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NCD XV: “La Sinistra pensa al made in China e dimentica il made in Italy”

comunicatiScettici, anzi critici i consiglieri NCD e Gruppo Misto del XV Municipio nei riguardi dell’assessore al commercio Simone Ariola che ieri (leggi qui) si è incontrato con un delegazione Cinese in visita al XV Municipio. “Si preoccupi del made in Italy e non del made in China” gli mandano a dire ironicamente in una nota.

Nelle parole dell’Assessore Ariola c’è la voglia di promuovere il modello produttivo cinese che, anche i meno esperti lo capiscono, è fortemente inadatto alle caratteristiche del mercato e dell’economia italiani. Si tratta di un mercato a costi bassissimi che, qualora fosse importato da noi, causerebbe il tracollo del nostro sistema finanziario e si tradurrebbe in un regime di povertà totale per tutte le famiglie“. Così dichiarano in una nota nella quale poi si chiedono: “occupandosi di commercio, perché non fa qualcosa per i nostri commercianti e per valorizzare il made in Italy? Da quando è al Governo a Roma con Marino e in questo Municipio con Torquati, la Sinistra non ha mai alzato un dito per tutelare o promuovere il commercio della Capitale“, concludono in coro.

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7 COMMENTI

  1. Una vera Destra non si mette a battibeccare per contestare le visite istituzionali ad un assessore municipale, bensì dedica il proprio tempo ad imporre politiche nazionali di reale controllo dell’immigrazione e del commercio per difendere il proprio Paese, i suoi beni, il suo commercio, anche attraendo capitali freschi, ma senza farsene travolgere.
    In questo il PD di Marino è responsabile in solido col Governo di Renzi e con l’NCD di Alfano che ne fa parte.
    Questi individui non hanno fatto nulla per impedire la creazione e successivamente contrastare la crescita di ghetti etnici cinesi, bengalesi ed altre economie di invasione che hanno distrutto l’economia italiana.
    Ma chi è che guida le Prefetture e le Questure, che dovrebbero fare i controlli e non li fanno, oggi come ieri in Italia e prevenire questo scempio ?
    E’ il Ministro degli Interni del Nuovo Centro Destra, Angelino Alfano.
    Questo NCD bifronte non è più credibile a nessun livello.
    G.Mori FDI ROMA XV

  2. L’Assessore al Commercio ha dichiarato: “… , abbiamo infatti intenzione di iniziare a prendere contatti con artigiani, aziende tessili, associazioni di categoria e scuole di design per realizzare un confronto costruttivo e porre le basi per un futuro rapporto culturale e di marketing con la rappresentanza cinese,…”.
    PORRE LE BASI PER UN FUTURO RAPPORTO CULTURALE…etc.
    In queste parole c’è un indirizzo politico specifico dell’Assessore al commercio che noi non condividiamo ed è per questo motivo che ci siamo espressi con un comunicato stampa.
    Le affermazioni “battibeccare”… “vera destra”… “contestare…visite”… “… dedica il proprio tempo a imporre polite nazionali… (siamo eletti in municipio)… etc., a mio avviso sono solo parole al vento, messe li in modo disordonato, strumentale e fuori luogo per screditare una parte politica, la nostra!!!
    Mori, non credo che gli assessori di Torquati abbiano bisogno di un avvocato difensore… sono tutti esperti e “vaccinati”.

