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Passeggiando lungo il fiume Farfa

gita1.jpgL’itinerario che vi propone questa settimana Vignaclarablog.it è una piacevole escursione alla portata di tutti lungo il fiume Farfa, in una delle zone più belle della Sabina. A soli cinquanta chilometri da Roma vi troverete in un’oasi naturale inaspettata. Ma anche la gastronomia locale non scherza!

La grande area della Sabina, a nord di Roma, offre numerose opportunità a chi vuole trascorrere una piacevole giornata immerso nella storia e nella natura; paesi splendidi, abbazie ed eremi, siti archeologici e infine la possibilità di fare lunghe passeggiate in luoghi dai suggestivi paesaggi.

Questa volta vi portiamo lungo il corso del fiume Farfa nei pressi di Castelnuovo di Farfa ad appena 50 chilometri da Roma; per raggiungere la nostra meta dobbiamo percorere l’A1 fino a Fiano Romano e quindi dirigere verso l’abitato di Passo Corese.

Lasciato alle nostre spalle il paese si imbocca la SS-313 (Ternana) e superate le località di Ponticchio e Ponte Sfondato si arriva al km 9 dove c’è un ponte di cemento ad un solo arco.

Duecento metri dopo il ponte, sulla destra, c’è una sterrata che scende verso la valle; l’autovettura può essere lasciata nei pressi della sbarra metallica. In appena 10 minuti si è sulle rive del fiume.

Il Farfa nasce dalla sorgente detta “Le Capore” in località Frasso Sabino e dopo un percorso di circa 25 chilometri raggiunge il Tevere proprio all’interno dell’Oasi di Nazzano; nell’ultimo tratto il Farfa trascina ingenti quantità di sedimenti tanto che l’acqua si opacizza assumendo un colore biancastro.
In realtà il fiume ha acque pulite che ospitano una gran varietà di pesci.

Arrivati sulle rive del bel fiume le possibilità sono due: risalirne il corso o seguire la corrente.

Il paesaggio in questa zona è particolarmente bello; le morbide colline sono ricoperte di olivi mentre nelle parti pianeggianti, tra biancospini e alberi di Giuda, ci sono grandi prati dove frequentemente pascolano greggi di pecore.

Se si decide di risalire il corso del Farfa è sufficiente seguire l’ampia sterrata che lambisce i pascoli; il fiume in questo tratto scorre lentamente nascosto da una fitta galleria di salici e offre numerose radure dove sostare per un pic-nic.
Nella stagione calda, approfittando delle numerose anse dove l’acqua è “in morta” è possibile fare il bagno.

Quando si cammina per campi o prativi è bene farlo rimanendo ai margini e richiudere con cura tutti i cancelli che si incrociano.
Se invece si vuole seguire la corrente allora, alla fine della sterrata, si svolta a destra e passato sotto il ponte in cemento si prosegue lungo il sentiero.

Chi se la sente, sfruttando tratturi, strade bianche e qualche guado, può tentare di arrivare sino al Tevere che dista appena 2 chilometri e mezzo.

Ma le sorprese non sono finite; proprio sotto il ponte in cemento il fiume scende impetuoso per una selvaggia forra. L’attraversamento di questo tratto di fiume richiede la presenza di una guida esperta in “canyoning” oltre alla disponibilità di adeguato equipaggiamento: casco, muta, corde, imbracature e discensori.

Vale comunque la pena osservare l’imbocco della forra e magari consumare il pranzo al sacco nella frescura di quel luogo magico.

Se poi invece dei panini vogliamo gustare le specialità della Sabina non abbiamo che l’imbarazzo della scelta; tra Passo Corese e Castelnuovo di Farfa ci sono numerosi ristoranti e trattorie.
Tanti anche gli agriturismi dove acquistare ricotta, formaggi, olio della Sabina e pane di Farfa cotto nei forni a legna.

Volendo concludere la giornata in bellezza si può raggiungere il vicino paese di Mompeo per visitare il Monumento Naturale “Gole del Farfa”, un sito di importanza comunitaria.

Francesco Gargaglia

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1 commento

  1. vicino a questo bellissimo borgo sabino e alla sua oasi si trova la mia collezione botanica di aceri se qualcuno fosse interessato si trova a Borgo Quinzio esattamente a circa 12 km da Farfa

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