Home ATTUALITÀ Morì sull’Olimpica nella sua minicar, la madre: “riaprite le indagini, fu omicidio”

Morì sull’Olimpica nella sua minicar, la madre: “riaprite le indagini, fu omicidio”

minicar.jpgOlimpica, domenica 11 aprile 2010. Alle primissime luci dell’alba, all’altezza dello svincolo per Tor di Quinto, perde il controllo della minicar che si ribalta e va a sbattere contro il guardrail. Muore durante il trasporto al Sant’Andrea. Ha solo 17 anni, si chiama Jacopo Fanfani, è il nipote del grande statista Amintore.

La mamma è la giornalista Donatella Papi, ex moglie di Giorgio Fanfani, figlio del famoso esponente democristiano, attuale moglie di Angelo Izzo, all’ergastolo per la tragica vicenda dei “mostri del Circeo”.

L’incidente in cui trova la morte Jacopo colpisce molto l’opinione pubblica, sia per il suo cognome, sia per le circostanze in cui avviene sia e soprattutto perché In sole 24 ore a Roma Nord due giovanissimi muoiono incastrati nelle loro minicar. Poche ore dopo la sua morte infatti anche Federica Lupi, a soli 15 anni, perde la vita in una stradina dell’Olgiata alla guida della sua vetturetta.

Ma le modalità dell’incidente di Jacopo non convincono la mamma. La Papi avanza sospetti, teme che non sia  stata accidentale, adombra l’ipotesi dell’omicidio: “mi preme far presente che da tempo sia io che mio figlio siamo stati sotto pesanti minacce” dichiara alla stampa. Chiede ed ottiene quindi l’autopsia.

Al termine delle indagini, pur non essendo emersi chiaramente i motivi per i quali la minicar si sarebbe improvvisamente ribaltata uscendo di strada, la procura di Roma archivia l’inchiesta non avendo trovato alcuna responsabilità penale.

Oggi, a distanza di più di quattro anni dall’incidente, sulla morte di Jacopo Fanfani la magistratura potrebbe tornare a indagare.

Donatella Papi, in questi giorni si è infatti rivolta alla presidente dell’Associazione medici legali italiani, Luisa Regimenti, affinchè vengano accertare le cause del decesso di Jacopo. Sempre più convinta che la verità sulla morte del figlio sia altrove, tanto da ipotizzare un omicidio, spera che dando mandato alla d.ssa Regimenti si possa giungere ad una rilettura dei referti medici e dei dati autoptici dell’epoca dalla quale far emergere la verità.

Luisa Regimenti, in un comunicato, ha fatto sapere che incontrerà i giornalisti nel suo studio legale nel pomeriggio di domani, mercoledì 18 giugno, per spiegare le ragioni per cui ha accettato l’incarico.

Claudio Cafasso

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