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Fleming-Tor di Quinto, nasce il Comitato di Quartiere

cdq-fleming240.jpgTra le vie di Collina Fleming e Tor di Quinto si è alzata una voce decisa: “Occupiamoci e preoccupiamoci di casa nostra!”. A levare questo grido di allarme è un gruppo di cittadini indignati e delusi nel vedere lo stato di degrado del loro amato quartiere. Ma non è solo un lamento. Infatti, pronti a rimboccarsi le maniche per dare il loro utile contributo, questi cittadini si sono uniti per dar vita al Comitato di Quartiere Fleming-Tor di Quinto.

Tante volte, troppe volte, anche VignaClaraBlog.it ha pubblicato articoli e foto che denunciavano lo stato di degrado in cui versavano i parchi, le strade e i marciapiedi.

Quante volte vi siete imbattuti in aree verdi ricoperti da tappeti d’immondizia, panchine rotte, muri sfregiati da scritte o cartelloni abusivi, buche nell’asfalto, strisce pedonali poco visibili e cassonetti ricolmi? O vi siete trovati a camminare a zig zag per non calpestare escrementi di cane?

Per non parlare poi della quantità di materassi, poltrone, sedie, mobili e mobiletti, persino sanitari, che ogni giorno vengono abbandonati sulla strada. La lista di motivi che non ci rende orgogliosi di questo quartiere potrebbe proseguire all’infinito.
Di chi è la colpa? Delle Istituzioni? Sì, in parte sì, ma anche dei cittadini, e questo si tende a dimenticare.

Stanchi di vedere il proprio territorio sporco, abbandonato, caotico, un gruppo di volenterosi abitanti della Collina Fleming e di Tor di Quinto ha deciso di promuovere una serie di iniziative che non solo possano migliorare la qualità del loro quartiere, quindi di vita, ma che riescano a sensibilizzare l’intera comunità, a far sì che la strada si senta come casa.

Com’è nato il Comitato

Com’è nata questa iniziativa? A raccontarcelo è Fabio Massimo Zito, portavoce e Segretario del Comitato.
“Il progetto si è andato via via plasmando insieme alle migliaia di post che ogni giorno affollavano lo spazio del gruppo facebook “..sei del Fleming e Vigna Clara se…”  . Dopo aver esaurito i bei ricordi, è iniziata ad affiorare, con sempre maggiore frequenza e rabbia, l’impotenza e la rassegnazione date dallo stato di abbandono nel quale oggi versa il nostro quartiere.

Ma la molla che ha fatto scattare la decisione di iniziare questo progetto, è stato un colloquio avuto con uno dei responsabili di un Comitato di un altro quartiere a noi vicino, nel quale ci venne detto che, tra le tante faccende nelle quali erano affaccendati, ogni tanto buttavano un occhio (parole loro) anche ai quartieri Vigna Clara e Fleming.

Dopo di che ci siamo detti : perché aspettare che altri buttino un occhio? Perché non creare noi un Comitato che si occupi e si preoccupi delle “nostre cose” e di tutto quello che succede e non succede in casa nostra?”

Nonostante l’idea sia nata tra i post della pagina Facebook “…sei del Fleming e Vigna Clara se…”, il quartiere di Vigna Clara ha preferito distaccarsi da questo progetto per proseguire un cammino simile ma da solo.

I componenti

I componenti del Comitato sono ovviamente abitanti dei due quartiere in questione e tutti coloro che vorranno farne parte e dare il loro prezioso contributo. Nel particolare, l’organico è composto dal Presidente Onorario Aldo Agliata, dal Presidente Francesca La Greca Bertacchi, dal Vice Presidente Daniela Terranova, dal Segretario Fabio Massimo Zito e dai quattro consiglieri, Francesca Giannini, Roberto Ugolini, Matteo Casini e Federica Del Vecchio.

Gli obiettivi

Il Comitato si è prefissato di raggiungere molti obiettivi che toccano diversi aspetti.

Alcuni sono di ambito sociale, ossia migliorare la qualità della vita attraverso la riqualificazione del territorio. Per raggiungerli il Comitato cercherà di individuare problematiche esistenti, proporre le soluzioni e richiamare la partecipazione di tutti i cittadini.

Altri riguardano la sicurezza. Gli atti delinquenziali sono, infatti, all’ordine del giorno ormai ed è diventata necessaria una presenza più continua e incisiva da parte delle Forse dell’Ordine. “Per questo – ci spiegano – abbiamo deciso di affrontare questo gravissimo problema sia con l’Amministrazione, che con i rappresentanti delle Forze dell’Ordine che operano nel nostro quartiere”.

Altri ancora sono di carattere culturale.
“Di fronte a una inconsistente e sterile offerta, – continua a spiegare il segretario – ci siamo ripromessi di creare, all’interno del Comitato, una struttura nella quale verranno coordinate una serie di iniziative culturali. Questa struttura opererà insieme all’Amministrazione Locale, ai loro Assessorati preposti e ad altre eventuali associazioni con pari requisiti e desideri.

Lo scopo comune sarà di istituire un nuovo polo aggregante, ben coordinato e continuativo, che promuova una cultura didattica alternativa a quella esistente nella zona, fatta di iniziative precarie e disarticolate che, essendo costruite per l’occasione ricorrente e cioè vincolate al momento, sono senza futuro.
Cercheremo di dare il via ad una serie di manifestazioni da ripetersi periodicamente e, quindi, creare un “nuovo polo di aggregazione culturale”, dove le persone possano incontrarsi e partecipare attivamente”.

Giulia Vincenzi

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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5 COMMENTI

  1. Bravi !!!!!
    comunicateci dove poter comuniare e conoscere le iniziative per poter partecipare e collaborare fattivamente, credo che molte persone sarebbero disponibili.

    Molto molto bene, bravi !!

  2. Egregio Comitato,
    plaudo al vostro attivismo e , qualora vogliate, sono a vostra disposizioni per iniziative e proposte.
    Cordialmente
    Claudio Martino

  3. Bravissimi!! Anche noi abitanti di Labaro vogliamo fare lo stesso, quindi sarebbe opportuno incontrarci per dare insieme vita ad un movimento che tenda a riqualificare il territorio tanto centrale quanto periferico.

  4. Salve,
    purtroppo il quartiere è devastato dalla sporcizia e dai cassonetti svuotati per terra dai rom. Questa mattina presa dalla disperazione nel vedere lo spregio con il quale due zingare rovistavano nella spazzatura buttando noncuranti tutto per terra, ho pensato che avrei dovuto fare qualcosa.
    Poi ho realizzato che conoscendo il carattere delle Signore ed essendo in una strada isolata era meglio stare zitta e non entrare in una discussione sterile ( e magari rimediare pure un ombrellata in faccia-non sarebbe la prima volta che lo fanno, no?).
    Così ho pensato di chiamare i vigili ma avvilita dopo minuti interminabili di attesa e con i nervi a fior di pelle ho lasciato perdere.
    Secondo voi cosa si puo’ e si DEVE fare per arginare questo degrado?

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