Home AMBIENTE L’Aniene, magia d’un fiume

L’Aniene, magia d’un fiume

aniene240.jpgNarra la leggenda che Anio, Re della Toscana, nel tentativo di riprendere l’amata figlia rapita da Cetego perì attraversando il fiume che in suo onore venne chiamato Aniene. Oggi se pensiamo all’Aniene non ci viene in mente altro che un fiume sporco più somigliante ad una fogna che ad un corso d’acqua ricco di storia.

Eppure se parlate con dei pescatori “a mosca” vi diranno che l’Aniene è uno dei fiumi più belli d’Italia. Pescare con la mosca è molto di più che catturare con una canna qualche pesce; la “mosca” è un’arte e chi la esercita è un fine sognatore amante della natura e del misterioso mondo dei salmonidi.

E’ molto facile riconoscere questi romantici “fishermen” perché con le loro corte canne, i mulinelli che producono quel piacevole ronzio e la lunga lenza terminante con una “coda di topo” si immergono nelle acque di fiumi e torrenti come le loro prede.

Veri gentiluomini prediligono le aree “no-kill” e spesso montano ami privi di “artiglione”: le trote pescate da loro quasi sempre tornano indenni al loro fiume.

E l’Aniene sembra essere il paradiso dei pescatori a mosca nel Lazio; anche se le sue acque vengono captate in maniera massiccia almeno nel tratto iniziale, quello che dalla sorgente porta all’abitato di Subiaco, rimangono limpide e pulite.

Mischiandosi a quelle fresche e spumeggianti del Simbrivio percorrono profonde vallate ricoperte di boschi, creano piccole cascate e a volte riposano in profonde anse dove anno dopo anno si accumula la ghiaia.

foto-1.JPG foto-3.JPG

Entrare nel fiume è una esperienza fantastica. Per farlo è necessario equipaggiarsi con dei “water”, alti stivali foderati (l’acqua dell’Aniene in estate ha una temperatura di circa 12 gradi) e armarsi di un lungo e robusto bastone.

In alcuni punti del fiume la corrente è violenta e si incunea sotto i tronchi caduti provocando dei pericolosi “sifoni” ma se si rimane lungo la sponda dove l’acqua è profonda non più di 20-30 centimetri e si evitano incauti attraversamenti allora non c’è pericolo.

Così si può vivere questo incredibile fiume in modo diverso da come generalmente lo si fa rimanendo confinati sulle sue sponde.

Le acque del fiume Aniene sono limpide e gelide e spesso dove il fiume è più profondo si possono scorgere piccole trote “fario” intente a contrastare la corrente.

foto-4.JPG foto-5.JPG

Sulle sponde crescono giganteschi alberi di salice i cui rami sottili si piegano fino a sforare la superficie delle acque mentre le radici affondano nella sabbia umida ricoperta da uno spesso strato di muschio.

Nelle ore più calde un lieve strato di vapore si solleva dall’acqua e a volte lampi di luce sfrecciano in quella nebbia sottile; sono gli abitanti del bosco tra cui la bellissima “ghiandaia” dalle piume colorate di azzurro, di bianco e di nero.

In questo placido “river-walking”, a chi sa ascoltarlo, il fiume racconta storie senza fine.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome