Home ATTUALITÀ Oltre i cancelli de La Casaccia

Oltre i cancelli de La Casaccia

lac240.JPGIl Centro Ricerche Enea La Casaccia, a Osteria Nuova, è una delle presenze più importanti sul territorio del XV Municipio. Forse la più importante. Ma, a parte i residenti, in pochi lo conoscono, ancora di meno probabilmente sanno cosa succede dietro i cancelli di quell’ampio insediamento. Ve lo diciamo noi.

Il Centro Ricerche Casaccia dell’ENEA “da fuori con occhi superficiali è come una mela brutta, un po’ ammaccata che dentro però è molto buona”. Così il direttore della Casaccia Marco Citterio ha iniziato a raccontare a VignaClaraBlog.it il lavoro di questo centro, le persone che ne fanno parte, le polemiche infondate e la speranza di rinsaldare il legame con il XV Municipio e con le persone.

Il Centro Ricerche La Casaccia

Ai confini, ma ancora all’interno, del XV Municipio sorge il Centro Ricerche Casaccia. Il più grande complesso di laboratori e impianti dell’ENEA si trova infatti sulla via Anguillarese, circa 25 km a nord-ovest di Roma poco prima del lago di Bracciano.

Questo nome, “La Casaccia”, deriva dalla fattoria attorno alla quale sorsero nel 1959 i primi laboratori in cui operavano poche decine di ricercatori. Il nucleo originario di quella che oggi è una delle principali sedi di ricerca interdisciplinare in ambito nazionale.

Oggi di persone, all’interno del Centro Ricerche, ce ne sono più di 1.100. Attorno alla Casaccia si è sviluppato un vero e proprio paese, Osteria Nuova, ultima propaggine del XV Municipio. Una convivenza che molte volte, a causa di polemiche e fraintendimenti, è andata incrinandosi.

Risolvere i problemi, non crearli

La Casaccia è nato come centro multidisciplinare a supporto del “Programma italiano di ricerca e sviluppo nel settore dell’utilizzazione pacifica dell’energia nucleare”, finalizzato non alla produzione di energia nucleare, quanto piuttosto alla sperimentazione e allo studio di reazioni nucleari.

Ancora oggi ci sono piccoli reattori “a potenza zero” che non producono energia ma che servono esclusivamente nell’ambito della ricerca. Poi, nel tempo, le attività si sono diversificate ramificandosi in tante competenze e gruppi di ricerca che hanno reso il settore nucleare minoritario rispetto all’eterogeneità di attività svolte oggi all’interno della Casaccia.

Tuttavia le polemiche in seno alla presenza di rifiuti nucleari hanno avvolto la Casaccia in una nube di diffidenza. A partire dal polverone “radioattivo” sollevato lo scorso anno dalla notizia, poi smentita, dell’apertura di un impianto di stoccaggio di scorie nucleari.

lac2.jpg

“E’ stato un grande equivoco – ha spiegato a VignaClaraBlog.it il direttore della Casaccia, l’ingegnere Marco Citterio – Non c’è stato nessun nuovo impianto, nessuna nuova istallazione. Nello specifico si fa riferimento a un impianto della Nucleco, società al 40% Enea e al 60% Sogin”.

All’interno del Centro Ricerche Casaccia, infatti, ha sede la società Nucleco incaricata della raccolta, trattamento, condizionamento e deposito provvisorio dei rifiuti radioattivi. Il problema è sorto nel momento in cui la Nucleco, dovendo apportare una modifica a uno dei loro impianti già esistenti, ha chiesto l’autorizzazione alla Provincia la quale, per semplificare le procedure, ha chiesto alla Nucleco di avviare la pratica come se si trattasse di un impianto ex novo.

Ecco la notizia di un nuovo impianto che in realtà impianto nuovo non è. “Questi impianti della Nucleco esistono da sempre – ha continuato Citterio – e svolgono un servizio pubblico di fondamentale importanza per questo Paese”.

