Home ATTUALITÀ XV Municipio: longa manus del Campidoglio o governo di prossimità?

XV Municipio: longa manus del Campidoglio o governo di prossimità?

empowerment240.jpgCon la nascita della “Città Metropolitana” il tema del decentramento amministrativo nella capitale, dell’empowerment dei Municipi con un robusto rilascio di competenze deleghe responsabilità e finanze ai governi di prossimità diventa sempre più attuale. Sull’argomento ospitiamo alcune riflessioni di Vincenzo Pira, coordinatore PD nel XV Municipio.

“La crescita della città, fin dagli anni ’60, ha posto l’esigenza del decentramento amministrativo come condizione obbligatoria di un buon governo democratico.
Decentramento che nasce da una richiesta dei cittadini di una maggior e migliore partecipazione diretta al governo della città. Da qui la nascita, negli anni ’70 delle Circoscrizioni e la loro trasformazione in Municipi, con la Delibera n. 22 del 2001, e il trasferimento di nuovi poteri.

Dal 2015 nasce la Città metropolitana che dovrebbe far sì che i Municipi diventino Comuni metropolitani.

Il Regolamento del XV Municipio prevede la responsabilità gestionale dei servizi demografici, sociali, scolastici e educativi; delle attività culturali, sportive e ricreative in ambito locale; delle attività di manutenzione urbana, gestione del patrimonio comunale, disciplina dell’edilizia privata di interesse locale; le iniziative per lo sviluppo economico nei settori dell’artigianato e del commercio e infine quelle di informazione, comunicazione e partecipazione civica.

L’esperienza di questi ultimi anni ha evidenziato un limite rispetto al compimento di un decentramento amministrativo maturo e permane un concentramento di responsabilità e di risorse negli assessorati e nei Dipartimenti comunali che non ha permesso di analizzare adeguatamente i problemi specifici di ogni territorio e dare risposte che nella realtà ha dimenticato troppe aree in cui la carenza di governo e di risposte ai bisogni ha creato condizioni di malessere e di diffidenza verso le istituzioni.

Si continua a identificare il comune e il sindaco come rappresentanza del governo di prossimità e a loro si danno i meriti e le colpe di quanto succede nella pubblica amministrazione.
I municipi invece sono visti come servizi complementari, agenzie decentrate del comune, e non come governo del territorio democraticamente eletto e rappresentativo delle istanze locali.

Continuare a governare Roma con modalità centralistiche e con una programmazione delle disponibilità delle risorse accentrate nei dipartimenti comunali limita la potenzialità di partecipazione democratica e di buon governo dei territori.
Non si valorizza adeguatamente l’impegno degli eletti nei municipi che non sono adeguatamente ascoltati e considerati nel ruolo di rappresentanza capillare dei bisogni locali. Da qui la mancanza di progettazione delle micro-realtà territoriali come componenti vive della città.

I municipi hanno ancora una identità incompiuta : devono essere il governo di prossimità ma non ne hanno i poteri e le risorse necessarie.
Devono assumere direttamente il ruolo di rafforzare coesione sociale, aumentare la qualità e il godimento dei servizi ma la carenza di risorse e di poteri non lo permette.

Roma non può essere governata solo dal Campidoglio e si impone una riforma che ampli e definisca meglio il decentramento e il ruolo del Municipio.
Soprattutto nel nostro territorio è necessario un particolare impegno di programmazione e di investimenti mirati che permettano di trasformare pienamente le periferie in città. Non più territori abbandonati a se stessi, aree senza decoro, dormitori senza relazioni sociali e comunitarie.

Cancellare la dispersione e la frammentarietà con un programma di città condivisa. Una città di circa 160 mila abitanti in un territorio vasto quanto quello di Milano (il più vasto tra i municipi romani , di 187 chilometri quadrati).

Si devono richiedere a Roma Capitale poteri per definire e gestire in loco il nuovo piano regolatore e poter monitorare gli interventi di rilevanza locale relativi a infrastrutture viarie, servizi pubblici e decoro urbano.

In conclusione trasformare il Municipio in vero “governo di prossimità” del nostro territorio e per fare ciò è necessaria la revisione delle attribuzioni di spesa nel bilancio comunale; la riorganizzazione degli uffici decentralizzando buona parte del personale; dare maggiori poteri e competenze al consiglio, giunta e al presidente del municipio; creare una commissione speciale per la revisione del decentramento composta dai 19 presidenti di municipi e dal sindaco; ripensare Roma in termini di “Area Metropolitana” per superare il centralismo capitolino e l’inefficace sistema di satelliti municipali che come le monadi sono chiusi e frammentati e non permettono la nascita di una città policentrica.

