Home ATTUALITÀ L’Olimpico senza cartelli, una noia assoluta

L’Olimpico senza cartelli, una noia assoluta

stadio olimpicoNeanche un epiteto su carta sugli spalti, cartelli vietati sugli spalti dell’Olimpico. Lazio-Milan finisce 1-1, gioco ai minimi termini, ritmi blandi e metà squadre spesso sotto palla nel primo tempo, quelli di Reja pareggiano in rimonta ma sorge il sospetto che ridarebbero la vita pure a uno Zombie mentre dal niente nascono il gol annullato a Novaretti e l’autogol di Konko sul velleitario tentativo di Kaka di tornare re per una notte.

Diventano evidenti le magagne di Biava, l’uomo sbagliato nel posto sbagliato quando Novaretti azzarda il primo gol italiano e soprattutto quando dà il “la” all’azione dello 0-1, utile per scoprire che fra i pali adesso c’è di nuovo Berisha, che Marchetti s’è di nuovo fermato ai box.

Torna a sorridere Seedorf, rialza la testa dopo tre ko di fila e si rimette ad applaudire con le mani bene in vista come quando, tolte le redini ad Allegri, pareva andargli l’acqua per l’orto. Ma l’olandese sta peggio dell’allenatore laziale, che almeno in trasferta viaggia a ritmo Champions e mantiene invariato il distacco di 5 punti dalla zona Europa league: pareggia il Parma, e Inter e Verona vanno al tappeto come un pugile suonato.

Pareggia perché dopo un’ora di gioco Biglia e Gonzalez si ricordano che i centrocampisti possono anche tagliare gli spazi e duettano di testa buttandosi a capofitto sul cross-Candreva. Non c’è casualità, levassero il freno a mano Keita e gli altri, a fine partita arriverebbe il benservito berlusconiano al tecnico milanista. Invece, rimandata la resurrezione laziale, assistiamo a un finale che avrebbe reso felice Luis Enrique, un tiki-taka cui viene aggiunta la paura di subire un altro gol nato dal niente assoluto.

Forse stavolta avremmo preferito leggere i cartelli di contestazione al gestore di Formello, avremmo trascorso meglio il nostro tempo. Al contrario, siamo stati avviluppati dalla noia. Che spunto, per un’altra perla del Califfo.

Moremassi

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