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Flaminia, fermate Cotral tra fango ed erbacce

cotral240.jpgSi chiamano Fermate a Richiesta; si distinguono delle altre perché il conducente del pullman non ha l’obbligo di fermarsi, se non è esplicitamente richiesto dal viaggiatore che deve scendere o deve salire. Nel nostro caso, sulla Flaminia, verrebbe da chiamarle Fermate Invisibili. Indovinate perché.

Sulla Flaminia infatti, esattamente tra Montebello e Sacrofano, troviamo due Fermate a richiesta. Sono fermate del Cotral, azienda di trasporto pubblico regionale, che dalla stazione di Saxa Rubra parte per raggiungere l’hinterland a nord, da Fiano Romano a Viterbo per intenderci e viceversa.

Con non poca difficoltà siamo riusciti a fotografare le fermate, poste proprio sulla via Flaminia; in un caso poi era quasi impossibile riconoscere il cartello della fermata, nascosta tra il fogliame che cresce incolto proprio a margini della strada.

Il povero ragazzo ripreso nelle nostre foto, in attesa dell’arrivo del pullman, si era dotato di uno di quei gilet catarifrangenti che ci si mette in caso di incidente per farsi vedere dagli automobilisti.

Eppure, come è riuscito a dirci velocemente e con tono alto – data la rumorosità delle macchine che sulla Flaminia sfrecciano – lo indossa perché è costretto ad aspettare il pullman proprio sulla strada; l’alternativa sarebbe in mezzo alla sterpaglia.

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Non ci sono tettoie di protezione, non è prevista una zona di sosta, le fermate non sono segnalate in modo adeguato. Compaiono all’improvviso così da rendersi invisibili alle automobili.

Certo, sono fermate a richiesta, usate per lo più dai residenti di quelle zone che ormai ben sanno come “funzionano le cose”; del resto, ci si abitua a tutto, ma questo non vuol dire che le cose vadano bene.

L’ennesimo problema di sicurezza che questa volta ha l’aggravante di riguardare più di un responsabile. Non è possibile tagliare l’erba? Non è possibile organizzare piccole zone di attesa?

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La Flaminia è una strada ad altissima percorrenza, ancor di più nelle ore di punta dove chi deve attendere il pullman si ritrova nel pieno di una guerra; sì, una guerra, non si esagera a dirlo. Davanti a sé ha le macchine, è circondato da cespugli ed erbacce e – nel caso non certo remoto in cui piovesse – allora non gli sarà sufficiente l’ombrello.

La prima fermata che abbiamo incontrato è posta proprio nel bel mezzo di una enorme pozzanghera; una di quelle che si forma con il tempo e che piano piano, forma un piccolo “cratere” dove di certo non è possibile posizionarsi per aspettare il pullman.

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Verrebbe quindi da chiedersi sul serio se “Fermata a Richiesta” non stia piuttosto a significare “Fermata a Rischio e Pericolo della vita tua e degli altri…”

Valentina Ciaccio

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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2 COMMENTI

  1. E’ vergognoso!
    Con l’occasione segnalo anche le farmate ATAC sulla via Flaminia Nuova tra la clinica Villa Claudia ed il Centro Euclide. Non è tollerabile si debba rischiare la vita per prendere un autobus!

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