La Nucleco, infatti, tratta, condiziona e conserva materiale a bassa attività che viene prodotto quotidianamente in tutti i laboratori di analisi e in tutti gli ospedali italiani: “Se non ci fosse questo servizio che è in carico a Enea e che Enea svolge attraverso Nucleco, questi rifiuti resterebbero negli ospedali e noi ora avremmo discariche incontrollate negli scantinati degli ospedali”.

La legge internazionale, infatti, prevede che questi rifiuti debbano essere conservati da chi li ha prodotti finché non decadono (una decina di anni) e possono quindi essere trattati come Rifiuti Speciali Ospedalieri e normalmente smaltiti. E l’Enea, tramite Nucleco, svolge proprio questo servizio di conservazione e trattamento.

Nel Centro Ricerche Casaccia opera anche la Società Sogin che si occupa della gestione e della messa in sicurezza degli impianti legati al ciclo del combustibile nucleare. Il Direttore Citterio ha chiarito che “La Sogin sta qui per mettere in sicurezza e smantellare impianti realizzati negli anni ’70 e ’80 sul ciclo del combustibile: impianti di trattamento in cui si cercava di studiare il modo di rigenerare il combustibile esausto per poterlo riutilizzare”.

Il materiale sensibile, che impiega centinaia, migliaia di anni per decadere, resterà negli impianti, opportunamente conservato e trattato, finché l’Italia non si doterà di un deposito nazionale.

lac5.jpg

Una ricercatrice, da 20 anni a La Casaccia, ha spiegato a VignaClaraBlog.it che “queste attività, gestite da nuclearisti con competenze consolidate, sono controllate e non rappresentano alcun rischio per la salute”. Il Centro Ricerche Casaccia è infatti soggetta a continui monitoraggi ambientali, prelievo delle acque, visite periodiche al personale.

Attività e competenze eterogenee

Dal nucleare, le attività e le eccellenze si sono poi spostate verso un’eterogeneità di competenze, punto di forza del Centro Ricerche Casaccia.
A partire dall’efficienza energetica intesa sia dal punto di vista pratico (sviluppo di sistemi e apparecchiature) sia da un punto di vista dello sviluppo di modelli e di sistemi di calcolo e di supporto alla Pubblica Amministrazione per la redazione di nuove normative nel campo dell’efficienza energetica.

Fondamentale, tra le attività del Centro, è anche lo sviluppo di nuove tecnologie: nuovi materiali, nanotecnologie per la medicina così come per l’industria, lo studio di affidabilità dei sistemi testati nei laboratori (ad es. terremoti). E ancora attività per l’ambiente, come il ciclo dei rifiuti, le attività nel campo dell’agricoltura su cui è incentrato gran parte del lavoro dei ricercatori della Casaccia, e le attività di Bio-Rad per la produzione e lo studio di biofarmaci da piante.

A differenza del CNR e di altri istituti che si occupano di ricerca di base, l’ENEA svolge un’attività di trasferimento tecnologico, affinché le tecnologie sviluppate nella ricerca di base possano trovare un’applicazione. Un fondamentale supporto, quindi, per l’impresa e per il territorio.

Come la Casaccia può aprirsi al XV Municipio?

Per il direttore Marco Citterio in due modi: “Innanzitutto con iniziative come la Notte dei ricercatori”. Quest’anno infatti anche la Casaccia ha aderito al progetto europeo che prevede per una settimana (dal 22 al 27 settembre 2014) l’apertura dei centri di ricerca.

“Quest’anno si parlava di sostenibilità che è gran parte del lavoro svolto dalla Casaccia”. Grande è stata la partecipazione dei ricercatori e dei visitatori all’evento: quasi mille persone hanno “invaso” i laboratori e i locali del Centro. Compresi i bambini che più di tutti hanno contribuito a rendere l’atmosfera più gioiosa. Dimostrazione, dunque, che le persone vogliono entrare nel Centro, interessate a scoprire e a capire il lavoro che si svolge.”

lac3.jpg

Ma la Casaccia in realtà è già delle persone. A partire dagli studenti: il Centro, infatti è aperto alle visite di scolaresche e sono stati inoltre avviati dei progetti con le scuole per sensibilizzare gli alunni alla sostenibilità del risparmio energetico e dell’efficienza energetica.

