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L’altro sport: il nordic walking

girls-walking.jpgNon si corre ma si cammina, preferibilmente nei boschi: da soli, con l’ausilio di un paio di bastoncini. A Roma il 14 e il 15 giugno il secondo appuntamento italiano nel contesto di una circumnavigazione delle città d’arte, con Venezia a fare da apripista e Firenze che seguirà l’esempio capitolino.

Il nordic walking, nato nel 1997 in Finlandia, si è diffuso a macchia d’olio un po’ ovunque, dall’Europa all’America settentrionale, dall’Australia fino alla Cina. Ma, a esser chiari, c’è da sottolineare i natali scandinavi, terra dove per forza di cose serve un’innata capacità di saper camminare in maniera corretta, con l’ausilio anche dei bastoncini.

Spiega “Wikipedia” che “rispetto alla normale camminata, questa richiede l’applicazione di una forza ai bastoni a ogni passo. Ciò implica l’uso dell’intero corpo (con maggiore intensità) e determina il coinvolgimento di gruppi muscolari del torace, dorsali, tricipiti, bicipiti, spalle, addominali e spinali, assente nella normale camminata. L’attività può generare un incremento fino al 46% nel consumo di energia rispetto alla camminata senza bastoni”.

Per la cronaca lo chiamano lo sport dei boschi, ma possono essere utilizzati gli ambienti naturali in generale. Boschi (per via di quell’aria salubre che fa sempre bene) o anche città d’arte (per “acculturarsi”) come nel caso di Roma, che il 14 e il 15 giugno ospita Nordicwalkinrome, pronto a inserirsi all’interno di un prestigioso progetto nazionale denominato “Circuito città d’arte-Nordicwalkinitaly” rivolto alla promozione della cultura e del benessere che vede coinvolte tre città d’arte italiane: Venezia, Roma e Firenze.

Prima giornata a Villa Pamphili per apprendere i rudimenti dello sport, il giorno dopo appuntamento a Villa Borghese dove verranno piazzati il punto di partenza e quello di arrivo.

Moremassi

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