Home ATTUALITÀ Vicenda via Vitorchiano, Carapella (PD): “Caro Marino, ascolta il territorio”

Vicenda via Vitorchiano, Carapella (PD): “Caro Marino, ascolta il territorio”

Via VitorchianoDa Giovanni Carapella, architetto, uomo di punta del PD romano, ex consigliere comunale e regionale, riceviamo e pubblichiamo quel che lui stesso chiama “un contributo di riflessione” sulla vicenda di via Vitorchiano, là dove, al km 8.5 di via Flaminia, sorgerà, o dovrebbe sorgere, una struttura da oltre 10mila mq destinata a centro commerciale e uffici.

Scrive Carapella: “Caro direttore, con riferimento alla delibera relativa alla Stazione Due Ponti, attualmente in discussione in Municipio XV e sulla quale il suo giornale ha prodotto una pregevole ricostruzione, mi permetto di inviarle in allegato un mio contributo di riflessione sottoforma di articolo che pregherei di pubblicare”.

Come noto le nostre pagine sono aperte a tutti. A poche ore di distanza dall’apertura della seduta di Consiglio del XV Municipio che dovrà esprimere un parere (ndr: non vincolante per il Campidoglio) su quello che potremmo definire l’affaire via Vitorchiano ecco dunque “un contributo di riflessione” targato Giovanni Carapella.

“Premetto di non amare una delle espressioni più in voga nell’urbanistica romana: “atterraggio delle compensazioni”. Questo far riferimento a cubature che trasmigrano dopo essere volate via da un’area X per atterrare su di un’area Y non mi convince. Mi fa venire in mente gli intermediari politici o tecnici o amministrativi che si aggirano per la città come piazzisti per piazzare metri cubi Y sull’area di atterraggio X.

Il tema della compensazione urbanistica che consente secondo regole e norme tecniche di prg, di trasferire da un’area definita irrinunciabile, perche’ da salvaguardare, su di un’area trasformabile, perche’ capace di contenere previsioni edificatorie, è cosa troppo seria, per riflessi culturali e di principio urbanistico, per interessi economici e sociali, per essere semplificata con “atterraggi ed atterraggio”.

Se poi le cubature in questione da trasferire da località Monte Arsiccio, Ottavia, debbano volare per atterrare sulla via Flaminia, la cosa mi suscita sconcerto e una convinta contrarietà.

La Giunta Marino, dopo un anno e piu’ di studio e di surplace si è decisa – nella tarda estate del 2014 – a produrre delibere e atti urbanistici con l’obiettivo di avviare cantieri e contribuire alla ripresa del settore delle costruzioni la cui crisi sta affossando l’economia nazionale e quella della Capitale. Non possiamo che rallegrarcene, senza che questo sentimento ci ponga nelle condizioni di chi dice di si a prescindere dal merito. Del resto “il merito” era o no il mantra del nostro caro Sindaco?

Una di queste delibere in particolare è relativa al programma Unitario di Riqualificazione Urbanistica della Stazione Ferroviaria di Due Ponti e compensazione edificatoria dell’ex sottozona F1 – Monte Arsiccio.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta

Lungo la Ferrovia Roma Nord esiste all’altezza del centro Euclide su Via Vitorchiano la fermata “Due Ponti” della linea ex Ferrovia concessa Roma Nord. Sono quasi 20 anni che si parla della modernizzazione della Roma Nord e prima con i Mondiali ’90, poi con il Grande Giubileo del 2000, sono stati realizzati lavori di modernizzazione parziale della linea e delle stazioni, senza che la stessa Roma Nord sia diventata effettivamente una metropolitana.

Per la stazione Due Ponti differenti studi, progetti e proposte si sono posti il tema di come trasformare una fermata in stazione, come dotarla di parcheggi di scambio e come collegarla con l’altra sponda della via Flaminia, superando con una galleria pedonale sopraelevata il fiume di macchine che vi circola.

Nel frattempo, infatti, con un brutto progetto – all’epoca fortemente voluto dall’ex assessore comunale Minelli – è stato realizzato sul sedime del vecchio Mulino della Soc.Romana Macinazioni un quartiere di edilizia convenzionata di lusso, alquanto discutibile sul piano della forma architettonica, che ha portato con se l’installazione lungo la Flaminia in piena area archeologica di bruttissime barriere antirumore al fine di consentire la vivibilità nei nuovi insediamenti.

