Home ATTUALITÀ Calendino, Mori (FdI XV): “Sinistra sfugge voto segreto su sfiducia Ottavi”

Calendino, Mori (FdI XV): “Sinistra sfugge voto segreto su sfiducia Ottavi”

mori-calendino.jpg“Nella serata di oggi si è consumata la vicenda finale della squallida storia che ha visto la sinistra consentire l’alloggio di famiglie di nomadi, vicine politicamente a SEL, nelle strutture alberghiere adiacenti alle case degli alluvionati di Prima Porta in XV Municipio.” Lo comunicano il capogruppo di Fratelli d’Italia in XV Municipio, Giuseppe Calendino, e il portavoce dell’Assemblea Costituente Fratelli d’Italia Municipio XV, Giorgio Mori, che così continuano.

“Fratelli d’Italia aveva legittimamente deciso di protocollare una mozione di sfiducia verso l’assessore alle Politiche Sociali, proprio di SEL, Michela Ottavi, in quanto da noi ritenuta responsabile per i fatti avvenuti. Dopo i tentativi in ogni modo di evitare la discussione della mozione perché non sarebbe stata attinente al Consiglio straordinario, il VicePresidente Vicario del Consiglio del Municipio XV, Riccardo Ruggeri (PD), in assenza del Presidente Luigina Chirizzi (PD), ha deciso di respingere la richiesta di voto segreto sulla mozione, evidenziando tutti i timori che il suo gruppo aveva in relazione all’esito finale della votazione del documento e che avrebbero potuto facilmente concretizzarsi in presenza di prevedibili “franchi tiratori” che non avevano gradito questa brutta storia.”

“Tale ipotesi – sostengono i due esponenti FdI – è confermata dalla rabbiosa reazione dell’Assessore Ottavi e del suo compagno nonchè Capogruppo di SEL, Alessandro Pica, nel momento in cui hanno avuto contezza che la mozione veniva ritirata dalla discussione da parte del proponente, il capogruppo di FDI, Guseppe Calendino, avventandosi duramente in modo verbale contro di lui. Anche se il testo della mozione non conteneva riferimenti personali, è indubitabile che il clima fosse stato avvelenato dalla circostanza che il capogruppo Alessandro Pica, in veste pubblica di agente di P.S., fosse stato il primo ad identificare i ragazzi di Fratelli d’Italia che erano stati a manifestare davanti all’albergo.”

“Per l‘ennesima volta, la sinistra municipale non ha avuto il coraggio di affrontare un importante confronto con noi su temi di integrazione, difettando però questa stavolta anche di quella compattezza che sarebbe stata provata soltanto col voto segreto, in cui invece l’indicazione del Presidente sarebbe potuto essere stata disattesa, privilegiando una scelta libera di coscienza su un tema delicato come il “conflitto di ruoli di un consigliere e della sua compagna-assessore. Da questa storia – concludono Mori e Calendino – la Giunta municipale di Torquati esce certamente indebolita.”

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14 COMMENTI

  1. Sulle questioni relative alla “fiducia” è sempre opportuno che, nell’esprimersi, ci si prenda la responsabilità del voto: del resto, anche per il Governo la votazione è a scritunio palese. Giusto decidere, quindi, che anche nel Consiglio del Municipio XV ognuno avrebbe dovuto prendersi la responsabilità…

    Quanto al cons. Pica, mi astengo da qualunque considerazione: poichè non avrei la diplomazia del comunicato di Mori e Calendino, finirei per ricevere un ban dai moderatori del blog!

  2. La fiducia, se è elemento necessario che lega un governo al Parlamento, deve essere espressa nella forma del voto palese in quanto il voto è elemento essenziale e costitutivo. E’ naturale che sia così perchè è anche un’assunzione di responsabilità, come correttamente dice lei.
    Ma la fiducia di un Assessore non è la fiducia del Consiglio nei suoi confronti, bensì quella che lega il Presidente all’assessore che lui ha indicato.
    In questo senso non esiste la possibilità che il voto di una mozione votata dal Consiglio possa incidere sulla fiducia di un soggetto terzo come il Presidente, che potrebbe tranquillamente disattenderlo.
    Allora rimaniamo nel campo nella “legittimità politica”, direi come dice il Regolamento, peraltro disatteso dal VicePresidente Ruggeri che “per qualsiasi atto sottoposto alla votazione del Consiglio, concernente l’apprezzamento o la
    valutazione di persone, si procede a scrutinio segreto” (art. 31 n.3)
    E in questo caso proprio il carattere di “segretezza” del voto avrebbe garantito la libertà del votante che si sarebbe potuto sentire libero da ogni vincolo di partito al Presidente. Nelle scelte dove conta la libertà di coscienza (si ricordi trappolone del PD sul voto presidenziale a Prodi) il voto segreto garantisce la maggiore libertà dal peso clientelare e dai vincoli di gruppo.
    Ma questa è cosa che i nostri padri discutevano duemila anni or sono:
    http://www.hevelius.it/webzine/leggi.php?codice=419
    Vi propongo allora un’analogia. Ma se il Presidente Giacomini nella scorsa consiliatura avesse consentito il voto segreto di alcuni documenti politici molto delicati ma che poi gli sono costati una mozione di sfiducia, pensate che avrebbe avuto la stessa forza ? Forse adesso capite meglio il senso del ragionamento.
    Il Presidente Torquati, ieri, che non vedevo in azione da un certo tempo, ha dimostrato una certa forza politica nel sapere tenuto insieme il suo gruppo nei voti palesi, ma al momento di dimostrare il proprio coraggio vale a dire che quella forza era sostanziale e convinta e non dunque legata ai vincoli di partito, lui si è tirato indietro, come chi lo ho preceduto.

