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Sei del Fleming e di Vigna Clara se…

gruppofb.jpgManie del web. Sei del Fleming, di Vigna Clara, di Cesano? Allora ti ricordi che….Gruppi di Facebook nati da pochi giorni ma con già più di 1300 membri, e che continuano ad aumentare. Creati per gioco, per condividere vecchi ricordi con pochi amici, diventati subito virali. Un amarcord travolgente. Chi ne fa parte li considera una droga, un virus, un’irrinunciabile ventata d’aria dal passato. Quando si stava meglio? Forse.

Esperimenti nati dall’amore per il territorio, riusciti e accolti con entusiasmo da tanti, dai vecchi amici, ma anche dai volti mai incontrati e da quelli arrivati dopo, che hanno voglia di sapere com’era il posto in cui oggi vivono. E VignaClaraBlog.it non poteva certo farseli sfuggire.

Un gruppo allargato

L’iniziativa di creare il gruppo facebook “Sei del Fleming e di Vigna Clara se…” è partita da Fabio Massimo Zito che, dopo aver vissuto qualche anno a Madrid, è tornato a vivere al Fleming, dove è nato e cresciuto .

In un post egli scrive: “Ho ritrovato persone che il tempo aveva nascosto negli angoli più profondi della mente. Volevo trasmettere la gioia di rincontrare un passato che ci ha visti protagonisti di una vita spensierata insieme ad altri scapestrati” .

“L’idea è nata camminando per il quartiere, mentre cercava di ricordare facce e luoghi che ormai non c’erano più. – ci racconta – Chi meglio dei miei amici poteva soddisfare questa mia curiosità? Poi è successo quel che è successo. Sapere che tante persone si sono rincontrate grazie a questo gruppo, che stanno rivivendo una gioventù oramai persa anche dai ricordi, mi rende felice.”

Ci si conosce bambini, si cresce insieme e poi la vita ci separa, portandoci chissà dove. E tra i meriti di Facebook c’è anche questo: il permettere di rincontrare quei volti lontani e ormai cambiati, ma mai dimenticati.

Amarcord di Vigna Clara

I ricordi avanzano veloci, ognuno mette il suo, e si accavallano così post allegri e divertenti. Difficile seguirli tutti, ma ne vale la pena, perché dipingono un magnifico panorama di una Vigna Clara anni ’60, con tanto di album fotografico.

Impossibile, a quanto pare, dimenticarsi del bar Anzuini e della sora Maria, dai modi burberi e la retina in testa, tappa fissa per il suo gelato a “ginguegento lire”.

C’era poi Peppino, che girava col suo carretto vendendo gelati in estate e lupini e olive in inverno, Mimmo il gommista, Benito il barbiere, il giornalaio detto Il Grinta e il Baffo della municipale, l’incubo di tutti i motorini. Ma anche di Don Gianni della parrocchia di Santa Chiara e di Don Piero del Preziosissimo Sangue.

Se sei cresciuto a Roma Nord attorno agli anni ‘60-‘70, non puoi non aver mangiato i supplì dei fratelli Trenta e la porchetta di Sora Rosa a Ponte Milvio, o non ricordare del circolo del tennis in via Roccaporena, delle lezioni di judo del Maestro Nisticò, del cinema Aurora e del negozio di giocattoli “Federico”. E come non citare il bar Teodori con il primo flipper?

Il negozio più vecchio ancora aperto? Il primo posto nel podio è di “Giovannetti Mobili”, aperto dal 1933, a seguire “Vini e Oli” della sora Giulia, dal 1956, ed Ennio Shoes, ormai alla terza generazione di clientela.

La lista continua, si aggiorna in continuazione, portandoci indietro nel tempo e facendoci sentire parte di un unico passato, anche quando visto con gli occhi degli altri. Provare per credere.