Spazio anche agli universitari. Il Centro, infatti, ricopre un importante ruolo di co-tutoraggio nella formazione universitaria che va dalle tesi di primo livello, specialistiche fino ai dottorati di ricerca. Un luogo in cui gli studenti vengono subito inseriti nei progetti di ricerca, nelle attività programmatiche. Quel salto, dalla teoria alla pratica, che spesso l’università non è in grado di offrirti.

Il secondo modo per aprirsi al territorio è “cercare di trovare un percorso di collaborazione con le autorità locali”. Edilizia sostenibile, fonti rinnovabili, mobilità sostenibile, ciclo dei rifiuti. Sono numerose, infatti, le possibilità di collaborazione con il territorio attraverso il supporto alla piccola e media impresa locale, un partenariato con il municipio che meglio conosce la realtà del territorio e la valorizzazione di tutte le attività svolte all’interno del municipio.

A partire da cose semplice come la manutenzione del verde. Il XV Municipio è uno tra i più verdi di Roma e i cittadini insieme agli amministratori fanno grandi battaglie per aprire aree verdi che però poi spesso presentano inefficienze di manutenzione.

C’è poi la possibilità di creare delle piccole aree dimostrative per il compostaggio, per il recupero dei rifiuti, o di mettere a disposizione degli enti locali alcuni edifici in disuso all’interno della Casaccia, che però potrebbero rappresentare un’importante risorsa per il municipio.

Per quest’ultimo è necessario sfruttare il vantaggio di avere “dentro casa” una serie così ampia di competenze che possono essere utili e strategiche. Il problema resta il finanziamento dei progetti.

La Casaccia, infatti, è un ente pubblico non finanziato al 100% dallo Stato. Deve quindi ricercare finanziamenti per i progetti che siano fondi strutturali, fondi europei o investimenti di privati. Gli enti locali spesso per mancanza di fondi, o incapacità o semplice assenza di volontà politica rischiano di mancare queste opportunità di collaborazione.

Daniela Buongiorno

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

Visita la nostra pagina di Facebook

14 COMMENTI

  1. Nell’aricolo, ovviamente dedicato all’attività scientifica, non si parla dell’ENEA CASACCIA ORIENTEERING, un gruppo sportivo attivo da tantissimi anni e che ha raggiunto risultati di tutto rispetto. La prima gara di “corsa ad orientamento” fu disputata nel 1967.
    L’orienteering fu importato da alcuni ricercatori che avevano soggiornato in scandinavia dove questo sport è diffusissimo. Rientrati in Italia organizzarono le prime gare utilizzando carte dell’IGM al 25.000 dando poi vita all’ENEA-Casaccia-Orienteering che partecipa a campionati nazionali ed internazionali.
    La “corsa ad orientamento” è uno sport molto bello che chiunque può praticare; oggi si usano carte designate appositamente per la corsa e gli atleti devono, aiutati da una bussola, correre lungo un percorso disseminato di “lanterne” dove una punzonatrice attesta l’effettivo passaggio.
    La “corsa ad orientamento” purtroppo non è diffusissima nonostante si tratti di uno sport molto economico che può essere svolto in ogni luogo: campagna, montagna e perfino nei parchi cittadini (aree come l’Inviolatella o il Parco Volusia si presterebbe ottimamente). Uno sport da importare ad esempio negli istituti scolastici.

