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MAXXI, in 15 foto la vita di Ilaria Alpi: dalla giovinezza alla tragica scomparsa

mostra-alpi-120.jpgInaugurata ieri, 20 marzo, al MAXXI, “Mi richiama talvolta la tua voce”, la mostra fotografica dedicata ad Ilaria Alpi, la giornalista RAI nata e cresciuta a Vigna Clara, uccisa in Somalia nel 1994. Attraverso le foto di Paola Gennari Santori, fotografa amica di Ilaria, e i racconti di personaggi della cultura e dello spettacolo, la mostra tesse la vita di una bambina poi donna il cui omicidio è ancora oggi, a venti anni di distanza, uno dei grandi misteri del nostro Paese.

Il Ministro degli Esteri Federica Mogherini, presente all’inaugurazione, tuttavia ha rassicurato: “La procedura di desecretazione degli atti è stata avviata”.

Ritagli di giornale. Un orecchino. I sandali che Ilaria indossava al momento della morte. La mostra “Mi richiama talvolta la tua voce”, inaugurata il 20 marzo al MAXXI, cerca di raccontare la vita di una giornalista ma soprattutto la vita di una bambina diventata donna.

Sono passati 20 anni da quel 20 marzo 1994 quando Ilaria Alpi, giornalista della RAI, e il suo operatore Miran Hrovatin sono stati uccisi a Mogadiscio, in Somalia. Sono passati 20 anni eppure la verità sull’omicidio della reporter e del collega sembra ancora lontana.

Tuttavia, il Ministro degli Esteri Federica Mogherini, presente all’inaugurazione della mostra, ha rassicurato sull’avvio della procedura di desecretazione degli atti che era stata richiesta al Governo dal Presidente della Camera Laura Boldrini: “Credo che questo sia il miglior modo di onorare più che la memoria di Ilaria, il suo lavoro – ha spiegato il Ministro – perché la stessa ricerca della verità che muoveva lei deve muovere noi verso la ricerca della verità sulla sua storia e la sua fine”.

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La mostra allestita da Paola Gennari Santori, amica e compagna di studi di Ilaria, insieme con la madre della giornalista, Luciana, vuole raccontare il prima di quell’orrore e il prima di questi 20 lunghi anni di silenzi e menzogne.

Le quindici foto esposte al MAXXI sono intrise della passione e dei ricordi di Ilaria Alpi. Tutte accompagnate da un racconto di chi Ilaria l’ha conosciuta o di chi si è impegnato e appassionato del suo caso. Un viaggio esperienziale che unisce immagini e parole.

Una mostra in cui due punti di vista diversi ma complementari si incontrano, per descrivere la complessità del mondo di Ilaria nella sua dimensione più intima, in un percorso che va dalla sua prima giovinezza fino alla tragica scomparsa.

Il percorso inizia con Ilaria bambina, una medaglia al valore civile e alcune righe scritte da Giovanna Botteri che Ilaria, “cittadina del mondo”, l’ha conosciuta ai tempi in cui entrambe lavoravano in Rai.
Il percorso attraversa l’infanzia, l’adolescenza e gli anni universitari di Ilaria scorrendo tra i racconti scritti da Dario Fo, Paolo Fresu, Dacia Maraini, Fiorella Mannoia, Carlo Lucarelli, Margareth Mazzantini, Valeria Parrella, Marcello Fois.

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Un paio di scarpette bianche, un abbraccio con la madre. I Beatles. Una foto seduta con le gambe incrociate. “Queste foto – spiega Paola Gennari Santori, autrice delle immagini – raccontano la vita di una bambina molto amata, cresciuta in una famiglia che l’ha seguita e sostenuta sempre con grande impegno e amore. La vita di una ragazza che amava la musica, amava viaggiare, amava il Medioriente. E poi con grande impegno ha scelto di svolgere la sua professione”.

La si vede, infatti, Ilaria crescere nelle foto. La si vede diventare una donna, una giornalista. Bloc-notes sempre in mano. Occhiali da sole. Davanti a lei la telecamera. Intorno l’Africa.  Per arrivare all’ultima foto, i vestiti che indossava il giorno in cui è stata uccisa venti anni fa. Pantaloni di lino arancioni, una camicia bianca e un paio di sandali “che portano ancora l’impronta dei tuoi piedi” scrive Dacia Maraini.

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All’inaugurazione della mostra (in esposizione fino al prossimo 30 marzo) erano presenti anche Mariangela Gritta Grainer, Presidente dell’Associazione Ilaria Alpi, Giovanna Melandri, Presidente della Fondazione Maxxi e Lidia Ravera Assessore alla Cultura della Regione Lazio. Tutte hanno ricordato l’impegno civile e l’entusiasmo di Ilaria, sicure che non basta ricordare ma che c’è bisogno della verità.

Daniela Buongiorno

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