  3. Giuseppe, non sono per nulla daccordo con te. Per questa ragione, prima di scrivere questo commento, ho anche sentito alcuni membri del tuo movimento.
    Non condivido questo attacco dal punto di vista formale, in quanto Ariola ha realizzato un atto dovuto, che sono sicuro avresti realizzato anche tu come assessore.
    Il confronto culturale ed anche economico non mi pare una cosa fuori dal mondo. Non esistono economie occidentali che non abbiano la forza e il coraggio di confrontarsi, dagli Usa, alla GB, alla Francia, alla Germania.
    L’Italia lo ha fatto in ogni epoca, ancor più nel fascismo.
    Non lo condivido neppure dal punto di vista sostanziale. In un momento in cui il modello Marino-Torquati è in tutta evidenza sul punto di implodere, non mi sembra nemmeno tanto lungimirante questo attacco ad Ariola che, in questa giunta, sembra essere l’unico riferimento positivo e capace di confrontarsi con l’opposizione per andare oltre questo disastro che sta travolgendo la cittá.
    Questa non era una difesa di Ariola, ma di un modo di fare politica che invece io condivido.
    Infine ti chiedo di sapere a cosa ti riferisci quando parli di “nostra parte politica” …?
    Sei sicuro che tutto il NCD oggi supporti questa tua posizione?
    G.Mori FDI ROMA XV

  4. @Mori ma allora “andare oltre” per te era solo un modo di dire…. Ariola è parte integrante del modello Marino-Torquati e come loro deve essere spazzato via alle elezioni…. sperando che siano già nel 2015….

    Dovresti sapere che la tattica del dividi et impera che tanto piaceva a chi gestiva prima il Municipio alla fine non paga, perciò ti consiglio di non adoperarla… piuttosto vorrei chiederti quale sia la posizione di Fratelli d’Italia sull’Assessore Ariola…. perchè il consigliere Calendino di Fratelli d’Italia la pensa come noi…. che siamo realmente compatti e uniti come non mai….

  5. Stefano, se Ariola è parte integrante del sistema Marino-Torquati, allora Alfano deve essere abbattuto al più presto possibile in modo analogo.
    Non mi pare che i tuoi vertici la pensino così purtroppo però.
    E anche a livello locale la realtá è un pò traballante per l’ NCD.
    Sveva Belviso ha salutato tutti con un bel video che gira su FB.
    Il consigliere metropolitano Pomarici, dopo essere stato eletto, ha salutato calorosamente, portandosi via molti adepti municipali.
    Io personalmente non provo rancore verso di te, anzi apprezzo la tua ammissione sul modo di comportarsi di Gianni Giacomini. Io amo fare i nomi…
    Il pensiero di Giuseppe Calendino appartiene a lui e non credo che tu abbia il diritto di tirarlo per la giacchetta. Io so quello che lui pensa e lo condivido totalmente.
    Voi siete uniti come non mai, dici … ?
    Essere uniti contro (Marino e Torquati) è facile.
    Essere uniti per “andare oltre” questo schifo e governare, invece, sono un’altra cosa.
    Vediti i sondaggi che umiliano Marino. Cosa pensano i romani dell’NCD e del cdx in generale? Leggili bene Stefano.
    Cosa penso di Ariola assessore?
    Io credo che Ariola sia una garanzia di legalitá in tema di commercio.
    Se lo vuoi attaccare politicamente, non è certo l’incontro con una delegazione istituzionale di una grande potenza economica che riuscirá a delegittimarlo, credimi.
    Con amicizia
    Giorgio

