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Prima Porta, il Centro Artemisia: tante idee in una stanza

women.jpgQuando nel 1929 Virginia Woolf scrisse “Una stanza tutta per sé”, in cui difendeva l’indipendenza e l’emancipazione femminile sostenendo che ognuna necessitasse solo di una propria stanza per affermarsi, non poteva certo immaginare che la sua metafora avrebbe ispirato un progetto dalle tinte rosa a Prima Porta.

Una stanza di sole donne e delle loro esperienze: è questa l’impressione che si ha quando si varca la soglia del Centro Donna Artemisia di Prima Porta, associazione culturale e punto di ritrovo per tutte coloro che vedano nella condivisione di saperi, di mestieri, di hobby e di passioni una forma di arricchimento personale e non una perdita di tempo.

quando e perchè nasce

Situato fra i grigi edifici popolari di Via Inverigo 28, da anni l’associazione organizza numerosi appuntamenti che tentano di avvicinare gli abitanti alle culture di paesi lontani o a quelle nostrane ma sopite, al dibattito e al confronto su tematiche attuali ma, soprattutto, di dar la parola alle cittadine di un quartiere che quanto a spunti d’interazione offre ben poco.

Ma qual è l’input che spinge alla creazione di una casa per le donne come quella del Centro Artemisia? Sorta spontaneamente nel 1993 come “gruppo informale” e poi, ufficialmente, come associazione culturale, il Centro Donna Artemisia deve il suo nome alla figura ispiratrice di Artemisia Gentileschi, artista dalle straordinarie doti pittoriche, simbolo inoltre di grande coraggio e carattere.

L’attivismo racchiuso nella sua immagine, all’epoca estranea allo stereotipo della damina di corte, incarna perfettamente l’intento dell’associazione: essere libere di esprimersi e di realizzarsi in una società che tende ad essere opprimente, che limita il tempo libero e lo riduce a passatempi passivi, come la televisione o internet.

La scoperta della curiosità verso il mondo, del rapporto con gli altri e delle arti si esprime attraverso incontri e dibattiti su tematiche di particolare rilevanza per la vita del quartiere di Labaro e Prima Porta, con la partecipazione di persone impegnate nel campo della politica, della ricerca, dei servizi e dell’associazionismo.

la banca del tempo, insieme si può

Parlando di tempo, non è dunque un caso la presenza all’interno della struttura di una “Banca del Tempo”, uno dei centri sociali distribuiti su tutta Roma per lo scambio di saperi e abilità, utilizzando appunto il tempo, non il denaro, come misura dello scambio ed intervenendo così a supporto die bisogni quotidiani dei propri iscritti e/o soci.

A questo servizio si aggiunge dal 1997 la presenza di uno sportello di assistenza legale e psicologica alle donne in difficoltà e dal 2003 l’affiancamento di un’associazione territoriale di volontariato, “Insieme si può”.

“Diciamo che è come se Artemisia fosse la casa madre che ospita l’associazione, costituita dalla Banca del tempo e lo sportello di assistenza alle donne”, sostiene la presidentessa d’associazione, Sofia Mannozzi. Le due associazioni lavorano infatti sinergicamente, avendo tutt’e due sede nello stesso posto ma differenziandosi nelle finalità e nelle logiche d’intervento, tant’è che attualmente la Banca del Tempo di Prima Porta è gestita direttamente dall’associazione di volontariato.

Dopo aver valutato la qualità delle proposte, il Centro Donna Artemisia accoglie dai suoi iscritti le idee per i laboratori associativi e, qualora l’insegnamento sia ritenuto degno di merito, i soci possono contribuire con il loro sostegno economico.

Fra i corsi spuntano così quelli più “easy” per il benessere psicofisico come Tai Chi e Yoga, ma anche appuntamenti con i balli moderni e le danze popolari per ravvivare il ritmo, corsi d’informatica per tenersi al passo coi tempi, dibattiti sulle tematiche d’attualità più scottanti e corsi teatrali.

L’elemento di forza dell’associazione è che sono gli stessi soci a divenire promotori della domanda e offerta culturale al suo interno: un semplice “ci piacerebbe” diventa così lo spunto per seminari, workshop su particolari tematiche e mostre di pittura, a dimostrazione di come sia sempre la passione personale a muovere verso la conoscenza.

“A volte basta lanciare semplicemente un’esca per scoprire quali interessi si celino: chi dipinge, chi realizza ceramiche, chi l’uncinetto. L’obiettivo non è risaltare l’aspetto professionale e fare, per esempio, una mostra di artisti affermati, ma di dare una possibilità a chi ha una passione e consolidare i rapporti fra le persone”, sostiene la responsabile.

ma i giovani ne restano lontani…

Il progetto raccoglie ben un centinaio d’iscritti, in gran parte donne ovviamente, ma non mancano uomini che collaborano attivamente nel realizzare e sostenere l’offerta su tutto il territorio del XV Municipio.

Pochi i giovani interessati, un aspetto che salta all’occhio, proprio questo un elemento che tende a sfavorire la risonanza che potrebbero avere le attività: “il problema risiede nella gestione del tempo libero, probabilmente i giovani preferiscono impiegarlo in altro modo. Questo non vuol dire che non ci siano state occasioni d’incontro: spesso abbiamo svolto iniziative nelle scuole del quartiere, come i concorsi indetti per l’8 marzo incentrati su come i ragazzi vedano la figura della donna. In ogni caso, siamo sempre pronti a nuove proposte nei limiti delle nostre attrezzature e delle nostre assicurazioni”.

Eppure la vicinanza fisica del laboratorio alla Circolo PD di Prima Porta, che raccoglie molti ragazzi impegnati nel quartiere, suggerirebbe qualche possibilità di incontro, soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti che bollono in pentola.
Infatti il Centro Donna Artemisia, in occasione delle elezioni europee del 25-26 maggio, sta realizzando un progetto non di natura politica su quali diritti l’Europa abbia riconosciuto alle donne, ovvero quale legislazione le tuteli e quali punti principali siano riconosciuti a favore dell’occupazione femminile.

un centro sinergico

Coerente con quest’idea è poi quella ispirata alla convenzione di Istanbul: la collaborazione con altre associazioni territoriali del Municipio, come l’Onlus Differenza Donna di Via Flaminia per quanto riguarda la violenza sulle donne, promette la realizzazione di uno sportello congiunto di sostegno antiviolenza da parte della prima, mentre l’associazione Artemisia fornirebbe nei suoi locali un sostegno di natura prettamente legale, di consulto familiare, di sostegno nei rapporti genitoriali, durante la separazione e nei rapporti di coppia.

L’obiettivo è quello di far collaborare le due associazioni: “un’iniziativa come quella di Differenza Donna, svolgendosi in un locale del municipio, assume un aspetto fortemente istituzionale. Il rovescio della medaglia fa sì che una donna in difficoltà abbia più problemi nell’andare in una struttura tanto ufficiale e farsi aiutare, mentre un’organizzazione di donne sul territorio mantiene un approccio più intimo e spontaneo nel confidarsi. Le due cose possono essere quindi complementari”.

ma per saperne di più?

Nel frattempo che il progetto prende forma, proprio in questo periodo l’associazione approverà il calendario per il programma 2014-2015 con i suoi iscritti. Qualora interessati a farne parte, maggiori informazioni possono essere rintracciate sulla pagina Facebook del Centro Donna Artemisia.

Barbara Polidori

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