Giulia Vincenzi

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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18 COMMENTI

  1. Aggiungo :

    1) Il muretto in fondo a Via Cascia prima del prato
    2) Don Cesare
    3) Palazzo Mazzetti a Via Messedaglia
    4) Via Nerone (ora Via dei Fabi)
    5) Cinema Aurora
    6) Bar Andromeda sotto i portici in Piazza M. da Spoleto
    7) Albero di fighi in fondo a Via Roccaporena
    8) L’ “1 ” da Piazza Augusto Imperatore a Viale Tor di Quinto

  2. 1) la rosticceria/pizza a taglio di Piazza Monteleone di Spoleto (ora ristorante 1,2 e 3);
    2) La gelateria a gestione familiare di Piazzale Ponte Milvio (fantastico gelato nei pozzetti) dove ora c’è il Pellicano;
    3) il negozio di dischi di via Bevagna;
    4) la trattoria di via Prati della Farnesina detta “da naso”;
    5) il giocattolaio di Via Flaminia Vecchia;
    6) La pizzeria ” i tre scalini” a Via Flaminia Vecchia, angolo Via Bevagna;
    7) lo studio di registrazione a Via Bartolomeo Gosio (angolo via Bevagna) e i vari musicisti che allora abitavano nel quartiere (L. Dalla, Ivan Graziani, Cocciante);
    8) Il circolo Fleming e i tennisti del quartiere (Pietrangeli, Panatta);
    …e Luciano Salce, Severino Gazzelloni, Ornella Muti, Michelangelo Antonioni, Monica Vitti, la Lazio campione d’Italia, ecc. ecc.

  3. Egregi Fabio e Marco posso aggregarmi a questo simpatico amarcord ? Vorrei ricordare, se non è la stessa di cui al punto 4 del qui sopra elenco, la trattoria “da Gnegno” di via Prati della Farnesina dove si gustava una verace cucina romana migliore pure di quella di Augustarello nel centro storico. Di sapore in sapore vorrei ricordare Rinaldo che ora non c’è più, nè lui nè la sua salumeria, che da metà anni 50 fino a qualche anno fa a metà di via Orti della Farnesina ci ha deliziati con i suoi salumi e formaggi umbri e con i suoi continui “grazie signore, grazie signore”, ah che ricordi e che prosciutti ! Scusate l’intrusione mangereccia, tanti saluti.

  4. Mauro
    2) la gelateria era Arcangeli…la granita al cioccolato era divina!
    5) il giocattolaio di via FLaminia Vecchia: Piccolo e riempito fino all’orlo era gestito dalla moglie dell’altro giocattolaio quello di piazza monteleone da spoleto

    alla fine di corso francia resiste “I due Otri” anche se ne rimane solo il nome…

  5. Urbano, la trattoria che io e molti della zona chiamavano “da naso” è diventata poi “da gnegno”, mantenendo inalterati gli interni del locale (ottima anche questa, faceva dei filetti di baccalà alla piastra divini). Oggi purtroppo il locale è stata ristruttutato e al suo posto c’è un ristorante di pesce. Grave perdita, come quella della gelateria “Arcangeli” (grazie Fabio per avermene ricordato il nome).

  6. E il cinema della parrocchia di Ponte Milvio ? E il parroco don Gastone ? E il fornaio, mannaggia non ricordo il nome, che stava proprio sotto il ponte dell’Olimpica in via Orti Farnesina che era aperto anche di domenica e ci compravamo il pane fresco quando si tornava dalla messa ?

  7. La signora Beatrice, una vecchietta che sembrava la befana bionda e che faceva porta a porta accettando solo cibo, pasta o altro, mai soldi….un ricordo caro di una Via Cortina d’Ampezzo rurale….

  8. L’amarcord di vigna clara potrebbe essere:
    1.La frutteria, l’alimentari e la macelleria a via di vigna stelluti dove ora ci sono Yamamay ecc.
    2.Il cinema Vigna clara con unica sala al posto dell’Odeon
    3. La scuola di danza Lia dell’Ara al terzo piano di piazza Jacini
    4. Don Gianni a Santa Chiara
    5. Le altalene di legno di piazza Carli
    6. La signora del tabaccaio di via Besso
    7. Il bar Euclide ora Vigna stelluti ai tempi del massimo splendore
    8. Lì accanto Zingone, vestiti per bambini
    9. Bruscoli per i costumi da bagno a piazza carli
    Qualcuno si ricorda altro?

