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Spazio al baratto in viale Tor di Quinto

baratto.jpgDomenica 13 luglio, dalle 11 alle 18, spazio al baratto in viale Tor di Quinto: apre la Piazza del Baratto. Un’occasione, per chi resta in città, per fare ordine dentro casa e negli armadi dando via quello che non serve più e portandosi via quell’oggettino o quel capo desiderato da tempo. Senza tira fuori di tasca un solo euro.

Hermes 2000, Associazione Culturale e per il Tempo Libero, e Mondofitness hanno infatti deciso di aprire “La Piazza del Baratto” in viale Tor di Quinto 55/57, dove tutti potranno praticare questa antichissima forma commerciale che non prevede alcun passaggio di denaro.

La piazza sarà aperta a tutti e chi vorrà potrà presentarsi al mercatino provvisto di uno o più oggetti da scambiare, che potranno essere barattati con altri oggetti disponibili al momento della trattativa. Naturalmente, il baratto avverrà solo se entrambe le parti trovano un punto di accordo e senza scambio di denaro.

La previsione è quella di almeno 10 banchi fissi per l’intera giornata ma ovviamente c’è l’opportunità per chi non può trattenersi stabilmente di portare le proprie cose nell’area baratto e “scambiare al volo”.

Anche l’artigianato potrà trovare un suo spazio all’interno di questa antica pratica commerciale consentendo al singolo artigiano di barattare il prodotto della propria manualità con un oggetto che, viceversa, non potrebbe acquistare e, nel contempo, raggiungendo l’obiettivo di farsi conoscere.

Inoltre, Hermes 2000 intende riservare un angolo ai tanti Organismi di volontariato che aderiscono al Tavolo Permanente della Solidarietà coordinato dall’Associazione e dedicare un apposito spazio all’artigianato multietnico.

“In tal modo – dichiara a VignaClaraBlog.it Donatella Molinari, ideatrice dell’evento – “La Piazza del Baratto”, oltre a rappresentare una opportunità di new economy da sviluppare, si caratterizza per essere un’opportunità per conoscere e socializzare con chi crede nei principi dell’eco sostenibilità, del riuso e del riciclo e diviene un vero commercio socio-solidale che stimola anche i rapporti positivi e l’aggregazione tra persone, una vetrina per il volontariato e una grande occasione di integrazione socio-culturale fra le diverse etnie.”

Claudio Cafasso

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