente del comitato mi sento tirato in causa e vi voglio rispondere! Noi come comitato tutti i giorni ci confrontiamo con le istituzioni al potere oggi, quindi siamo abbastanza al corrente sulla situazione attuale del nostro quartiere, e puntualmente aggiorniamo la nostra pagina Facebook per tenere informati i cittadini! Per quanto riguarda l’assemblea del PD noi non abbiamo delegato nessuno di fare riunioni, ma siamo semplicemente stati invitati da loro a partecipare ! Per quanto riguarda perché non abbiamo organizzato noi una cosa con l’assesore come assemblea apolitica, vi rispondo che noi abbiamo invitato anche le istituzioni municipali, comunali, e regionali alla nostra manifestazione ma molti non sono potuti intervenire! Il municipio era presente ed è intervenuto facendo un po’ il punto! Alla prossima assemblea o evento che organizziamo vi aspettiamo in modo da poter ascoltare la voce delle istituzioni senza dover entrare in nessun circolo politico! Buona serata

  5. Signor Presidente del Comitato 31 Gennaio,
    non nutro alcun dubbio sul vostro attivismo che merita di essere elogiato. Ma proprio perché vi confrontate giornalmente con le istituzioni al governo locale ( il termine potere forse è inappropriato), sarebbe stato opportuno fare un resoconto di questi contatti mediante una pubblica assemblea promossa dal comitato. Questo anche perché, se è lodevole l’aggiornamento su facebook , molte delle persone alluvionate e dei cittadini di Prima Porta in genere non utilizzano tale mezzo comunicativo (specialmente le persone più anziane). Relativamente al fatto che il Comitato avesse invitato i rappresentati istituzionali alla sua iniziativa di sabato e questi non abbiano partecipato, la invito a riflettere su come mai il giorno prima erano tutti presenti all’assemblea in una sezione politica a Prima Porta e il giorno dopo invece erano tutti occupati e impossibilitati ad intervenire alla vostra manifestazione apolitica con i cittadini. Davvero lei pensa che sia solo un caso? credo semmai che si sia trattato di un grave sgarbo nei confronti del comitato e in questo solidarizzo con lei. Sarebbe anzi opportuno che sulla vostra pagina Facebook venissero citati i nomi degli invitati istituzionali che poi non hanno partecipato alla vostra manifestazione di sabato. Credo sia giusto che gli iscritti al comitato e i cittadini in genere, sappiano a chi avevate rivolto l’invito in modo di farsi una propria opinione al riguardo. Mi auguro che voglia corrispondere a questa esigenza di trasparenza che caratterizza il comitato da Lei presieduto.

  6. Il compito dei partiti politici è quello di stare tra il popolo e le Istituzioni. Accorciare le distanze, costuire democrazia. Il circolo PD di Labaro e prima porta, almeno da quando frequento, ha organizzato (dal 2002 ad oggi) decine di assemblee sul tema del risanamento idraulico, numerosi incontri di caseggiato, e tante riunioni diffuse. Un lavoro, nato anche in collaborazione con il comitato 10 agosto, che ha portato le istituzioni (attraverso l’impegno della rappresentanza istituzionale sostenuta e selezionata dal territorio) a promuovere tavoli di coordinamento, fare i piani e i progetti, avviare le prime opere. Abbiamo l’intenzione di continuare, stimolando le istituzioni e collaborando con tutti i comitati, i partiti, le associazioni e i consorzi sensibili al tema. Anche i partiti, così come i comitati, sono autonomi. Abbiamo promosso una assemblea pubblica invitando amministratori e cittadini. Continueremo a farlo, non per furbizia, ma perchè riteniamo sia un nostro dovere…

    Marco Tolli, iscritto al circolo PD di Prima Porta Labaro

  7. Non c’è dubbio che il ruolo dei partiti sia quello da lei descritto e lo condivido pienamente, non amo l’antipolitica “a prescindere” sintomo spesso di un qualunquismo becero. Nessuno critica la vostra iniziativa, semmai ho sostenuto che avrebbe dovuto promuoverla anche, e prima dei partiti, il Comitato 31 gennaio. Gradirei infine un suo parere sull’assenza (nonostante fossero stati invitati) di tutti i rappresentanti istituzionali alla manifestazione organizzata dal Comitato (eccezion fatta per il Presidente Municipale)? concorda sul fatto che il comitato debba far sapere chi fossero gli invitati? Grazie anticipatamente della sua cortese risposta.

  8. Sig, ghino giornalmente molte persone che non hanno Facebook passano presso la nostra sede in via della giustiniana per informazioni sulla situazione attuale, e puntualmente ricevono risposte ! Se vuole può farlo anche lei è riceverà tutte le risposte e si renderà conto che anche noi come lei crediamo e vogliamo la trasparenza!

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