Home ATTUALITÀ Isola Farnese, due frane preoccupano i residenti

Isola Farnese, due frane preoccupano i residenti

“Vorrei segnalare un paio di situazioni alquanto anomale a Isola Farnese”. A scriverci è Marco Marzuolo, Presidente dell’Associazione Pronto Intervento C.B. – Nucleo Protezione Civile, un gruppo di volontari che da 14 anni sono in prima linea sulle solo sul territorio del XV Municipio. “In Via dell’Isola Farnese a circa duecento metri dall’incrocio con Via Riserva Campetti, da circa due settimane campeggia un impianto semaforico ed alcune transenne a causa di una frana che si è verificata il 2 febbraio in occasione dell’alluvione che ha colpito principalmente Roma Nord.”

“Non ci sarebbe nulla in contrario – dice Marzuolo – se non per il fatto che quest’impianto è funzionante solo di giorno e quindi, malgrado la segnaletica presente sul posto, potrebbe essere di scarso impatto visivo già che non vi sono le luci da cantiere così come la normativa sulla sicurezza stradale prevede. In questa frana, oltre ad esserci terra e rami che invadono parte della carreggiata, si è aperto l’ingresso ad una grotta che da tempo era stata murata preventivamente per evitare spiacevoli inconvenienti.”

“Il traffico, su una strada utilizzata dai residenti di Isola Farnese, impazza alle 8.30 ed alle 16.30 quando gli alunni della locale scuola entrano ed escono. Questo crea polemiche circa lo stato presunto di abbandono delle periferie. Un dettaglio: la parete franata sembra appartenere ad un residente del luogo e quindi ci si domanda: di chi è la competenza?”

Ma non solo. Un’altra frana, accaduta lo stesso 2 febbraio, campeggia anch’essa pericolosamente tra due abitazioni poco più avanti di quella appena descritta, sempre su Via dell’Isola Farnese poco prima di giungere nelle adiacenze del parco giochi.

“Anche questa – sottolinea Marzuolo – è abilmente transennata e segnalata dai cartelli che indicano i lavori in corso, la velocità e le luci da cantiere. L’angoscia dei papà e delle mamme dei bambini che frequentano la scuola elementare tuttavia è comprensibile: e se cadesse quella ringhiera? E se dovesse piovere più del normale come è avvenuto il 31 gennaio? E se cedesse il muro dell’abitazione? I nostri figli saranno isolati dal resto del quartiere. Questa è l’unica via percorribile”.

“L’attenzione posta in essere con la messa in sicurezza delle aree descritte non basta – incalza Marzuolo – soprattutto se per lunghi periodi. Vorrei delle risposte in merito al calendario di sgombro delle macerie e del legname, dell’eventuale puntellamento, dei lavori da svolgere “quando” e di chi la competenza, e soprattutto ricordare che la periferia deve essere al primo posto di ogni singolo intervento di ripristino. La periferia – conclude – è il biglietto di benvenuto di Roma Capitale ed i residenti vogliono essere confortati da questa affermazione”.

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