Home ARTE E CULTURA Chiusa al Crocetti la mostra “Canone inverso”

Chiusa al Crocetti la mostra “Canone inverso”

Chissà se il concetto di canone inverso, oltre che in musica, può essere applicato anche alle arti visuali. La questione se l’è posta Gianni Tarli, pittore contemporaneo tra i più apprezzati, le cui opere è stato possibile ammirare presso il museo Venanzo Crocetti, in via Cassia 492, in una retrospettiva intitolata, per l’appunto, “Canone inverso”.

L’esposizione, che ha chiuso i battenti lunedì 17 febbraio, è stata incentrata su una serie di dipinti dell’artista nato in Svizzera e trapiantato in Italia che si configurano come tracce delimitanti differenti campi di colore le quali sfuggono ad ogni apparente razionalità ma che allo stesso tempo sono dotate di un ordine maggiore che permette all’occhio umano di percepirle come immagini.

L’intento dell’autore è interpretare in senso grafico quello che in musica è il canone inverso, con un occhio da una parte alla pittura espressionista e dall’altra alla pop-art. Un omaggio alla mutevolezza insondabile dell’essere.

A corredo dell’esposizione, alcune sculture suggerite a Tarli dagli studi che lo stesso ha compiuto sul Maestro Venanzo Crocetti. Non un’interpretazione manieristica, ma un vero e proprio percorso alla ricerca del significato più recondito del pensiero del grande scultore abruzzese cui il museo che ha ospitato la mostra di Tarli è dedicato. Tuttavia, mentre Crocetti utilizzava principalmente materiali quali bronzo e marmo, le opere di Tarli sono in policarbonato, un materiale del tutto trasparente che – sostiene l’autore – lascia intravedere l’anima.

Ad accompagnare la mostra, il meraviglioso sottofondo musicale sulle note del Maestro Francesco Marchetti ispirate proprio da alcune composizioni suggerite dalle opere di Gianni Tarli e caratterizzate da un fitto tappeto di brevi sussulti, fruscii e frammenti sonori quasi ambient e perfettamente in linea con il mood del percorso espositivo.

Valerio Di Marco

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