    G.Mori
    Portavoce Assemblea Costituente Fratelli d’ Italia XV Municipio

  3. @Mori, capisco che avete bisogno di visibilità ma quest’ultima operazione fallimentare (manifestazione al Flaminius, aizzare la gente contro i Rom, e ridicola mozione di sfiducia a Michela Ottavi) vi caratterizza per quel che siete : una destra con scarso senso delle istituzioni che strumentalmente si aggrappa a tutto per sopravvivere. Secondo me è una politica che vale poco e che non aiuta neanche a un confronto che ho sempre auspicato.

  4. @ PIRA
    Se quella di Fratelli d’Italia (e di Mori in particolare) fosse “una destra con scarso senso delle istituzioni”, caro Pira, non ci sarebbe stata nessuna sfiducia a Giacomini. Anche l’ “altra storia” di Torquati è potuta iniziare grazie a chi – come appunto Mori (soprattutto) e Calendino – ha saputo essere coerente con l’Idea di Onestà in cui crede. E questo, per favore, Pira, non se lo dimentichi e non si permetta di scrivere certe cose: ma quale “bisogno di visibilità”?!?
    Lei, che alle primarie sostenne addirittura Ombuen, ora difende a spada tratta le scelte di Torquati? Ma guarda…
    Ho la convinzione che la Ottavi (e Torquati meno che mai) non ne sapesse nulla, ma la vicenda dei Rom al Flaminius è incommentabile. E, se Lei la smettesse di frequentare solo i circoli del PD, forse riuscirebbe a percepire che non c’è minimamente bisogno di certe iniziative per “aizzare la gente contro i Rom”: di come la situazione viene gestita (soprattutto dalla sinistra), infatti, i romani, anzi, gli italiani, ne hanno piene le tasche da soli. E i ragazzi di F.d.I. hanno solo dato voce a questa insofferenza.

  5. io francamente non ho mica capito che c’è di squallido nel fornire provvisoriamente un alloggio a persone che sono rimaste senza abitazione.

    Come definire allora il comportamento di chi va a lanciare, a volto coperto, petardi e fumogeni contro gli alluvionati alloggiati al Flaminius?

    Mi sembra che Mori e Calendino abbiano le idee un po’ confuse.

  6. ma non fate i buonisti a tutti i costi, vorrei proprio vedere se foste stati voi gli alluvionati che per tre giorni sono rimasti in parrocchia ammucchiati e quando arrivate all’hotel designato aveste scoperto che vi alloggiavano già gli zingari.

  7. @Diamante, ognuno la pensa come crede e io rispetto la sua opinione. La sfiducia votata contro Giacomini non aveva dagli esponenti di destra quello di fare un favore al mio partito ma di smarcarsi da un personaggio che aveva fallito. per il resto ripete argomenti a cui ho già risposto e non devo giustificare con lei scelte politiche che riguardano un confronto leale e democratico nel mio partito. Che sa svolgere il suo ruolo e sa rispettare le regole. Non mi pento di aver appoggiato una persona che ritengo di altissimo valore come Simone Ombuen e che rispetto il verdetto delle primarie che hanno eletto Daniele Torquati con cui ho avuto sempre un rapporto di lealtà e di rispetto tra l’altro reciproco. Sulla manifestazione di FdI ho già detto e ne ribadisco, anche come coordinatore municipale del PD, la totale NON condivisione ne del metodo ne dei contenuti.