Utopie o proposte da tenere presenti per far nascere una città che includa e rispetti l’esigenza di partecipazione democratica dei suoi cittadini ?”

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7 COMMENTI

  1. Se con le chiacchiere si potesse governare questo paese saremmo i primi al mondo. D’altra parte è la principale caratteristica dei politicanti: promesse mai mantenute, progetti che non hanno mai preso il via, iniziative che restano sulla carta.
    Da 10-20 anni gli italiani aspettano una legge sulla riforma di questa costituzione di stampo sovietico, sulla giustizia, sugli immigrati, sul conflitto di interessi, sull’omicidio stradale, sulla responsabilità penale dei giudici…..Anche negli enti locali si fanno tante chiacchiere. Un esempio? LA TASK FORCE INTERISTITUZIONALE SUL RISCHIO IDROGEOLOGICO…..una balla!
    Chiacchiere, belle chiacchiere……ma solo chiacchiere.

  2. Questioni, forse, di punti di vista. Mi preoccupa il leggere certi interventi tipo quello di Strix, in cui non si salva nulla. Si arriva a giudizi inappellabili di condanna. Io ritengo che vi siano tante cose che non funzionano e che è un dovere di cittadinanza attiva il denunciarle e il protestare affinché si correggano. Se fosse possibile contribuire anche con qualche proposta di collaborazione e di minimo riconoscimento che comunque qualcosa di positivo esiste sempre. Ovunque. E infine credo sia sempre meglio accendere qualche lume che continuare solo e ossessivamente a maledire il buio.

  3. Al coordinatore PD che parla sempre di Costituzione e Vangelo (manco fosse Papa Francesco) ma che tira in ballo il “buio” di Piazzale Loreto, neanche rispondo.
    Gli uomini (e donne) del PD meglio farebbero a pensare alla vergognosa vicenda dei consiglieri regionali che si sono appropriati dei soldi degli italiani (primi fra i primi PD e PdL). Decine se non centinaia di milioni di Euro rubati al popolo e su cui il PD ha steso un velo di silenzio. Una vicenda INDEGNA che getta una macchia indelebile di infamia e disonore su tutti i partiti e in modo particolare sul “partito degli onesti” che invece di cacciarli li mantiene al loro posto e li protegge con un garantismo ipocrita. Questo è il vero buio della politica.

  4. @Strix chi ? Mi onoro dei miei riferimenti valoriali che lei tanto deride. Non mi aspetto da lei risposte. Chi si nasconde in nomi d’arte non ha bisogno di interloquire. Già sa tutto.

  5. Caro Coordinatore, leggendo quanto sopra, posso dirle sinceramente che quanto ha enunciato, non fa una piega ed e’ articolato in modo giusto e obiettivo. Ma contestualmente Le dico che purtroppo, tutto questo , finchè c”e Ignazio Marino (Il Professore) non lo chimerò mai Sindaco…..non potrà verificarsi. E’ un accentratore, perche’ è ignorante ( in quanto ignora la parte politica della città) e come tale non riuscira nel vero decentramento dei compiti e degli impegni. Speriamo che quanto Lei ha disegnato si possa risolvere ed avverare quando cambierà questa Giunta.
    Cordialmente
    Dott. Claudio Martino

  6. @ Strix, se Pira ti risponde così, vuol dire che ormai sono alla frutta… come diceva Confucio, conviene sedersi sulla sponda del fiume ed aspettare … il “cadavere” sta per passare…

  7. @Martino, è vero che sindaci e dipartimenti fanno fatica a cedere sovranità amministrativa ai municipi. Ma la nascita della Città metropolitana (che sostituisce la provincia) dovrebbe permettere la nascita di una nuova entità i Comuni metropolitani . E’ l’occasione per ottenere quel decentramento più volte promesso e auspicato che deve fare funzionare governi di prossimità più vicini ai bisogni delle comunità locali e che rispondano con responsabilità, trasparenza e, si spera , efficacia della gestione della cosa pubblica. Quindi non concessione o favore di un sindaco ma rivendicazione di cittadinanza attiva che deve esigere ciò come diritto.

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