  6. Caro Giorgio, con il nostro comunicato non abbiamo contestato “l’atto dovuto”, anche se a mio avviso l’unica cosa dovuta è di amministrare il territorio su materie di competenza del Municipio (tutto il resto si può fare, se si vuole, ma è “indebito” come in questo caso).
    Abbiamo invitato l’assessore al commercio della Giunta Torquati a fare “qualcosa per i nostri commercianti e per valorizzare il made in Italy” (cit). Questo credo che rientra tra le prerogative di un’opposizione che vuole fare il suo lavoro in modo costruttivo e propositivo.
    A nostro avviso, come abbiamo già detto, è di tutta evidenza che da quando c’è al Governo di Roma e del Municipio XV sia Marino che Torquati, la Sinistra non ha alzato un dito per tutelare o promuovere il commercio della Capitale ed il cosiddetto made in Italy.
    Bene al confronto culturale, ma quello che mi lascia molto dubbioso è se oggi sia opportuno inserirlo tra le priorità dell’amministrazione, soprattutto in considerazione del periodo storico che stiamo vivendo.
    Abbiamo un’economia che sta andando a picco, i nostri commercianti e le nostre piccole e medie imprese sono strozzate da una crisi economica senza precedenti, con conseguente chiusura di attività commerciali e partite iva, mentre gli unici che sopravvivono a ciò sono i cosiddetti “cinesi”, che si sono ormai largamente inseriti nel nostro sistema economico e commerciale, spesso facendo una spietata concorrenza ai nostri prodotti e al nostro modo di fare commercio, diverso anche e soprattutto culturalmente rispetto al loro modo di concepirlo. Per noi vale di più il valore della qualità piuttosto che della quantità e del basso costo. L’Italia è il paese della “Ferrari”, unica al mondo.
    Per questo motivo ribadisco che oggi è più importante tutelare i nostri commercianti e la nostra piccola e media impresa. Ciò significa anche tutelare la nostra cultura (molto diversa dalla loro), le nostre famiglie ed i rispettivi posti di lavoro, così come il nostro modello di società.
    Da parte nostra non è stato fatto nessun attacco all’amico Simone Ariola (nulla di personale), ma ci siamo espressi sul modo di amministrare dell’Assessore Ariola (in carica con la sinistra da circa 16mesi) e al riguardo gli abbiamo dato un consiglio al fine di “fare qualcosa per i nostri commercianti e per valorizzare il made in Italy”…
    Sul fatto che “in questa giunta (di sinistra), sembra essere l’unico riferimento positivo e capace di confrontarsi con l’opposizione per andare oltre questo disastro che sta travolgendo la cittá…” sinceramente non so a cosa ti riferisci e non capisco in che modo stia andando oltre questo disastro che tu evidenzi… Anche lui fa parte del sistema che sta governando la città, nel bene o nel male…in questo caso più nel male!
    Ti posso garantire che quanto da me affermato sopra e quanto dichiarato nel comunicato stampa è stato condiviso da tutto il gruppo… Il mio ruolo è di semplice capogruppo che ha dovuto rispondere, in questo caso si, all’attacco che tu ci hai fatto con l’affermazione: “Questo NCD bifronte non è più credibile a NESSUN LIVELLO”.
    Al fine di rientrare sull’argomento e proporre una riflessione su quanto sia culturalmente distante da noi italiani il “made i China” riporto di seguito il pensiero di alcuni che appartengono ad organizzazioni no-profit, come ad esempio la “Laogai Research Foundation”, che stanno indagando per provare quale è l’effettiva provenienza delle merci cinesi.
    “Spesso quando cerchiamo di spiegare e di spiegarci il basso costo di tutta la merce proveniente dalla Cina, come scarpe, occhiali, vestiti, giocattoli, ci accontentiamo delle semplici risposte date dai media: ore di lavoro raddoppiate rispetto agli operai Italiani, sfruttamento del lavoro minorile, salari minimi; purtroppo però, non è tutto qui,…, dietro tutto questo c’è la storia dei Laogai.
    Laogai sono dei veri e propri campi di concentramento sui cui si basa il sistema carcerario cinese
    Ai detenuti vengono assegnate delle “quote” cioè una quantità di oggetti da produrre o lavori da svolgere in un giorno (si lavora dalle 16 alle 18 ore al giorno); lavori come assemblare giocattoli, cucire vestiti o peggio lavorare in miniere dove si esalano gas tossici senza nemmeno la minima protezione. Se il detenuto non riesce a svolgere per tempo la sua “quota” la razione di cibo diminuisce senza possibilità di appello….
    In che modo il mercato occidentale è collegato con i Laogai? E’ tanto semplice quanto allarmante, un esempio pratico può essere un’azienda o un’industria occidentale (es.moda, oggettistica, tessile) che commissiona ad una società di import-export cinese una quantità di materiale da lavorare, assemblare o finire, soltanto che tutto questo lavoro viene svolto servendosi degli operai rinchiusi nei campi, a nessun costo, se non quello delle eventuali materie prime. In Italia siamo bombardati di notizie che parlano delle nuove economie, di come, a lungo andare le nuove industrie tessili orientali distruggeranno le nostre piccole imprese e della concorrenza spietata….”
    Quanto riportato è solo per fare un esempio…

