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Lo stadio della Lazio a Prima Porta?

aquila-lazio.jpgSe la Roma dallo stadio Olimpico ha deciso di cambiare completamente zona scegliendo Tor di Valle per il nuovo tempio giallorosso, la Lazio potrebbe rimanere vicina, e sembra Roma Nord il luogo prescelto. La zona preferita da Lotito pare infatti essere Prima Porta.

Fino a ieri sembrava fatta per il chilometro 6,2 della Tiberina, terreni però a rischio esondazione dei fratelli Mezzaroma.

La nuova location allo studio del presidente biancoceleste, stando a quanto riferisce l’edizione romana de La Repubblica, è invece una distesa di cento ettari di campi coltivati a Prima Porta, all’altezza dei resti della villa di Livia, in una grande ansa del Tevere tra la Tiberina, che sfiocca dalla Flaminia e il fiume, e, dall’altra parte della riva, la Salaria.

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E se cambia il posto non cambia il progetto, la struttura dovrebbe essere la stessa prodotta da Ama Group: due milioni di metri cubi senza barriere, dove gli spalti saranno vicinissimo al campo in stile “Premier League”.

L’impianto dovrebbe essere basso, non più di quarantacinque metri, e su due livelli. 30 mila la capienza del primo anello, 25 quella del secondo. Poliestere il materiale scelto per la copertura e led luminosi per illuminare giorno e notte la scritta che campeggerà all’esterno con il logo della Lazio.

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Quanto bisognerà aspettare per vedere il nuovo stadio a Roma Nord? I tempi sarebbero gli stessi dei cugini giallorossi, tre anni. Poco più di mille giorni per vedere una vera e propria cittadina sportiva, collegata dalla ferrovia che parte da piazzale Flaminio e arriva proprio a Prima Porta. E dalla stazione della FR1 di Settebagni, sull’altra sponda del Tevere.

Al patron Claudio Lotito piace molto la soluzione, per ora sta valutando agibilità e costi (molto superiori all’altro visto che i terreni sulla Tiberina erano “di famiglia”, essendo lui suocero di un Mezzaroma). Una volta studiato il progetto il presidente presenterà il progetto al sindaco Marino.

Un progetto, lo Stadio delle Aquile, che Lotito ha sempre voluto fortemente e che adesso sta nella sua fase decisiva.

Qualche giorno fa il patron lo aveva ribadito: “Nonostante le voci, un progetto mai abbandonato. Sono in attesa di vedere quello che succede in merito a altre valutazioni che faranno, poi nel momento in cui le faranno valuteremo. Uno stadio per funzionare deve avere degli standard, sia in termini di equilibrio economico-finanziario per la realizzazione, che per la conduzione. Deve avere un ritorno economico, perché lo stadio non vale in termini economici della biglietteria, ma per tutto il ritorno che crea. Sono curioso di vedere cosa succede con lo stadio della Roma”.

Cinque anni fa il progetto si fermò per il rischio di esondazione, adesso non sembrano esserci remore alla realizzazione. La Lazio, Lotito e “Le Aquile” sembrano finalmente vicini alla realizzazione del loro sogno.

Da sempre i tifosi della Lazio si vantano con i cugini giallorossi di essere nati prima, saranno anche primi nella realizzazione dello stadio di proprietà? La partita è cominciata.

Francesco Cianfarani

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5 COMMENTI

  1. Basta andare su Google-Map (ma anche osservare l’immagine a corredo dell’articolo) per capire che si tratta di un’ AREA GOLENALE, quella che in natura serve ad accogliere le acque quando il fiume straripa (evento accaduto il 13 dicembre del 2008 a Settebagni). Sempre osservando l’immagine si può capire come la Legge Galasso del 1985 sia stata del tutto disattesa costruendo case, piscine, impianti fin sulle sponde (secondo la legge è vietato edificare in un raggio di 150 metri dal fiume). Tenendo conto di come le condizioni meteo dell’intero pianeta abbiano subito una profonda tradformazione e di come tutti i fenomeni (in modo particolare le precipitazioni) si siano estremizzati mi chiedo: VOGLIAMO VERAMENTE QUESTO?

  2. Finchè consentiremo di prenderci in giro come caproni appresso al calcio, si farà lo stadio delle aquile, della lupa, del coniglio, etc… fregandosene di natura, leggi e buonsenso.

  3. Condivido pienamente le critiche del Comitato Robin Hood.
    Aggiungerei che mi lasciano molto perplesso le dichiarazioni del Signor Lotito secondo il quale “il progetto deve avere un ritorno economico perchè lo stadio non vale in termini economici della biglietteria ma per tutto il ritorno che crea” Da questa frase sembra di capire che lo stadio non interessa al Signor Lotito se non in quanto consentirebbe la realizzazione di ben 2 milioni di metri cubi la cui destinazione d’uso vorremmo conoscere, per valtare l’impatto che questa colata di cemento avrebbe sul territorio, sul traffico e sulla qualità della vita dei suoi abitanti.
    Per informazione, segnaliamo che il pregetto dello stadio della Roma sta incontrando una fiera opposizione da Associazioni e Comitati che hanno posto una serie di imbarazzanti interrogativi che non hanno avuto finora risposta.

  4. Mi fa ridere il riferimento ai collegamenti con il treno da Flaminio! Già non è sufficiente per i fabbisogni quotidiani, figuriamoci se ATAC troverebbe le risorse addizionali per soddisfare eventuali domande aggiuntive. Lo stesso vale per il collegamento con Settebagni – e poi da li, come arriverebbero allo stadio? a nuoto? traghetto? mongolfiera? Per non parlare dei problemi al traffico sulla Flaminia: evidentemente il Sig. Lotito non è mai venuto in macchina a Prima Porta durante il mese di novembre.

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