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Flash Mob a Grottarossa, solidali ma solitari

flash240.jpgUna partecipazione timida quella di questo pomeriggio, 24 gennaio, al flash mob organizato dal Circolo PD Cassia in via di Grottarossa, poco distante dal Centro rifugiati politici oggetto di due atti vandalici nelle scorse notti (leggi qui). Secondo il PD locale doveva essere un’occasione per far sentire la propria vicinanza agli stranieri del civico 190.

“Ad oggi non sappiamo ancora chi siano stati i responsabili dei due atti. Sicuramente sono fatti non paragonabili a quelli di Tor Sapienza. Strumentalizzare questa situazione rischia di attirare ancor più l’attenzione della stampa e sottoporre i ragazzi del centro rifugiati a pressioni mediatiche. Per questo motivo abbiamo deciso di non pubblicizzare troppo l’iniziativa”, sostiene Gino Benedetti, promotore dell’evento e Segretario del Circolo PD Cassia, forse per dare un razionale alla scarsa presenza di cittadini.

Sarà anche vero che creare falsi allarmismi può ritorcersi contro i rifugiati del Centro, ma con questo discorso si rischia però di venir meno allo scopo dell’iniziativa, riducendo il coinvolgimento del quartiere e dei suoi abitanti a qualche foto ed un caffé al bar di zona: più che un “Flash Mob”, vista la scarsa partecipazione all’evento verrebbe da pensare ad un “Flop mob”.

Gran parte dei presenti sono infatti rappresentanti delle istituzioni, come Luigina Chirizzi, presidente del Consiglio del XV Municipio, Elisa Paris, assessore ai lavori pubblici e Emilia Tricoli, consigliera PD anch’esse del XV, o di partiti e movimenti politici, come Marco Tolli, responsabile politiche del territorio e urbanistico del PD di Roma e Duccio Perdercini, Presidente ANPI Martiri de La Storta, che però, ci tiene a precisarlo, è qui a titolo esclusivamente personale.

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E perchè personale? Perchè dopo aver inizialmente aderito, ANPI e SEL hanno fatto sapere che “pur condividendo appieno gli intenti di solidarietà e condanna per i fatti accaduti, le sezioni ANPI e SEL non parteciperanno al flash mob per non sottoporre il centro rifugiati, i suoi ospiti e gli operatori ad ulteriori rischi di atti di intolleranza o violenza”. Insomma, un’iniziativa nata in sordina e finita com’è finita, con pochissime persone.

Stando a quanto dichiarato a VignaClaraBlog.it dai residenti di via di Grottarossa, la presenza dei rifugiati viene vissuta all’interno del quartiere sì serenamente e con molti tentativi d’integrazione, ma non mancano comunque i problemi. Perché, allora, non domandarsi il motivo che spinge mani ignote e in un quartiere tanto pacifico a mettere in atto due episodi di vandalismo?

Lontani da luoghi comuni, preferiamo parlare certo di “atti vandalici” più che “rivendicazioni politiche”. Ma, se non si vuole cadere in facili strumentalizzazioni ed inutili allarmismi, perché allora organizzare un flash mob per due episodi senza alcun seguito? Perché definirli “intimidazioni gravi e pericolose”?

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Non facciamo in tempo a porre le domande. Il flash mob, o quello che era, si chiude rapidamente con una dichiarazione. “Non possiamo dimenticare all’interno di un discorso d’integrazione gli abitanti di Largo Sperlonga, che hanno svolto tante battaglie per l’immigrazione. Noi ci schieriamo dalla parte degli stranieri del XV Municipio e di Grottarossa con un piccolo gesto significativo come il Flash Mob di oggi: un tavolo di discussione e la diffusione di simbolici fiocchi rossi come atto di solidarietà”, ha concluso Benedetti. Poi tutti a casa.

Barbara Polidori

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11 COMMENTI

  1. Fare un “flash-mob” a distanza di 20 giorni suona fasullo; magari invece di atti intimidatori si trattava di botti di Capodanno (botti in ritardo, come questo flash-mob); il fatto che non ci sia andato nessuno, ma proprio nessuno, la dice lunga (altro che non pubblicizzare l’iniziativa! E allora che iniziativa è!!)..
    C’è una cosa però che colpisce: la partecipazione di qualche professionista della protesta a cui non pare vero di evocare scenari da guerra civile.