  9. . . . .e sopratutto quando il Fleming si chiamava Tor di Quinto !!

    Tor di Quinto diventa Fleming perché stufi di essere presi in giro quando si andava a giocare a calcio negli altri campi e sentirci dire di tutto (allora non c’era la Via Salaria . . . .) quindi giocando sul prato alle spalle dell’albergo Fleming diventammo quelli del Fleming !!!
    Vuoi mettere quanto era più elegante !?

  10. Dai fatevi sotto, perché si chiama Vigna Clara o Vigna Stelluti ? Domanda troppo facile, a chi indovina la risposta poi gliene farò una più difficile

  11. 1 “Federico” a Via di Vigna Stelluti: giocattoli e cartoleria
    2 La cartoleria Kosmos a Via della Farnesina
    3 Casalinghi Maddalena a Via Orti della Farnesina
    4 Il negozio di sport Carducci a Via della Farnesina
    5 La rosticceria di Ponte Milvio (dove adesso c’è il ristorante)
    6 Bombolo ai giardini di Via della Farnesina (la rotonda)
    7 Il vinaio a Via della Farnesina (vicino a Carducci)
    8 I panini con la porchetta di Ponte Milvio
    9 La Titanus a Via della Farnesina
    10 La fattoria all’angolo con Via della Maratona

  12. via nemea a doppio senso
    il caffè noir su piazzale di ponte milvio, praticamente la pizza al taglio by Gianfornaio
    il negozio BORG a via nitti ( dove comprare i Levi’s..o i rifle con le tasche rettangolari..)

  13. Mi ricordo che Viale Tor di Quinto quando ero piccolo (anni ’60) molti lo chiamavano ancora Viale Lazio, mentre la Collina Fleming, il nucleo edificato in occasione delle Olimpiadi di Roma del 60, attorno a Via Fleming, Via Tiberio, Via Gosio e Via Guidobanti, era nota a Roma come la “collina dei miliardari”. Il resto del quartiere era la Borgata Tor di Quinto, lungo la Flaminia,Vecchia, dei primi del ‘900. Resistono ancora alcuni vecchi immobili dell’epoca, sparsi qua e la’; Quelli piu’ rappresentativi di quella borgata di inizi 900 sono forse l’attuale chiesa del Gesu’ e Maria, l’ippodromo militare e il poligono di tiro dell’allora Viale Lazio. L’ippodromo e’ minacciato da un grossa speculazione edilizia che prenderebbe corpo qualora Roma ospitasse le Olimpiadi; dovrebbe ospitare infatti l’eventuale nuovo villaggio olimpico

  14. Io mi ricordo il caffè Tazza d’oro di Vigna Stelluti e il suo gentile proprietario, di mattina incontravo spesso Andy Luotto che era parente del proprietario e ci scambiavamo un paio di battute, era un bar piccolo ma trasmetteva simpatia e familiarità, ormai sempre più difficile da trovare, per me l’unico di questo genere è rimasto Rispoli a ponte milvio, un bar d’altri tempi.

  15. il ciclista, il negozio ancora c’e’ gestito dal figlio, ma molto nascosto dall’enorme gazebo di Mondi….e le “carni star” su al fleming..Ulderico pizzeria a viale Tor di Quinto…Ristorante “I cardinali o Cardinale” a destra della Casina Valadier, l’altro stavea a Prima Porta/Labaro con giardino interno e doppia vasca sormontate da un ponticello con le trote vive…la profumeria Gazzotti gestita da due signore all’inizio della Cassia…il vecchio arredo della farmacia Spadazzi con I banconi in legno e le scale scorevoli….beh infine un classico, il mercato nella piazza….

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