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Libri per Gaza sul Ponte della Musica

gaza240.jpgNon c’erano armi, né soldati sul Ponte della Musica dove sabato 6 settembre tanti cittadini hanno voluto ricordare la guerra a Gaza. Quella striscia di terra ormai divenuta tristemente famosa per i suoi scontri e per le sue morti, almeno per una sera si è tentata di farla diventare una striscia di pace. Una pace fatta di libri, simboli di cultura e di unione.

L’evento, organizzato dal gruppo “La voce contro la guerra” e “dall’associazione libra 2.0”, ha avuto come intento proprio quello di vedere insieme Il ponte e il libro, “simboli di unione e umanità contro l’orrore di ogni conflitto”.

E chi ha risposto all’invito è arrivato sul Ponte con un libro che ha lasciato per terra; piano piano si è formato un lungo percorso, di libri appunto, che hanno ricoperto il Ponte da una parte all’altra.

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Lentamente, con cura e attenzione, ogni partecipante ha lasciato il suo libro, preso a casa e donato alla pace. Dai più giovani ai più grandi. Tra i partecipanti all’evento anche Beppe Costa, poeta, scrittore ed editore.

Un gran silenzio a fare da colonna sonora; il silenzio del rispetto, il silenzio della preghiera, il silenzio dovuto a chi in guerra ha perso tutto e tutti.

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“Quest’estate c’è stato un totale disinteresse da parte dei media nei confronti della guerra a Gaza; è stato questo che mi ha spinto a voler “gridare” che la guerra non è giusta e che tutti abbiamo il dovere di fare qualcosa”. Così Giovanna Iorio dichiara a VignaClaraBlog.it spiegando ciò che l’ha spinta a prendere l’iniziativa e a promuovere sui social network questo evento.

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Con l’aiuto di Monica Maggi e di Annamaria Giannini, autrice di poesie e racconti, hanno ottenuto il patrocinio del Comune di Roma e, “armate ” di buona volontà hanno dato voce a chi la voce non l’ha più, a chi a Gaza o in altre parti del mondo dove la guerra la fa da padrona, vuole gridare il suo “basta”, basta all’ingiustizia, basta alla sofferenza, basta alla guerra che porta solo altra guerra!

Ed è così che ci si è uniti in questo evento di pace; con i libri a terra, uno dietro l’altro, a testimoniare il fatto che davvero un pezzettino alla volta, con l’aiuto di tutti, si può sconfiggere la guerra e vincere l’indifferenza.

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Ed è per questo che forse i libri sono stati solo una scusa per unirsi…sì, perché, senza vergogna, senza imbarazzi inutili, ci si è presi per mano, si è formata una striscia di persone che hanno voluto testimoniare la loro presenza a favore della pace, dando la mano a chi non conoscevano, a chi come loro era lì per dare il suo contributo.

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Commovente il momento in cui si è dato spazio a chi voleva intervenire, in qualunque modo. E allora c’è chi ha letto una poesia, chi si è messo seduto per terra a regalare il suo silenzio a chi non ha più neanche quello, chi si è messo a leggere un libro, chi nel silenzio del suo raccoglimento si è messo a pregare.

Un tramonto meraviglioso e il Tevere come cornice, hanno reso il tutto un grande spettacolo di umanità; sembrava quasi che anche la natura facesse il tifo per la Pace.

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Del resto, come ha ricordato una signora riportando un pensiero di Martin Luther King, “La non violenza è un’arma potente e giusta, che taglia senza ferire e nobilita l’uomo che la brandisce. E’ una spada che risana”.

Valentina Ciaccio

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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2 COMMENTI

  1. Non credo a questo tipo di manifestazioni ma ho portato lo stesso un libro: “VALZER CON BASHIR”, un fumetto che narra della strage di palestinesi nei campi profughi di Sabra e Chatila da parte della milizia libanese (3.500 civili trucidati) sotto gli occhi dell’esercito israeliano.
    E’ vergognoso il silenzio dei partiti, dei politici e della stampa sui 500 bambini morti a Gaza.

  2. Io ho partecipato con fanciullesco entusiasmo.Ho portato alcuni fumetti .Ho preso parte attiva per sistemare i libri sul ponte insieme agli altri. In particolare ricordo un vispo ragazzino che si è dato tanto da fare.Ho preso per mano le altre persone, conosciute e non. Ho cantato .In silenzio ho ascoltato chi ha letto ,incluso il ragazzino vispo. Non ho avuto il coraggio di leggere qualcosa di mio…In nome della pace avrei potuto .

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