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Stadio della Lazio a Prima Porta? Il NO di Italia Nostra

italianostra.jpgItalia Nostra contro Lotito. L’associazione ambientalista scende in campo contro il disegno del patron della Lazio di realizzare il nuovo stadio della squadra a Prima Porta, in una distesa di cento ettari di campi coltivati all’altezza dei resti della villa di Livia, in una grande ansa del Tevere.

Un progetto che, stando alle recenti notizie (leggi qui), è nella fase finale di studio per essere subito dopo presentato in Campidoglio. Ma Italia Nostra lo boccia, sostenendo che “Tutta la valle del Tevere, intesa come piana alluvionale, da ponte Milvio fino ai confini regionali, è totalmente vincolata dalla Regione fin dal 1985, con vincolo paesaggistico.”

“Una tutela assolutamente necessaria, anzi, semmai da rafforzare. Sembra incredibile che si possano ancora proporre operazioni, come quella della proposta di realizzare lo stadio della Lazio in quell’area, dopo lo scandalo dei mondiali di nuoto, con la incongrua realizzazione di 100 mila metri cubi di edificazione all’interno del Salaria sport village, in area alluvionale, e mentre ogni giorno nel nostro Paese si denuncia lo scandalo dell”emergenza idro-geologica, con il continuo susseguirsi di catastrofi, vittime e danni di ogni genere”.

“Se è vero – spiega Italia Nostra – che l’agro romano dopo decenni di dissennata cementificazione dovrebbe oggi essere considerato come un’area intoccabile, a maggior ragione questo vale per la piana alluvionale del Tevere, specie nelle vicinanze di Roma.
Questo perchè ciò che rende unico e irripetibile il paesaggio di Roma è proprio la particolare contrapposizione tra i vivaci affacci di verdi colline e rupi sul corso del Tevere e la placida, piatta pianura sottostante, attraversata dalle innumerevoli, serpeggianti anse del fiume. La piana alluvionale, quindi, la cui bellezza è particolarmente posta in risalto lì dove le coltivazioni agricole non sono state violate dalle dilaganti urbanizzazioni, spesso realizzate con grave irresponsabilità e, in non pochi casi, abusive”.

“Al vincolo paesaggistico – conclude l’Associazione – si affianca poi il secondo vincolo, ancora più importante, quello idro-geologico, di cui è responsabile l’Autorità di bacino del Tevere, secondo la quale a nord della diga di Castel Giubileo (ove terminano gli argini del fiume inerenti l’area urbana della capitale) la piana alluvionale è considerata la cassa d’espansione delle piene fluviali, necessaria per salvare il centro storico di Roma da piene del Tevere di straordinaria portata. E che per questo deve dunque essere tutelata con rigore assoluto”.

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4 COMMENTI

  1. A scanso di equivoci da laziale dico che l’area prescelta non mi sembra la più idonea, ma mi sorprende la celerità con cui un’associazione ambientalista dichiari la sua contrarietà quando si parla di sslazio1900 e non si sia incatenata di fronte alla proposta di interesse pubblico votata in campidoglio per lo stadio della As roma, anch’esso in area golenale con salvaguardia assoluta.

  2. Sbaglia di grosso caro Rocco. Luglio 2014, ecco cosa ha dichiarato ufficialmente Italia Nostra che non si nasconde mai dietro un dito e che non ha paura di nessuno. Scusi sa, ma a parlare male di Italia Nostra ci vuole proprio coraggio !

    «Il pasticcio della costruzione del nuovo stadio a Tor di Valle è insuperabile. L’operazione ha contorni opachi e poco trasparenti. L’area è la più infelice tra le scelte possibili. È un cul-de-sac completamente intercluso tra l’ansa del Tevere e la via del Mare-via Ostiense senza vie di fuga con 22 ettari inedificabili. Inoltre il terreno presenta le stesse caratteristiche di quello che ha provocato i cedimenti del Palazzaccio a Piazza Cavour. Poi si sono proposti tre grattacieli in un’area adiacente allo stadio. L’operazione si presenta sempre più come una bella ben confezionata speculazione con la ricerca disperata, per giustificarla, di un pubblico interesse. Il pubblico interesse deve essere dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio e non può invece servire per privilegiare gli interessi grandi e potenti che stanno governando senza paletti questo progetto».

  3. Ben vengano le vostre giustificazioni.come organizzazione ho di voi il massimo rispetto, ma non posso certo io, semplice cittadino, denunciare il sindaco, la giunta, il consiglio comunale per aver votato e fatto votare l’interesse pubblico dell’opera contravvenendo le leggi esistenti e il piano regolatore vigente.Credo che maggiore forza avrebbe avuto Italia Nostra oltre il semplice comunicato.

  4. D’accordissimo su tutto. Ma come può essere che in quella stessa area ci sia il campo nomadi Roman River? Come denunciavamo in un Consiglio municipale ad Ottobre 2013, anche esso insiste in un’area con doppio vincolo.

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