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Filippo Sensi, da Nomfup a Matteo Renzi

sensi240.jpgQuando scrive sul suo blog è tranchant, nel 2011 con uno scoop provocò le dimissioni del ministro britannico della Difesa. Su twitter è più che vulcanico, è dinamite a 140 caratteri. In rete si chiama Nomfup ma all’anagrafe è Filippo Sensi, di professione giornalista, comunicatore e oggi portavoce di Matteo Renzi.

Filippo Sensi, 46 anni, romano, sposato con Alessandra, tre figli – una famiglia con cui vive sulla Cassia e che riassume nell’ironica definizione “i cinque Sensi” -, stravede per “The Unfinished Revolution” di  Philip Gould, adora “Non si uccidono così anche i cavalli” di Sydney Pollack e ama “Crêuza de mä” di Fabrizio De André.

Dopo la laurea e il dottorato in filosofia e un bel po’ di precariato come giornalista, alla fine degli anni novanta approda all’ufficio stampa del Campidoglio.

Nel 2010 l’ex portavoce di Francesco Rutelli apre NoMFuP, il suo blog collettivo di comunicazione politica che si avvale anche del prezioso contributo di analisti, esperti e addetti stampa di respiro internazionale. Il successo travolgente del blog lo replica e lo moltiplica anche su twitter, dove conta oltre cinquantatremila follower e dove il suo attivismo è inversamente proporzionale al numero dei caratteri a disposizione.

Dopo essere stato vicedirettore del quotidiano Europa, dopo le collaborazioni con Wired e il Corriere della Sera, dopo essere apparso nei tg di Sky per analizzare i risultati delle elezioni italiane ed americane, dall’inizio del 2014 Filippo Sensi è il capoufficio stampa del Partito Democratico, il direttore responsabile di YouDem, la tv ufficiale del PD, ma soprattutto il portavoce, lo spin doctor e l’ombra di Matteo Renzi.

A quali luoghi di Roma sei più legato? Sono nato e cresciuto tra Belsito, Balduina e Camilluccia. I miei ricordi sono racchiusi in questo triangolo, con Vigna Clara come punto di fuga.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di vivere sulla Cassia? Gli svantaggi sono legati al traffico e alle difficoltà per la mobilità, vedo Corso Francia come “Orizzonti di Gloria” ogni mattina, muovendomi io in Vespa. I vantaggi? Il verde, il carattere popolare di alcune strade, il continuum tra i condomini esclusivi e le favelas.

Una buona comunicazione migliora una cattiva politica? Una buona politica comunica bene. Se non si fa capire difficilmente una politica può essere buona.

Come e perché sei diventato un blogger? Su consiglio del mio maestro, Michele Anzaldi. Ci sono arrivato tardi e male, ancora adesso, dopo diversi anni di blog, sono tutt’altro che un asso digitale.

Come si svolge la tua giornata tipo? Sveglia presto, giornali, rassegna, web. Accompagnare i ragazzi a scuola, anche se è Alessandra, mia moglie, la regista di tutta la famiglia. Poi avanti fino a tardi.

Un aneddoto che vuoi raccontare solo a noi… Quella volta che, per correggere al volo un comunicato stampa sbagliato, sono sceso come un pazzo in sala stampa, andando uno per uno dai giornalisti, alcuni dei quali in diretta, per pregarli di tenere conto della correzione… è il caso di dire…in corsa!

I tre “centri” e i tre errori di questa tua esperienza? Diciamo così: le cose che funzionano non sono farina del mio sacco, gli errori, quelli, sono tutti interamente responsabilità mia.

Come vedi il rapporto giornalismo- politica? In Italia ha una sua storia e peculiarità, un rapporto difficile, talvolta di contiguità, altre di mimesi. Bando però ai provincialismi secondo cui all’estero è sempre meglio. Non è così. Abbiamo fior di giornalisti, giovani ed esperti, testate che non fanno sconti al governo e alla politica, bene così, spero ci sia sempre di più un giornalismo gagliardo, in salute, corretto, indipendente.

Cosa significa essere lo spin doctor di Matteo Renzi? Non sono uno spin doctor, provo a dare una mano nei rapporti con la stampa, stop.

Dietro un uomo di successo c’è sempre una grande donna… Se si parla di me non ho alcun successo. Se si parla di Ale, è la donna della mia vita, la più incredibile che abbia mai incontrato, ogni giorno mi pare un miracolo che stia con me.

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Giovanni Berti

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1 commento

  1. NoMFuP è un caposaldo delle comunicazione politica (ma non solo), sia per forma – solo video – sia per contenuti. Peccato sia “fermo”…

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