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Antenne telefoniche, le proposte del Coordinamento Comitati Roma Nord

elettrosmogIl 13 Novembre il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord ha inviato al Sindaco di Roma, alla Giunta, al Consiglio Comunale e alle Commissioni consiliari competenti le proprie richieste di emendamenti al regolamento in fase di approvazione riguardante la localizzazione, l’installazione e la modifica degli impianti della telefonia mobile e il loro monitoraggio.

Lo si apprende da un comunicato del Coordinamento nel quale si spiega che tale ipotesi di regolamento “non dimostra di poter raggiungere il più importante degli obiettivi dichiarati nella sua premessa, cioè la minimizzazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici (cem) emessi dalle antenne delle stazioni radio base dei gestori telefonici. Ma neanche di poterla contenere.”

Le richieste di emendamento sono le seguenti:

1. La modifica della norma riguardante la proposizione di localizzazioni per sistemi di microcelle introducendo la verifica tecnica a priori di quale potrebbe essere la migliore combinazione di tipologie di celle e la migliore tipologia di apparati (antenne). Ciò al fine di ridurre l’esposizione della popolazione ai cem.

2. L’introduzione di una norma che vieti l’installazione di antenne di stazioni radio base ANCHE intorno ai luoghi sensibili (asili nido, scuole, ospedali, case di cura e di riposo, oratori, orfanotrofi, parchi gioco) e non soltanto SOPRA questi, come previsto nell’attuale proposta. Il divieto di installazione ad una distanza minima di 100 metri da quei luoghi è infatti già presente nel protocollo d’intesa stipulato nel 2004 fra il Comune di Roma e i gestori telefonici e non si vede alcuna ragione per cui questa norma non debba essere sancita in un valido regolamento.

3. La cancellazione della norma che stabilisce una deroga al divieto di installazione sopra i siti sensibili se questi, per le attività in essi svolta, richiedono una puntuale copertura radioelettrica. Ciò in quanto il DIRITTO costituzionale alla salute non può essere SUBORDINATO alla necessità di garantire comunque il servizio telefonico.

4. La cancellazione della norma che fornisce ai gestori la possibilità di installare impianti provvisori, anche fino ad un anno, in attesa del compimento delle procedure di pianificazione dei siti programmati. E ciò in quanto con essa si potrebbe configurare una sorta di autorizzazione a priori a favore del gestore telefonico.

5. L’introduzione di una norma che obblighi il gestore a giustificare tecnicamente il piano di sviluppo annuale della propria rete. Ciò per contenere la proliferazione di impianti anche quando ciò non sia giustificato dalla necessità di incrementare la capacità di traffico.

6. La cancellazione della norma che dispone di mascherare e mimetizzare le sorgenti per motivi paesaggistici, estetici e di decoro urbano, sottoponendo la popolazione ad un’ESPOSIZIONE INCONSAPEVOLE. Ciò in quanto deve essere assicurata ai Cittadini la possibilità di sottrarsi all’esposizione ai campi elettromagnetici e di proteggersi da essi anche grazie alla visibilità delle sorgenti: il diritto costituzionale alla salute non può essere SUBORDINATO alla protezione del paesaggio, dell’estetica e del decoro urbano.

7. L’introduzione di una norma che obblighi i gestori della telefonia mobile ad installare e a mantenere, a proprie spese, CENTRALINE DI MONITORAGGIO CONTINUO delle potenze di trasmissione e dei livelli di cem irradiati, gestite dalle istituzioni nell’ambito dell’attività di vigilanza e di controllo. Ciò poiché il criterio di monitoraggio basato soltanto su campagne di misure intorno alle sorgenti appare ELUDIBILE, NON EFFICACE, NON CERTO E NON CONTINUO e richiederebbe risorse molto ingenti e non compatibili, né tecnicamente, né economicamente, con nessuna struttura tecnica di controllo oggi disponibile o prevedibile in futuro a causa dell’elevatissimo numero di antenne presente nel territorio comunale (dell’ordine delle migliaia), tenendo conto che ogni stazione radio base è costituita da più celle, che ognuna di queste agisce indipendentemente dalle altre perché dedicata ad una diversa zona di copertura e che, in base a quanto stabilito dall’art. 14 della Legge 221/12, sono necessarie 24 ore per ogni misura puntuale.

8. La cancellazione della norma relativa alla non diffusione da parte di Roma Capitale dei dati caratteristici dell’impianto. Ciò in quanto tale norma sarebbe in palese contrasto con l’art. 9 della Legge 241/90 e in contraddizione con le intenzioni dichiarate nel processo partecipativo definito nella proposta di regolamento. Con il permanere di tale norma verrebbe precluso a qualunque soggetto portatore di interessi pubblici o privati, nonché ai soggetti portatori di interessi diffusi (comitati e associazioni), qualsiasi possibilità di verifica che l’impianto di telefonia mobile funzionerà o stia funzionando secondo quanto dichiarato nel progetto.

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1 commento

  1. Gli amministratori di questa città stanno difendendo, anche nelle radio locali, questa proposta di delibera che è un insulto all’intelligenza. Appiattita com’è sulla normativa nazionale. Senza coraggio, né orgoglio. Ed è peggiore della stessa normativa nazionale, quando preclude ai Cittadini la possibilità di accedere ai dati, che è invece sancita dalle leggi dello Stato. Quando pone deroghe alle installazione sui siti sensibili subordinando il diritto costituzionale alla salute allo strapotere dei gestori telefonici. Quando stabilisce la necessità di occultare gli impianti subordinando la possibilità per i Cittadini di sottrarsi e difendersi dalle esposizioni a necessità estetiche, paesaggistiche e di decoro urbano. Quando consente installazioni provvisorie, anche fino ad un anno, in attesa delle autorizzazioni. Quando consente ai gestori di non giustificare tecnicamente piani annuali di sviluppo delle reti. Quando consente ai gestori di installare impianti senza giustificare tecnicamente quale sia la migliore tecnologia e quali siano i migliori apparati al fine di ridurre l’esposizione ai cem. Quando si appiattisce su metodi di controllo delle emissioni dei cem eludibili, non certi, non continui e, conseguentemente, non efficaci.

    Coordinamento dei Comitati di Roma Nord

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