Ma questa è storia passata

La Fermata Due Ponti chiede ancora di diventare Stazione e dopo l’idea dei parcheggi di scambio, quella dell’hotel per il Giubileo, ecco che si fa strada l’immancabile Centro Commerciale come volano della trasformazione urbana.

Ovviamente i pesi insediativi là assentibili non consentirebbero un Centro Commerciale degno di questo nome e allora partono le manovre compensative. Si levano in volo le cubature tagliate dalla Variante delle certezze, prima, e confermate dal PRG di Roma poi nella zona ex F1 di Monte Arsiccio per “atterrare” sulla stazioncina di Via Vitorchiano, oggi Fermata Due Ponti.

Fin qui nulla di illegale o scorretto: le cubature tagliate vanno ricollocate, le procedure di compensazioni sono previste e normate, la Stazione Due ponti dopo 20 anni di studi andrebbe realizzata.

Allora, direte, dove è il problema?

Il problema è che la “pista di atterraggio” è talmente risicata che non consente l’atterraggio del velivolo Monte Arsiccio.

Si l’area tra via Vitorchiano e via Flaminia retrostante i binari, è un piccolo “sputo urbano” dove tanti anni fa insisteva il depositi di cantiere della Lenzini costruzioni. Un’area che attraverso numerosi passaggi di mano è pervenuta alla nuova proprietà che ha un legittimo interesse a trasferire la propria cubatura di compensazione al fine di incrementare il peso urbanistico della trasformazione.

E allora, caro Sindaco Marino, torniamo al tema del “merito”

La delibera proposta non è scorretta, tutt’altro, è solo sbagliata nel “merito”. Concentrare cubature eccessive su di un’area di sedime esigua, in un anfratto lungo la via Flaminia è insostenibile dal punto di vista ambientale, in contrasto con i principi di accessibilità veicolare e finirebbe per produrre una trasformazione urbana “brutta” in un’area delicatissima per le valenze ambientali, le preesistenze archeologiche romane ed etrusche.

Per non parlare dei piani interrati e dei problemi idrogeologici a ridosso del Tevere.

Allora, caro Sindaco Marino, un consiglio sincero e non urlato: ascolta il territorio, ascolta il Municipio XV, vieni a fare un sopralluogo, apri una fase di valutazione pubblica del progetto e verifica a valle se lo stesso è sostenibile o va riportato a più normali criteri quantitativi e più elevati standard qualitativi.
Roma è unica e merita interventi di qualità disegnati con il tratto di matita.”

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2 COMMENTI

  1. Mi associo al richiamo fatto dall’ architetto Carapella,
    Sindaco Marino, ascolti il territorio, non per carità dovuta o per concessione di un favore, ma come diritto dovuto ai cittadini:

    – il diritto di poter poter partecipare alle scelte di modifica del proprio territorio, faccio riferimento all’art. 14 del “Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana” n. 57 del 2 marzo 2006.

    – il diritto di avere accesso agli atti per vedere come realmente stanno le cose (e fino ad ora, con una scusa e un’altra, negato, da ultimo perchè “esiste una ‘comunicazione’ dell’Autorità giudiziaria” che non consente di poterla mettere a disposizione)
    e qui apro una parentesi per l’architetto Carapella: per poter dire che nulla è illegale o scorretto, è possibile visionare prima la documentazione? è richiedere tanto di poterlo fare nel pieno rispetto di qualto stabilito dalla legge sulla trasparenza degli atti?

    Grazie

  2. Ma che senso ha continuare a costruire uffici e centri commerciali marginali che poi finiranno per rimanere deserti? I primi da chi saranno occupati visto che le aziende continuano a chiudere o a ridurre il personale? E i centri commerciali “piccoli” con le solite insegne in franchinsing che futuro -e che utilità- hanno?

    Spero che i nostri amministratori impieghino il loro tempo e le nostre risorse per infrastrutture utili (es: trasporti… A proposito, e visto che siamo in zona, ma che fine ha fatto l’anello ferroviario?) che per operazioni di micropolitica!

    Con l’occasione accetto scommesse sulla durata del maxistore del centro di pontemilvio…

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