  8. Contraddittorio il nostro Pira quando dice che non avremmo rispetto delle istituzioni, ma poi ricorda che abbiamo risolto i problemi del partito proprio dentro il Consiglio con una mozione di sfiducia, massima espressione del privilegio dell’istituzione e della libertà di coscienza contro il consociativismo e la partitocrazia.
    E ancora quando parla di confronto. Ma se noi il confronto lo abbiamo proposto al campo rom di Roman River e i suoi invece sono rimasti a casa rispettando le linee di scuderia di Marino e Cutini…
    Non ci siamo proprio Pira, non difenda l’indifendibile per favore.
    Pira, le rispondo anche nel merito. La sfiducia che votammo il 4 marzo 2013 non giunse al termine di un periodo di appiattimento, ma di forte critica alle scelte politiche che non accettavamo da tempo.
    Era una scelta politica, non di opportunismo. Così ci offende ingiustamente.
    Diamante ha ben capito che io, ma pure Peppe Calendino, non facciamo scelte contro le persone (Gianni ieri, Alessandro e Michela oggi) ma solo per le idee e per i progetti, per le cose in cui crediamo.
    Mi hanno ferito molto le parole proferite verso di me da Alessandro Pica al termine del Consiglio e che non riporto, ma le posso comprendere al termine di un Consiglio in cui lui forse ha capito che SEL sta diventando un problema serio per questa amministrazione.
    Un Consiglio che mi ha dato un’idea precisa, quella di reggersi fortemente nella figura di Torquati, il “Presidente ragazzo” che tiene abbastanza bene le sue file, ma, come chi lo precedeva, fonda esclusivamente sulla sua auctoritas il proprio potere.
    E’ il progetto del PD, mi spiace dirglielo, che … proprio non esiste.
    Non esiste in tema di sicurezza, non esiste in tema di trasparenza, non esiste in tema di integrazione, non esiste in tema di protezione civile, non esiste in tema di viabilità, non esiste in nulla.
    E Marino è la ciliegina sulla torta.
    Una torta amara per i romani.
    G.Mori

  9. Pira, quando Letta si è dimesso, oggi dopo la Direzione Nazionale del PD, ho subito pensato alle sue parole: “siete una destra con scarso senso delle istituzioni che strumentalmente si aggrappa a tutto per sopravvivere”.
    Mai parlare avventatamente, perchè le nostre parole potrebbero ritorcersi rapidamente contro di noi …

    G.Mori
    FDI ROMA XV

  10. @Mori, sulla sfiducia a Giacomini ha frainteso le mie parole : erano in vostra difesa; non vi siete comportati in quella occasione come ruota di scorta della sinistra come qualcuno accusa. Siete stati coerenti con un giudizio politico e una scelta difficile che ho rispettato. Meno quando avete di nuovo appoggiato Giacomini in un coalizione che davate di sicuro vincente. e che invece ha perso. Abbiamo 4 anni di tempo per smentire le sue profezie e valutazioni. I suoi giudizi sul PD municipale sono falsi : abbiamo visione, proposte e gente generosa e capace. Sette circoli attivi nel territorio, tanti iscritti e militanti che vogliono contribuire al buon governo. Ci saranno sbagli, carenze, ma anche tanto impegno e generosità. Sulle vicende nazionali commento altrove e non cambio linea.

  11. Non abbiamo dato per sicuro vincente Giacomini.
    Abbiamo segnalato anzi molto pesantemente il nostro dissenso al partito che aveva degli organi di controllo e dirigenza tanto ridicoli quanto privi di autorità come ha dimostrato l’immediato scioglimento del PDL dopo le elezioni.
    Però abbiamo dovuto accettare quello che veniva imposto dal Partito che aveva dovuto inghiottire questo boccone amaro come contropartita politica sul territorio.
    Non credo che dopo quello che è successo ieri il PD però possa dare lezioni di autonomia politica Pira… siamo seri.
    Noi abbiamo fatto ciò che era giusto prima del primo turno e prima del ballottaggio.
    Non rimpiangiamo nulla. E lo rifaremo dieci, cento, mille volte.
    Ci siamo assunti le nostre responsabilità. Oggi come ieri.
    G.Mori
    Portavoce Assemblea Costituente Fratelli d’Italia XV Municipio

  12. Se guardo dentro il Pd e debbo valutare certe scelte sono molto critico e sicuramente non taccio mai. Ma se devo compararlo con le altre opzioni lo rivaluto e continuo a lottare per migliorarlo. Faccio parte di una comunità politica che condivide ideali e prospettive. E finchè non ci obbligano a fare qualcosa contro la nostra coscienza andiamo avanti nuterndoci di dubbi, di proposte, di sconfitte ma anche di qualche vittoria e soddisfazione. Preferisco sbagliare con la mia gente che avere ragione da solo. Continuo a credere nel progetto del Partito Democratico. La storia dirà se con ragione.

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