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Due ombre nel buio di Ponte Milvio

ponte-milvio-sera.jpgLa chiesa come luogo di rifugio, di accoglienza, di pace. Quante volte queste parole vengono dette in senso figurato. Per Michele e Petro, invece, queste parole hanno un senso concreto, perché la chiesa, anzi l’atrio della chiesa di Ponte Milvio, è il posto dove trascorrono le loro notti.

Michele e Petro sono i senzatetto che vivono in cima alle scale della chiesa Gran Madre di Dio.Quando passate da quelle parti, soprattutto durante le ore serali, e vedete ombre sfocate di sacchi a pelo rannicchiati su se stessi sono loro, questi due romeni sulla cinquantina.

“Non lo sappiamo quanti anni abbiamo” ci dicono scherzando. Michele, più estroverso e socievole, e Petro, riservato e con il sorriso fisso stampato in faccia, vivono lì da cinque anni. Prima di trovare un luogo fisso hanno girato parecchio per tutta Roma, da San Pietro a Roma Sud.

Poi sono arrivati a Ponte Milvio dove però, da giugno 2013 quando sono iniziati i lavori di ristrutturazione della facciata, è rimasto loro solo un piccolo spazio per colpa delle impalcature.

Ma ci tranquillizzano dicendo “stiamo più stretti ma più riparati dal vento, quindi al caldo, va bene così”. D’altra parte per loro va sempre bene così, abituati ad arrangiarsi davvero.

Per mangiare, ad esempio, hanno “un sacco di amici, o gente che vive qui vicino o che ha ristoranti, che ogni giorno ci porta da mangiare o ci lascia qualcosa e andiamo a prenderla noi, non ci lamentiamo. Alla fine viviamo alla giornata ma grazie alla bontà e alla gentilezza delle persone che abitano qui vicino continuiamo a vivere. Siamo qui. Gli italiani sono persone molto simili ai romeni, sono molto generose”.

Quando siamo arrivati lì, a “casa” loro, Michele con la sua barba bianca e la faccia vissuta ci è venuto incontro subito, scambiandoci per chi fra qualche giorno lo dovrebbe portare in Romania per operarsi e risolvere un problema di ernia inguinale con cui convive da un po’.
Ma non importa, né dell’ernia inguinale né del fatto che non siamo chi si aspetta. Ci sorride sinceramente, ci da il cinque e si presenta come un gentiluomo, perché è un gentiluomo.

Anche Petro, sempre col sorriso, si presenta elegantemente. Non sembrano due persone che non hanno nulla, e non sembrano neanche tristi. Neanche alla domanda sulla durezza del clima fanno trasparire malinconia: “Noi veniamo dalla Romania, siamo abituati a inverni con meno ventotto gradi, qua c’è un clima bellissimo, anche se troppo umido, ma non ci lamentiamo”. Sempre col sorriso negli occhi.

Non sono molto loquaci, forse la voglia di farsi conoscere non è tanta per paura di controlli o di qualcuno che li faccia sbaraccare. Scambiate quindi queste poche parole Michele e Petro ci ringraziano augurando “tanta salute a tutta la famiglia”.
Poi si allontanano, tornando ad essere due ombre nel buio di Ponte Milvio.

Francesco Cianfarani

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