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La Tiberina tra degrado e illegalità

tiber240.jpgLa Tiberina è una delle più belle strade che partendo dalla Capitale porta alla cintura dei comuni a Nord di Roma; taglia la Valle del Tevere e attraversa una splendida campagna. La Via Tiberina in realtà “era” una bella strada: percorrerla oggi è un lungo viaggio tra degrado e illegalità.

La Provinciale 15a, quella che partendo da Prima Porta conduce a luoghi di incredibile bellezza come l’Oasi di Nazzano o a piccoli borghi come Torrita o Magliano e che costeggia il tortuoso corso del fiume, è in realtà, almeno fino a Fiano, un lungo nastro di asfalto ricoperto di rifiuti e su cui prospera la prostituzione. Un fenomeno che si credeva in diminuzione ma che in realtà sulla Tiberina ha avuto invece un notevole incremento.

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Sulla strada trovi giovani e meno giovani di ogni paese: nigeriane, slave, italiane e perfino orientali; nella grande rotonda dell’Autostrada A1, all’uscita di Castelnuovo, si raggruppano anche una decina di giovanissime in minigonna che ammiccano e rivolgono gesti espliciti ai tanti automobilisti in transito.

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Ogni ragazza ha una sua postazione fissa facilmente identificabile; o un vecchio divano sgangherato o una coppia di pneumatici sovrapposti e con una tavoletta per sedile. Ne abbiamo contate una dozzina almeno di queste poltrone improvvisate.

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Chi tenta di adescare un cliente lo fa tra i rifiuti e la spazzatura che si trova a bordo strada, nelle piazzole di sosta, tra la vegetazione incolta e nei pressi dei tanti cancelli che danno accesso alle aree coltivate.
Montagne di rifiuti, calcinacci e almeno in un caso Eternit: si tratta di alcune cisterne che sono state, con grande incoscienza, frantumate.

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La situazione più grave è nei pressi del campo nomadi River dove cumuli di rifiuti si accatastano accanto ai cassonetti; si tratta di materiali e spazzatura che chi rovista tra i cassonetti tira fuori dai contenitori e poi abbandona in terra.

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Anche la situazione del manto stradale è disastrosa: asfalto danneggiato, assenza di canali di scolo, segnaletica sporca e danneggiata; e poi rami dei grandi platani che arrivano fino al centro della carreggiata e sbattono contro i tendoni degli autocarri in transito.

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Su questa importante arteria non c’è traccia di lavori e tantomeno di manutenzione; i pendolari sanno benissimo che ad ogni acquazzone interi tratti di strada si allagano e il fango viene trascinate sull’asfalto rendendolo viscido e pericoloso.

Una condizione del tutto ingiustificata e che spinge a riflettere amaramente sul perché il nostro Paese viene sempre più snobbato dai turisti stranieri che preferiscono altre mete; soprattutto luoghi dove la cura del territorio non è più soltanto un ricordo.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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2 COMMENTI

  1. Perchè prendersela con le prostitute? non le difendo attenzione ma………….tutti sanno che, molte di loro, sono costrette a fare questo “mestiere” e allora……….perchè non prendersela con chi le porta tutti i giorni lì? io dico che i primi delinquenti sono questi ESSERE SCHIFOSI che sfruttano queste ragazze!!!! Secondo il mio modesto parere è inutile che le forze dell’ordine, con retate e altro, portino via queste donne, dopo 2 giorni sono di nuovo lì e cosa abbiamo concluso? NULLA!!! devono FERMARE E ARRESTARE CHI LE PORTA LI’!!!!

  2. le prostituzione deve essere vietata per strada e consentita solo all’interno di edifici come fanno in tutti i paesi europei. dovrebbero pagare le tasse e sottoporsi a controlli sanitari ferrei. siamo un paese del terzo mondo..e continuamo ad essere tassati in modo indegno anche per questo fiume di danaro in nero che ingrassa le mafie nostrane ed internazionali. tra l’altro molte prostitute veicolano malattie anche a coniugi insospettabili e restare in strada le sottopone a rischi di ogni tipo. Teniamoci il vaticano con il suo buonismo democristiano..ed i nostri inetti parlamentari!

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