  2. Credo che la scelta del segretario del PD di Grottarossa, Gino Benedetti, sia stata oculata.
    Tenere bassi i toni su argomenti così delicati è comunque segno di responsabilità.
    Tale scelta naturalmente comporta inevitabilmente una diminuzione della conoscibilità dell’evento e di conseguenza un successo limitato in termini numerici dell’evento.
    Non sopravvaluterei troppo la questione dei “professionisti della protesta”.
    Si nasce “militanti” e si cresce naturalmente “organizzatori di eventi politico-sociali”.
    Il problema è quando agli eventi non ci vanno nemmeno i dirigenti …
    G.Mori

  3. Le forze dell’ordine hanno accertato che si è trattato di due atti volontari di aggressione, saranno anche stati botti di capodanno, ma tirati consapevolmente all’interno del centro. Mi piacerebbe sapere chi siano i professionisti della protesta che tralatro di protesta non si è trattato. Invece a quanto pare c’è qualcuno pronto a denigrare manifestazioni pacifiche, civili e democratiche, spacciandole per evocati “scenari da guerra civile”. E questo si che colpisce 🙂

  4. Ma se le forze dell’ordine non hanno preso i responsabili come si fa a parlare di “atti volontari di aggressione”? Chi sono i professionisti della protesta? Quelli che di fronte a fatti di nessuna rilevanza parlano di eversione e invitano i cittadini vigilare……Magari vigilando vigilando ci si dimentica che grazie a questo governo è aumentato il debito pubblico, è aumentata la disoccupazione, le agenzie di rating ci giudicano “quasi spazzatura”, che reati gravi sono stati depenalizzati, che le auto blu sono aumentate di 1.080 unità, che è stata introdotta la TASI, che sono state rinnovate le concessioni alle società autostradali che hanno aumentato i pedaggi, che l’IVA sul pellet è salita dal 10 al 20% che……………..

  5. Strix ma tu sei solito così rapidamente di passare da “palo in frasca”? Regolati altrimenti le tue pur condivisibili critiche al Governo, passano per sterili e diventano inutili ripicche. La manifestazione doveva pur esserci ma è stata tardiva e come s’è visto inconcludente. Mi meraviglio come mai la si sia fatta così tardi non coinvolgendo l’intero quartiere. Una direzione politica più oculata avrebbe organizzato meglio una civile rimostranza contro atti di stampo razzista. Purtroppo, e questo è un danno per tutto il quartiere, l’assenza della Politica si rileva, e rivela con tutta evidenza, anche in queste occasioni. Strix, non ti lamentare dei “professionisti della protesta”: Sono quelli che hanno cercato di rendere più vivibile il loro/tuo quartiere.

  6. Guarda Omar che io ho parlato di “qualche professionista” e non di “professionisti” e c’è una bella differenza…..ovvio che hai frainteso il commento.
    Manifestare rientra nei nostri diritti allo stesso modo della critica.

  7. Strix, tra le persone citate nell’articolo non ne riconosco una che abbia la tipica caratteristica di “professionista della protesta”. Tu ne hai intravisto qualcuno? Eccetto qualche anziano conoscitore della piazza tutti gli altri sono di “primo pelo” Tu conosci il professionista? Citalo, menzionalo e costui se vuole ti risponderà!

  8. Omar apprezzo i tuoi commenti pacati ma devi capire…viviamo in un paese dove ti becchi 2 mesi di galera per un saluto romano e 6 per lesa maestà; al Presidente del Consiglio in carica puoi dare del “mafioso, pappone, impotente, pedofilo” e farla franca mentre vai in galera per 1 anno se parli di magistrati…E poi credo che chi doveva capire ha capito.

  9. Che qualcuno possa, alzando il braccio con la mano aperta, tentare di ricostruire il PNF a me sembra che sia, come direbbe il Trio Medusa: ” proprio una CA….una vera CA….una grande, gigantesca, strepitosa CAVOLATA!”.

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