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Il Codacons scende in campo per Prima Porta

Il Codacons si schiera a fianco dei cittadini di Prima Porta, dove gli allagamenti hanno reso inagibili abitazioni e negozi, con danni economici ingenti per i residenti e per gli esercizi commerciali.  Una nota dell’associazione fa infatti sapere che “Tutti i cittadini e gli esercenti di Prima Porta possono scaricare i moduli che a breve saranno pubblicati sul sito www.codacons.it e aderire all’azione lanciata dall’associazione attraverso la quale si chiede al Comune di Roma il risarcimento dei danni subiti.”

Sulla vicenda il Codacons annuncia anche un esposto alla Procura della Repubblica di Roma in merito alla gestione della diga di Castel Giubileo. Nello specifico l’associazione chiede di accertare se i disagi nell’area di Prima Porta si sarebbero potuti evitare qualora la diga fosse stata aperta con un margine di anticipo, e verificare eventuali responsabilità sotto il profilo penale.

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2 COMMENTI

  1. Noto con sempre maggiore stupore e grande rammarico che è in atto una corsa a chi arriva prima a dare certezze sui rimborsi dell’alluvione. Abbiamo visto sedi di partito che a mezzo stampa dichiarano di “accogliere le richieste di coloro che hanno subito danni e redigere elenchi dei danni subiti”, ora anche una associazione di consumatori che comunica la imminente disponibilità di appositi moduli sul proprio sito per presentare domanda di risarcimento… e chi più ne ha più ne metta. Sia ben chiaro se per una asssociazione di consumatori la cosa può rientrare nella normalità, cosa diversa è, a mio avviso, per una sezione partitica. Ma il punto è un’altro. In un paese normale non dovrebbe essere la pubblica amministrazione (il comune o municipio in questo caso) a portare a conoscenza degli alluvionati ogni elemento informativo utile ad orientare il cittadino circa le modalità, le procedure, gli uffici (ovviamente pubblici )e la modulistica per l’ottenimento dei rimborsi/contributi eventuali. Non solo. Se al momento comune e/o municipi non hanno ancora previsto tali procedure e modulistica ( e la cosa potrebbe anche essere comprensibile) dovrebbero almeno comunicarlo attraverso mezzi di comunicazione e siti istituzionali al fine di evitare confusione e soprattuitto che altri in modo legittimo o illegittimo si ergano a benefattori della patria.
    Andrea Simonelli

  2. Una doverosa precisazione. Per mero errore di battitura è sfuggito un punto interrogativo fondamentale nella mia risposta. La frase “in un paese normale non dovrebbe essere la pubblica amministrazione…..per l’ottenimento dei rimborsi/contributi eventuali” è ovviamente una domanda retorica e si conclude pertanto con un punto interrogativo.

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