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Tor di Quinto, 300 ragazzi in cerca d’un campo

help240.jpgRiceviamo e pubblichiamo un’accorata lettera aperta dei ragazzi della US Boreale Calcio i cui campi di allenamento si trovavano all’interno di quell’enclave di viale Tor di Quinto 57B recentemente sgomberata. Oltre quel cancello c’era un microcosmo variegato dove però l’abusivismo faceva da motivo conduttore.

Oltre quel cancello tante le realtà, alcune ancora oscure sulle quali si sta indagando. Da quel cancello infatti, il 3 maggio 2014 uscì, pistola alla mano, Daniele De Santis i cui colpi ferirono mortalmente il tifoso napoletano Ciro Esposito, deceduto dopo cinquanta giorni di agonia.

Dietro quel cancello anche alcuni campi da calcio sui quali si allenavano i circa trecento ragazzi della US Boreale. Poi, anche a seguito dello tsunami di mafia capitale i cui tentacoli pare fossero arrivati anche lì, tutta l’area di viale Tor di Quinto 57B è stata recentemente sgomberata e i ragazzi sono rimasti senza campo.

Siamo in trecento orfani di un campo

“Siamo i ragazzi della Boreale Calcio, siamo circa trecento con fascia di età che va dai piccoli della scuola calcio fino alla promozione. Da metà dicembre non abbiamo più campi di calcio su cui allenarci, in quanto la nostra struttura è stata posta sotto sequestro in relazione ai recenti fatti di cronaca. Ma noi con questi fatti non c’entriamo nulla e ne stiamo però pagando le conseguenze.”
“Spesso noi giovani veniamo tacciati per non avere ideali, valori e di essere solo connessi ai social network. Ma in questo caso noi abbiamo una passione, una passione sportiva, quella del calcio. Ci alleniamo per circa 2 ore, 3/4 volte alla settimana, con la partita di campionato al sabato od alla domenica. Una volta finiti gli allenamenti il nostro pomeriggio continua con lo studio.
La nostra passione sportiva è fatta di fatica, di sudore (nel vero senso della parola), a volte di infortuni, di uscita dal campo bagnati fradici, quando piove, impolverati quando giochiamo su campi di terra. Ma siamo felici, quando possiamo correre sul campo di calcio, ci sentiamo vivi, con le nostre speranze ed i nostri sogni.”

Solo chi ama questo sport può capire

“Solo chi ama questo sport può capire: la tensione che il sabato non ti fa dormire, quello che provi quando sei il primo ad abbracciare chi ha segnato e subito dopo sei sommerso da tutta la squadra, le corse che hai fatto per non fare tardi agli allenamenti, la forza che ti dà la pacca sulla schiena data dal compagno di squadra alla fine dei giri di campo che ti hanno stremato, la fatica che ti prende alla mezz’ora del primo tempo, lo stomaco che si stringe quando segna quello che stai marcando, le gomitate che hai preso, i calci che hai dato, le strette di mano sincere all’avversario, le tue scaramanzie, le docce fredde che ti sei fatto, di quanto ami questo sport.”

Trecento invisibili, ospiti ora di qua ora di là

“Ora, in questo momento, viviamo il disagio, che è quello di allenarci in modo frammentario, ossia ospiti presso varie società, in varie parti della città, negli orari più disparati. Nonostante ciò, lo facciamo.”

“Noi non vogliamo in alcun modo ostacolare la giustizia con tutto il suo iter, ma non possiamo diventare degli “invisibili”, non possiamo non essere presi in considerazione, soprattutto da chi si occupa di sport.
Perché proprio nel nome dello sport ci deve essere consentito di allenarci adeguatamente su un campo di calcio e no come avviene ora, ossia, due/tre squadre (circa 60 ragazzi) su un unico campo di gioco. E’ chiaro a tutti che se gli allenamenti non sono fatti bene potrebbero incidere sul risultato della partita di campionato del sabato o della domenica.”

Qualcuno vorrà aiutarci?

“Ci sembra assurdo che nessuno abbia pensato a noi! Che nel momento dello sgombero e della recinzione dell’area su cui ci allenavamo e giocavamo non ci sia stato nessuno, diciamo nessuno, che abbia pensato che circa 300 ragazzi non avrebbero più potuto praticare il loro sport se non gli veniva offerta contestualmente un’alternativa. Non possiamo sentirci sempre ospiti, dagli allenamenti alla partita di campionato.”

“Qualcuno delle Istituzioni, come l’Assessore allo Sport del Comune, lo stesso CONI e chiunque si occupi di sport nella città di Roma, deve aiutarci a trovare la soluzione più consona per arrivare alla fine della stagione calcistica, trovando nel frattempo la soluzione definitiva al problema, in modo da sentirci nuovamente un gruppo, un’aggregazione, una squadra!”

I ragazzi della US Boreale Calcio

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5 COMMENTI

  1. quei campi da calcio sono abusivi? oppure regolari? la US Boreale non è la stessa societa che ha in concessione/gestione l’area con il laghetto e ristorante e area cani a Tor di quinto? fino a poco tempo fa vi era uno striscione con queste indicazioni

  2. E’ curioso come si possano sgomberare e mettere sotto sequestro dei campi di calcio ma non delle discariche abusive o dei campi nomadi che da sempre sono il luogo dove viene raccolta refurtiva, macchine rubate e recentemente, si è scoperto, anche armi. La cosa più curiosa è che la discarica abusiva di TdQ è a circa 50 metri da una grande caserma dei Carabinieri; invece il campo nomadi dell’Acqua Acetosa è a 200 metri dal Circolo dei Magistrati………….

  3. Poi se si tratta di un abbaglio degli inquirenti, si vedra’. Ma non mi sembra curioso che abbiano diciamo ripulito quell’area, non trovi?

  4. Pedro, secondo me l’abbaglio l’hai preso tu che neppure hai letto bene quello che citi;
    il sequestro dei campi è legato ad un ricorso del 2011 vinto dalla società ” Real Fettuccina” che avrebbe dovuto gestire l’impianto e non ha niente a che vedere con i fatti di maggio 2014; nell’articolo di Repubblica si specifica invece che il responsabile della società Boreale “non è indagato”.
    Per giunta neppure hai compreso il senso del mio commento.
    Invece di “ripulire” i campi dove si allenano 300 ragazzi perchè non vanno a ripulire i campi rom?

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