  2. ..grazie per avere ricordato questo sport, Vittorio Tosi e Chiaretta Ramorino, miei colleghi e amici di Casaccia furono i primi a praticarlo e probabilmente a portare questo sport in Italia o quantomeno a Roma…

  3. Credo che questa intervista, se pur concordata ma non pilotata, con il Direttore del Centro, come per altro accade per qualsiasi intervista che si rispetti, abbia per la prima volta aperto gli occhi ai cittadini che avevano un’idea distorta delle attività che si svolgono nel Centro di ricerche Casaccia. Voglio sottolineare il termine RICERCHE perchè è di questo che ci si deve occupare ed è per questo che ci pagano, tutto il resto è qualcosa che riguarda il tempo libero e parlarne in calce a questo articolo sminuisce il lavoro di noi ricercatori.

  4. I cittadini hanno gli occhi ben aperti e nessuna idea distorta e non è certo questa intervista ad aver illuminato d’immenso gli abitanti del luogo. Piuttosto si espongano con meno fumosità le proposte di chiedere “finanziamenti” pubblici o privati: per fare cosa di reale e concreto?quale entità dovrebbe chiedere tali finanziamenti? Chi dovrà eventualmente gestirli? Su progetti elaborati da chi? Forse dai soliti “maneggioni” locali pronti a farsi avanti con associazioni ad hoc? Chi sta già pianificando una tale operazione trincerando il tutto dietro una inesistente benemerenza?

  5. (dal sito dell’ ENEA – http://www.enea.it)

    Energia: dall’ENEA 10 progetti di tecnologie ‘intelligenti’ per migliorare le città

    “Sono oltre 10 i progetti ‘smart’ per migliorare la qualità della vita nelle città, messi a punto dall’ENEA e presentati alla Smart City Exhibition che si apre oggi a Bologna. I progetti sono incentrati sull’applicazione di tecnologie ‘intelligenti’ ai centri urbani, con l’obiettivo, ad esempio, di ridurre i consumi e promuovere l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale anche attraverso una gestione integrata dei servizi, il monitoraggio, l’integrazione delle reti.

    “Come ENEA abbiamo nel DNA la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative, da rendere poi disponibili e trasferire ai diversi soggetti coinvolti; in questo caso si tratta delle amministrazioni pubbliche, del sistema industriale, ma anche dei singoli cittadini, i più diretti interessati alla qualità dei servizi nei centri urbani’’ ha sottolineato il Commissario dell’ENEA Prof. Federico Testa.

    Fra i progetti di più immediato interesse per i comuni, ha spiegato Testa, vi sono quelli incentrati sulla realizzazione di servizi smart per l’illuminazione pubblica, la mobilità sostenibile, la gestione energetica di edifici, il monitoraggio ambientale, l’ICT, la sicurezza, il ciclo dei rifiuti, le reti idriche ed energetiche.

    I ricercatori dell’ENEA presenti allo stand dell’Agenzia presenteranno una decina di progetti, fra questi, ad esempio, i progetti ‘Smart Village’, per la sperimentazione di servizi e tecnologie smart nei centri urbani; ‘City 2.0’, in corso all’Aquila, o ‘Res Novae’, per lo sviluppo di una piattaforma integrata per la distribuzione energetica, la gestione del traffico e il monitoraggio in tempo reale del centro urbano.

    Del pacchetto ‘iniziative smart city’, fanno parte anche il progetto ‘Pell’ per la realizzazione di un centro di raccolta dati e diagnostica sui consumi energetici e le prestazioni di impianti di illuminazione pubblica e di edifici pubblici e il progetto Espresso, per l’utilizzo delle cabine elettriche secondarie per rendere disponibili servizi smart agli utenti della rete. All’efficienza energetica per il servizio dell’illuminazione pubblica è dedicato anche il progetto ‘Lumiere’, al quale hanno già aderito 800 comuni.

    Fra gli altri progetti in mostra, ‘Smart Basilicata’ per lo sviluppo di processi organizzativi, modelli gestionali e soluzioni tecnologiche innovative per la gestione sostenibile ed efficiente del sistema energetico ed ambientale in Basilicata e ‘Brescia Smart Living’ per coniugare innovazione, sicurezza e risparmio nei settori dell’energia e dei servizi, all’insegna del concetto di “smart district”. Infine, i progetti ‘CIPRNet’ per realizzare un Centro Virtuale per la condivisione della conoscenza, delle metodologie di analisi e simulazione nella Protezione delle Infrastrutture Critiche e – il progetto ‘RoMA’ per dar vita a un Centro multi-settoriale CSAM – Centro per la Sicurezza dell’Area Metropolitana.”

