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Il carrubo, un albero a Roma quasi sconosciuto

carrubo240.jpgRoma è una città molto verde e sul suo territorio sono state identificate almeno 3mila specie di piante diverse tra cui tantissimi alberi; tra questi anche il Carrubo, sempre più raro. Diffuso prevalentemente nel sud Italia, nella capitale sopravvive in qualche parco e, a Roma Nord, nei giardini che circondano il Palazzetto dello Sport.

I giovani forse ignorano persino l’esistenza di questo albero mentre chi ha i capelli bianchi ne ha sicuramente memoria perché i frutti del carrubo, oggi usati quasi esclusivamente per il bestiame, un tempo si sgranocchiavano allo stesso modo del pop-corn.

Quando ogni parrocchia nei mesi estivi apriva la sua “arena”, le carrube insieme a “mostaccioli”, castagne secche e bruscolini si acquistavano per poche lire; inevitabilmente semi e bucce finivano poi a terra tra gli scomodi sedili in legno.

Il Carrubo (Ceratonia siliqua) è un albero ornamentale; alto circa 8-10 metri ha una chioma ampia e rigogliosa mentre il tronco, brunastro, è ricoperto di scaglie e a volte fessurato. Le foglie, persistenti, sono di un bel verde brillante, spesse e coriacee e composte da 3 o 5 coppie di foglioline.

L’albero potrebbe esser originario dell’Asia Minore o dell’Africa e introdotto in Europa in tempi lontanissimi; si tratta di una pianta che ama la luce e ben sopporta i terreni aridi. Generalmente si trova associato ad altre essenze tipiche della macchia mediterranea ed è diffuso soprattutto in Liguria, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

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Il suo interesse economico un tempo era legato ai frutti utilizzati per la produzione di un particolare tipo di farina; oggi le “carrube” (lomenti), molto appetibili per il sapore dolciastro, vengono utilizzate quasi esclusivamente come mangine per il bestiame.

I frutti del carrubo sono dei legumi penduli lunghi dai 10 ai 25 centimetri, appiattiti, curvi, coriacei e di colore marrone scuro. All’interno il frutto contiene una polpa dolciastra e dei piccoli semi durissimi lunghi 5 mm.

I semi, uniformi sia per peso che per dimensioni, sono chiamati “carati” (dall’arabo Karat) e proprio dal “carato” è derivata l’unità di misura per le pietre preziose (equivalente ad un quinto di grammo).

Le carrube hanno un odore e un sapore dolciastro che a non tutti piace ma non contenendo glutine possono tranquillamente essere usate dai celiaci; inoltre il frutto è ricco di vitamine e di nutrienti e spesso, per la presenza notevole di fibre, viene usato nelle diete.

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Gustarle oggi è piuttosto difficile in quanto raramente si trovano in commercio; capita a volte di scovarle in qualche erboristeria o negozio di prodotti biologici.

Masticare questo frutto, che ricorda la forma di un gigantesco baccello di fagiolo, ai più potrebbe sembrare strano ma vi assicuriamo che il sapore, che ricorda vagamente quello del cacao zuccherato, è sicuramente piacevole.

A chi non lo ha mai provato consigliamo una visita ai giardini del Palazzetto dello Sport a fine estate quando le carrube sono mature. Raccolte ancora verdi si devono conservare in un recipiente chiuso ed asciutto e “masticate” prima che diventino troppo dure. Provare per credere.

Francesco Gargaglia

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6 COMMENTI

  1. Ringrazio Francesco che mi ha fatto rivivere ricordi d’infanzia, quando abitavo in via Carlo Alberto, lal strada dell’Esquilino che congiunge Santa Maria Maggiore a piazza Vittorio. Davanti casa c’erano alberi di carrubo e ricordo i baccelli penduli dai rami e per averli assaggiati.tornando a Roma penso di andare a controllare se ancora ci sono.

  2. Io abito vicino al palazzetto dello sport. Ma gli alberi di carrube non sono riuscito a trovarli. Potresti darci un luogo più specifico. Grazie

  3. Intorno al palazzetto ho visto solo Acacia spinosa, puoi darmiaggiori indicazioni su dove vedere qualche pianta di Carrubo?
    Grazie
    Ciao
    Roberto

  4. Le piante si trovano nell’anello erboso che circonda la struttura sportiva (specie nella parte rivolta ai parcheggi dello Stadio Flaminio); è molto tempo che non passo da quelle parti ma non credo che tutte le piante siano sparite….i frutti li trovi comunque al mercato coperto di Ponte Milvio dove in un solo banco sono ancora in vendita.

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