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E la bandiera dei tre colori…

bandiera.jpgSolo i meno giovani ricorderanno il testo di quella canzone scritta da Cordigliani-Dall’Ongaro nel 1848 e che si cantava un tempo nelle gite scolastiche o al termine di una qualche rimpatriata dove erano corsi fiumi di grappa e Chianti. “E la bandiera dei tre colori sempre è stata la più bella, noi vogliamo sempre quella…”

Oggi non la canta più nessuno forse perché a nessuno interessa che la nostra Bandiera sia effettivamente bella; è sufficiente fare un giro per le strade di Roma per vedere bandiere sporche, logore, stracciate che pendono malinconicamente da pennoni scrostati e arrugginiti.

Verrebbe da pensare che quei drappi così malconci hanno partecipato alle campagne garibaldine o alla presa di Porta Pia insieme ai bersaglieri del prode La Marmora; neppure quelle custodite nel suggestivo” Museo delle Bandiere ” al Vittoriano sono così vissute. Eppure ne hanno viste di battaglie.

Abbiamo girovagato un po’ a Roma Nord e abbiamo individuato in poco tempo almeno tre luoghi dove il “tricolore” non è più bello da molto tempo.

Sulla Torretta Valadier a Ponte Milvio garrisce da tempo un tricolore che si avvia ad essere un “bicolore” in quanto sta perdendo la banda rossa; sarà per effetto della tramontana o del ponentino o forse per le polveri sottili, fatto sta che la Bandiera Nazionale issata sul più rappresentativo monumento di Roma Nord è a pezzi.

Meglio sarebbe ammainarla in sordina e affidarla alle fiamme (le bandiere quando sono vecchie e logore devono, in segno di rispetto, essere bruciate).

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Di fronte o quasi alla Torretta pende invece, malinconica, a mezz’asta, la Bandiera tricolore di un istituto scolastico; forse i ragazzi che ogni mattina varcano la soglia dell’istituto neppure ci fanno caso ma la Bandiera sporca da lungo tempo è in quella posizione. Che ci voglia ricordare le tante disgrazie della nostra scuola?

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Neanche quella davanti all’istituto scolastico di Tomba di Nerone versa in migliori condizioni; sfilacciata, scolorita, sporca, fa mesta figura di sé accanto alla bandiera della Comunità Europea completamente stracciata.

Anche in questo caso sembra che la cosa non dia alcun fastidio a docenti e alunni; d’altra parte non siamo mica in un college USA dove ancora si costringono gli studenti a fare l’antiquata cerimonia dell’alza bandiera.

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Per giunta il cortile di questa scuola affaccia proprio sul Monumento ai Caduti che i cittadini negli anni ’60 vollero dedicare ai loro soldati morti in guerra; un monumento trasformato da tempo in osteria e orinatoio dove un gruppo di senza tetto usa i marmi come vespasiano.

Il termine bandiera deriva da “banda” e il nostro Tricolore si ispira a quello francese, prima bandiera nazionale a tre bande colorate, nata all’indomani della Rivoluzione Francese. Una bandiera non appena mostra i segni del tempo va immediatamente sostituita. Solo ai drappi dei reparti militari è consentito mostrare i segni del tempo e delle battaglie.
Per questo “pezzo di stoffa” si sono compiute imprese e sacrifici indicibili; un po’ di rispetto in più non guasterebbe.

Francesco Gargaglia

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