Home AMBIENTE Le stazioni meteo locali sono utili o no?

Le stazioni meteo locali sono utili o no?

dsci0028.jpgLa nota del 21 febbraio con la quale si annunciava che il XV Municipio aveva acquisito una “stazione meteo”  Davis Vantage Vue (una delle stazioni professionali più usate) ha suscitato nella stampa locale particolare interesse. Se la notizia abbia suscitato nei residenti del quindicesimo lo stesso interesse è difficile dirlo dal momento che per i non esperti le notizie meteo sono quelle che si ascoltano in TV o si leggono sullo smart-phone.

Non solo: ma la grande mole di informazioni che arrivano continuamente da radio, televisione e Internet non rendono superflua una stazione di questo tipo?
Secondo noi no e vi spieghiamo anche il perché.

Sono passati molti anni da quando le previsioni le faceva il Colonnello Bernacca (un pioniere del meteo) usando prevalentemente “carte sinottiche” sulle quali venivano riportate le aree di alta e bassa pressione.

Oggi grazie alla tecnologia i meteorologi dispongono di sofisticati sistemi di osservazione e di analisi; per le previsioni di più giorni si utilizzano complessi modelli matematici che utilizzano i dati rilevati dalle stazioni meteo (stazioni terrestri, aerei, navi, boe, palloni sonda).

Si tratta di calcoli talmente complessi che possono essere effettuati solo da “super-computer”; basti pensare che per una previsione di 10 giorni per l’intero globo sono necessarie 20.000 miliardi di operazioni in quanto i circa 130 milioni di sistemi di equazioni devono essere risolti 720 volte.

Un milione di metereologi usando una calcolatrice impiegherebbero appena tre anni mentre un supercomputer, con una potenza di calcolo di 250 miliardi di operazioni al secondo, ci mette appena 3 ore (fonte M.Giuliacci).

La previsione ovviamente a causa delle numerose imprecisioni matematiche e di una insufficiente quantità di dati iniziali risulta tanto meno attendibile quanto maggiore è l’arco di tempo preso in esame; per una validità riferita a 4-5 giorni la probabilità (e non la certezza) del verificarsi dei fenomeni è del 65-70%.
Più precise risultano invece le previsioni effettuate ricorrendo alle immagini, anche all’infrarosso, fornite dai satelliti o dai radar meteorologici anche se poi interessano una arco di tempo di circa 8-12 ore (sul Monte Midia, vicino Tagliacozzo, c’è un radar con un “range” di 120-240 km).

In ogni caso le previsioni sono sempre riferite a zone più o meno ampie e non a singole località; anche se la “meteorina di turno” ci assicura che su Roma il sole splenderà potrà capitare che a Monte Mario il cielo è sereno mentre l’EUR sarà ricoperto da imponenti cumuli.

Ecco quindi che trovano il loro utilizzo le stazioni professionali in grado di rilevare, per un determinata area, i parametri riferiti a temperatura, pressione, umidità, direzione ed intensità del vento e soprattutto i millimetri di pioggia caduta.

Se la previsione fatta dai Servizi Meteo ipotizza una certa quantità di pioggia il nostro pluviometro sarà in grado di confermarcelo; oppure ci dirà che quella che sta precipitando al suolo è una quantità maggiore di quella stimata.

Una rete di 4-5 stazioni e un po’ di esperienza saranno pertanto in grado di integrare le informazioni fornite dall’AM o dalla Protezione Cvile e di avere un quadro assai più preciso della situazione locale.

Molti enti, istituti scolastici, aziende agricole, aeroclub e porti turistici fanno oggi ricorso alle stazioni meteorologiche di tipo professionale come quella installata dalla locale Sezione di Protezione Civile a Cesano o la LACROSSE-WS2810 di Valle Muricana che oltre a far parte, come stazione di rilevamento, di alcuni siti nazionali ed internazionale (Weather Wondreground e PWS) fornisce un “report” giornaliero e le immagini di 2 web-camera (Valle Muricana Meteo).

Francesco Gargaglia

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