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    Domani è un altro giorno

    buoni-propositi12.jpgBuoni propositi per l’anno nuovo? A dirla papale papale non basterebbe una Treccani per radunarli tutti insieme. Gradassi? Smargiassi? No, più semplicemente realisti e non artisti, perché dopo aver spulciato Facebook – ormai viviamo l’epoca del “dacci oggi i nostri post quotidiani” – ci siamo accorti che vorremmo portare a compimento ogni esempio di bontà umana proposta su “stati di vita momentanei” letti nella maniera più random possibile.

    Niente botti a capodanno per rispettare gli animali domestici fa il paio col sogno di mettersi a dieta, avere successo nel lavoro si contrappone al desiderio di riuscire in amore. Nessuno si vuol sentire Branko con le sue stelle né il mago Otelma, ma al confine, con il tramonto del vecchio anno e quello nuovo alle viste, c’è sempre una voglia di rivalsa e un desiderio di riscatto che pervade l’animo umano.

    Peccato che si continui a vivere l’esistenza con l’ansia da prestazione (magari quella del letto, qui l’ansia da prestazione la si vive ormai su ogni cosa) e si viene presi dal panico per le assurdità proposte in maniera subdola ma scientifica dal nostro nuovo modo di far parte della società: ci lamentiamo di tutto, del caldo e del freddo, del traffico e della calma piatta, dei soldi che mancano e di chi ne ha troppi, del Paese e di Marino (non il paese), dei vegetariani, dei vegani e di quelli che mangiano solo carne di cavallo. Dài, siano strani, nevvero?

    Suvvia, un bel sorriso e passa tutto. Brindisi, lenticchie e proposte buoniste a raffica, poi si vedrà. Anzi, domani è un altro giorno. Vero Rossella? Vero Rhett?

    Massimiliano Morelli 

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