  6. Grazie Signora Mosiello, la Sua lucida esposizione dei progetti già in campo è
    più che necessaria per chiarire che malgrado il diffuso malcostume e illecito profitto,esistono ancora Enti e Persone le cui finalità sono positive e tese al miglioramento della vita sociale e in particolare in questo avamposto (parlo di Cesano e Osteria Nuova)che anacronisticamente viene considerato ROMA.
    E’ importante procedere sulla strada tracciata ma mi permetto di ripetere: attenzione ai maneggioni locali.

  7. Ringrazio la dottoressa Mosiello per le notizie fornite sulle più recenti iniziative dei ricercatori dell’Enea. Da molti anni sono tra coloro che si chiedono come mai riusciamo solo sporadicamente a creare sinergie con un Ente così importante che si trova nel nostro territorio e con le persone che ci lavorano, che mettono a disposizione tempo e energie in modo volontario e anche una volta in pensione.
    Un esempio positivo lo avemmo nel Comitato cittadino per la XX Circoscrizione quando riuscimmo ad evitare la costruzione del cavalcavia di Corso Francia e chiedemmo il sottopasso della Flaminia, di cui di nuovo si è parlato recentemente.
    La presenza della dottoressa Mosiello nell’attuale Consiglio del Municipio non è stata purtroppo ancora accompagnata dall’assegnazione di un ruolo istituzionale che le permetta di impegnarsi per favorire un lavoro comune tra Enea e territorio. Mi auguro che a breve si superi questa situazione e si possano individuare uno o più progetti partecipati, in collaborazione com l’ENEA, in cui i maneggioni non abbiano spazio.

  8. Sarebbe auspicabile che il Centro di Ricerche ed il municipio cooperassero anche per dare ad Osteria Nuova un decente servizio di trasporto pubblico per collegarla con La Storta, la stazione di Cesano ed Anguillara. Attualmente la borgata risulta invece tagliata fuori dal mondo. Ricordo inoltre che il comune di Roma NON finisce ad Osteria Nuova, ma quasi due chilometri più avanti in direzione di Anguillara. Lì vivono moltissimi cittadini del XV municipio dimenticati da tutti (tranne che dagli esattori delle tasse) e privi di ogni servizio. In particolare manca anche un marciapiede nel tratto di strada che va dall’ENEA verso Anguillara.

  9. Dei tumori che negli ultimi tre anni sono aumentati in maniera strepitosa non ne parla piu’nessuno ? Pero’ i dipendenti chissa’ perche’ periodicamente vengono sottoposti a controlli………e’vergognoso.!!!!!!!!!!! E’ piu’importante il Dio denaro o la vita delle persone????

  10. I dipendenti vengono sottoposti a controlli ai sensi dell’art. 18 del D.Lgs. n. 81/2008 (T.U. in materia di sicurezza sul lavoro), secondo il quale la sorveglianza sanitaria rientra fra gli obblighi del datore di lavoro, ai fini della tutela dello stato di salute e della sicurezza dei lavoratori attraverso la valutazione della compatibilità tra condizioni di salute e compiti lavorativi.

  11. Comunque sia il discorso di decessi x tumori che e’ purtroppo in forte aumento viene proprio sottovalutato……gravissimo…….tanto come si dice…….a chi tocca non si igrugna……e’ vergognoso……Fatevi un esame …..ma al posto del cuore avete i peli??????

  12. Curiosamente nell’articolo – tutto latte&miele – non si citano gli ANIMALI (ab)USATI come ‘ modelli ‘ ( sic ! ) di sperimentazione in vivo ! Chi controlla il ‘ controllore ‘ ?

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome