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5 km a piedi per buttare l’immondizia

cassonetti240.jpgEcco la storia di una famiglia di Roma Nord che non sa più cosa fare per essere civile. C’è chi i cassonetti li ha sotto casa e chi non li ha per niente. C’è chi per pigrizia abbandona sacchetti maleodoranti e oggetti ingombranti sui marciapiedi e chi percorre ogni giorno 5 km per poterli riporre nel modo giusto.

Questa è la storia del signor Roberto Celsi e della moglie, entrambi ottantenni, che vivono in Via Formellese. Nel 1995, Roberto iniziò a reclamare l’assenza di cassonetti nelle vicinanze della sua abitazione inviando lettere all’AMA, al Comune di Roma, al Sindaco di Roma e al Presidente del Municipio XX (oggi XV).

Negli anni le gestioni sono cambiate, varie e discordanti sono state le risposte date e molte promesse sono state fatte senza che nulla cambiasse, anzi il problema è solo peggiorato.

“In questo punto di via Formellese, oltre a noi, vivono diciassette famiglie. – ci racconta Roberto – Purtroppo loro, per quanto si lamentino del disagio, non si sono mai volute unire a questa battaglia. Quindi, l’ho sempre portata avanti da solo e non intendo certo arrendermi ora che ne ho ancora più bisogno”.

Quali sono i motivi per cui l’AMA non può posizionare i cassonetti in questa zona? Gli chiediamo. “Negli anni, in seguito alle mie ripetute sollecitazioni, -ci risponde con un sospiro- ho visto recapitarmi spiegazioni varie, contraddittorie e del tutto illogiche. Inizialmente, risposero che la strada era privata e non accessibile ai mezzi aziendali e che ci saremmo dovuti servire dei due cassonetti posti all’angolo del cavalcavia di Olgiata, distante da qui 1 km. In seguito, che la strada era privata e asfaltata, ma fuori dagli itinerari ordinari. Poi, che la strada non era in manutenzione. Già allora per me era una distanza non umanamente percorribile”.

E il Comune? “Nel 2009, Gianni Giacomini, allora presidente del XX, mi scrisse che si era messo personalmente in contatto con i Rappresentati dell’AMA e che quest’ultimi si erano dichiarati disponibili a provvedere alla richiesta. Ma nulla accadde. Invece, Daniele Torquati, attuale Presidente del XV Municipio, ha risposto che non posso intervenire in alcun modo, in quanto non è un problema di loro competenza”.

E oggi cosa è cambiato? “Oggi – continua Roberto con un sorriso sarcastico – di chilometri ne dobbiamo fare cinque o quattro, dipende da quale direzione preferisci prendere”.

A ogni modo, secondo l’art. 11 comma 4 del Regolamento della nettezza urbana del Comune di Roma, in applicazione del D.lgs. 507/1993, Roberto ha diritto alla riduzione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti del 70%. Ma, dal 2012, ha deciso di non pagarla più per protesta.

“Non mi interessano le riduzioni. Non ho lavorato tutta la vita per ritrovarmi a ottant’anni con l’immondizia in casa. Ho sempre vissuto in modo onesto e pagato le tasse, sono uno dei pochi italiani che pagano il canone per la televisione e fanno la differenziata. Ma pretendo in cambio di avere dei servizi dignitosi dallo Stato e dal Comune, quelli che mi spettano di diritto”.

Per accertarci di quanto dichiarato dall’AMA, siamo andati sul posto. Bene, via Formellese, a parte la scarsa illuminazione (il tratto dove vive Roberto non ha neanche un lampione), è una strada larga, asfaltata, senza marciapiede e percorsa quotidianamente da macchine e camion di varia sorta. Quindi, apparentemente idonea al passaggio del camion dell’AMA. E l’ironia della vita vuole che non vi sia neanche un sacchetto di spazzatura abbandonato.

Quali sono, allora, i veri problemi che ostacolano il collocamento di cassonetti in luoghi facilmente raggiungibili a piedi da queste diciassette famiglie? Attendiamo risposte, fondate e credibili.

Giulia Vincenzi

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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3 COMMENTI

  1. Per non parlare di cassonetti semi distrutti e mai sostituiti,
    cassonetti sempre pieni,
    cassonetti ribaltati e mai riposizionati,
    cassonetti con pedale e maniglie rotte e quindi inutilizzabili,
    … e si potrebbe continuare

  2. Le incongruenze sulla disposizione dei cassonetti sono tante: io ho di fronte a casa mia, Via Flaminia ho ben 7 cassonetti tra umido e differenziata (Tratto Via guido Reni-P.zza Carracci) mentre in corrispondenza di quel tratto su viale Tiziano non esiste un cassonetto. Chi decide in merito ? Anche lì si va per raccomandazioni? Faccio notare che lo svuotamento, generalmete intorno alle due di notte moltiplicato per 7 cassonetti crea un putiferio che non finisce mai , quando avresti il sacrosanto diritto di dormire.

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