  7. Caro Giuseppe, finalmente contenuti. Ed io li condivido stavolta.
    Mentre l’attacco alla persona di Ariola mi era apparso strumentale alla luce dell’impegno istituzionale, ora sollevi problemi concreti che attengono effettivamente al tema della difesa dell’economia italiana e qui non puoi che trovarmi in accordo con te.
    Io però ritengo che non sia una questione di modelli produttivi, quanto di vero e proprio rispetto della legalitá.
    Su via di Grottarossa, come su tante altre aree del nostro municipio è un fiorire di esercizi commerciali cinesi, bengalesi o comunque etnici che stanno facendo una spietata concorrenza agli italiani, ma troppo spesso nel più assoluto spregio della legge.
    Ho studiato bene, anche per motivi lavorativi, il modello Esquilino, come anche quello di Tor Pignattara e trovo che l’amministrazione abbia fallito completamente la tutela del nostro commercio.
    Gli esercizi stranieri, spesso, violano la legge ma non pagano come i nostri.
    Alla chiusura di un esercizio per fallimento, nei loro casi, subentra quasi sempre un nuovo soggetto che spesso è solo il precedente con il nome cambiato e non c’è nessun rischio di impresa, tutto in barba allo Stato e ai contribuenti.
    Non basta !!!
    La manodopera, nella grandissima parte frutto di un indotto clandestino ha dei costi bassissimi per le ragioni che tu citavi, in aggiunta al mancato rispetto delle più elementari norme sanitarie.
    E qui, ti anticipo che non voglio davvero polemizzare con te, però debbo rilevare che gli unici strumenti di controllo li ha il Ministero degli Interni che è in quota NCD.
    Da un lato è necessario chiudere immediatamente ogni flusso clandestino sul nostro territorio, giustificandolo falsamente con spirito umanitario.
    Non c’è nulla di umanitario in Mare Nostrum, in Triton o in altre sciocchezze di questo ignobile Governo che sta distruggendo il nostro tessuto sociale ed economico.
    Questa emergenza sta paralizzando la nostra struttura amministrativa fondata su Prefetture e Questure, tutte ormai al collasso.
    Secondariamente queste strutture, come detto al collasso, dovrebbero operare con attenzione una verifica sul territorio di tutti gli esercizi commerciali stranieri che ormai agiscono in violazione di ogni regola di base nel commercio, ma non vogliono o non possono farlo a causa delle ridotte risorse destinategli.
    Agite su Alfano attraverso i vostri dirigenti, in quanto questo governo senza l’ NCD cade!!! Gianni Sammarco, coordinatore regionale ha tutti gli strumenti per farsi sentire.
    Se vuole…
    In questo ti propongo dunque di produrre un atto di indirizzo politico da sottoporre al consiglio municipale per superare questa emergenza, chiedere attenti controlli commerciali sugli esercizi appena aperti e garantire il ripristino della legalitá su questi temi.
    Posso garantirti che Fratelli d’Italia sente molto questo tema ed è pronto a condividere questa battaglia insieme al NCD se verrá portata in discussione.
    Ecco spiegata allora la mia uscita sull’ “NCD bifronte”.
    Non era neppure il mio un attacco personale, ma una valutazione squisitamente politica sul ruolo del NCD nella politica italiana e romana in tema di immigrazione, legalitá e commercio.
    G.Mori

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