Home ATTUALITÀ XV Municipio, Ottavi: “Social Card, un aiuto alle famiglie in forte difficoltà”

XV Municipio, Ottavi: “Social Card, un aiuto alle famiglie in forte difficoltà”

“Dalla prossima settimana fino al 28 febbraio sarà possibile presentare presso il XV Municipio in via Flaminia 872 le domande per richiedere la social card – carta d’acquisti sperimentale – a favore delle famiglie del territorio in forti difficoltà economiche: la carta prevede un contributo mensile dai 231 ai 404 euro concesso in base ai requisiti previsti dall’avviso pubblico ”. Ad annunciarlo è Michela Ottavi, Assessore alle politiche sociali del Municipio.

“E’ un progetto del Ministero del Welfare già avviato in altre capitali che oggi vede per Roma lo stanziamento di 12 milioni di euro. L’obiettivo di questa nuova carta – spiega Ottavi – è quello di aiutare i nuclei familiari (anche se a di altri Paesi Ue o extracomunitari purché titolari di regolare permesso di soggiorno) che versano in condizioni di estremo bisogno lavorativo con conseguente rischio di povertà per i minori. Nella nostra città i numeri della povertà, specie minorile, è raddoppiato negli ultimi anni passando a 30.000 giovani e bambini in povertà estrema.”

“La sperimentazione – conclude l’assessore – è l’inizio di un percorso e di un impegno dell’Amministrazione capitolina e municipale che dovrà rispondere in maniera sempre più diffusa ai bisogni crescenti delle diverse fasce di popolazione.”

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6 COMMENTI

  1. Anche dall’ex ministro Tremonti… ed è stata un fallimento. Non basta rinominare cose vecchie con nomi inglesi per dargli parvenza di modernità ed efficienza. Si tratta di elemosine e come tali vanno trattate. Basta leggere le condizioni in cui si deve trovare la famiglia :
    – condizione economica
    ● dichiarazione Isee in corso di validità fino a 3.000 euro annui
    ● patrimonio mobiliare come definito ai fini Isee inferiore a 8.000 euro
    ● eventuali trattamenti economici di natura previdenziale, indennitaria o assistenziale inferiori ai 600 euro mensili
    ● nessun autoveicolo immatricolato nei 12 mesi precedenti
    ● nessun autoveicolo superiore a 1300cc o motoveicolo superiore a 250cc immatricolati negli ultimi 36 mesi
    ● se il nucleo ha un’abitazione di proprietà: valore dell’abitazione ai fini Ici inferiore a 30.000 euro.

    L’assistenza si deve fare, le mense per gli affamati e gli alloggi per i senza tetto sono una vergognosa necessità. Ma, dal mio punto di vista, s’ha da fare nel dignitoso silenzio e on come misura di politica sociale adeguata. Diritti non elemosine. Lavoro no oboli. Aggredire le cause che provocano povertà non unicamente lenire gli effetti creando dipendenza e aspettandosi da parte di qualche ente di beneficienza, riconoscenza e appartenenza.

  2. Gentile Luca, caro Vincenzo,

    sarebbe stato paradossale per la città’ di Roma perdere 12 milioni di euro stanziati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali a favore delle famiglie in forte crisi.
    Non si tratta di fondi distratti al bilancio comunale ma di fondi che si aggiungono grazie alla volontà’ dell’Amministrazione di reperire fondi per il sociale ricorrendo alla progettazione : un indirizzo intrapreso in questi mesi anche dal nostro Municipio e da anni dalle capitali europee e internazionali.
    Le differenze con le carte del passato sono sostanziali , diversi sono gli obiettivi e i destinatari.
    La vecchia carta prevedeva un ammontare di 40 euro mensili – a fronte del contributo attuale che varierà’ dai 201 ai 404 mensili- per cittadini con più’ di 65 anni e famiglie con figli di meno di 3 anni. La carta d’acquisto sperimentale e’ invece destinata alle famiglie, anche se di Paesi UE o extracomunitari, purché’ titolari di regolare permesso di soggiorno.
    Bisogna , per correttezza sulle informazioni riportate, sottolineare che a differenza della vecchia carta si tengono presenti oltre alle condizioni economiche anche le caratteristiche del nucleo familiare e della condizioni lavorativa.
    Un indirizzo che va nella giusta direzione, sollecitata da Pira, di politiche attive di inclusione e promozione sociale.
    Si presta attenzione al disagio abitativo- pensiamo all’emergenza sfratti che coinvolge un numero crescente di nuclei familiari anche nel nostro Municipio-, alle famiglie con un solo genitore, alle famiglie numerose e con figli con disabilità’, all’assenza di lavoro.
    Non solo benefici economici : si prevede la presa in carico dei servizi sociali municipali e un progetto personalizzato volto al superamento della condizione di povertà’, al reinserimento lavorativo, all’inclusione sociale.
    Valuteremo i risultati dopo la sperimentazione: e’ comunque uno strumento che si aggiunge per aiutare chi e’ stato piu’ colpito dalla crisi anche con un percorso di politiche attive per le famiglie, la casa, la formazione, il lavoro.

    Saluti cordiali
    Michela Ottavi
    Assessore politiche sociali e sanitarie Municipio XV

  3. Cara Michela, faccio fatica a condividere la tua valutazione positiva su questa misura pensando che sia strategicamente adeguata a promuovere una nuova modalità di fare politica nel sociale. Iniziamo dai numeri. 12 milioni divisi per i 19 municipi sono poco più di 630 mila euro che il XV Municipio dovrà gestire. Facciamo una media di 300 euro a persona per un anno si riesce ad assistere 175 persone. Con queste cifre e con questi metodi non si risolvono problemi strutturali si fa assistenza, che è utile, necessaria, ma che sposta la soluzione dei problemi nel tempo aspettando altre diverse misure. Passare dall’io, anche nell’assistenza, al noi, prevedendo un coinvolgimento attivo della comunità anche nell’affrontare il disagio sociale. Favorire la diffusione di pratiche elaborative delle politiche sociali che vadano oltre i target più tradizionali (ad es. oltre il ragionare su anziani, disabili ecc.), ponendosi l’obiettivo di affrontare dimensioni nuove e trasversali del disagio sociale, che riguardano vaste fasce di età e gruppi sociali per elaborare politiche trasversali ai target e ai singoli servizi. Pensiamo – per fare qualche esempio emblematico – alle nuove precarietà lavorative, alle frammentazioni familiari, alle
    vulnerabilità psicofisiche nelle transizioni vissute in solitudine (la genitorialità o la vecchiaia), alla nuova connessione tra salute mentale e stress performativi, alla disattivazione crescente dei giovani. Ciò infatti permetterebbe di scardinare la suddivisione tradizionale tra parti sempre più frammentate del servizio sociale e sanitario, ma anche tra le stesse parti del servizio sociale (”per i giovani”, “per gli
    adulti”, “per gli immigrati” e così via). Una visione che superi la concezione che le politiche sociali siano per gli sfigati ma che siano globali, trasversali e garantiscano dignità e diritti. Per tutti i cittadini e non solo per i poveracci che l’assistenza e l’elemosina stigmatizza sempre e per sempre come tali. Mi auguro comunque che tu abbia ragione e che la card sia veramente un inizio di una diversa politica sociale che negli ultimi anni non ho visto attuare a nessun livello.

  4. errata corrige : i municipi sono ovviamente 15 e le disponibilità forse un po’ maggiori (800 mila euro) ma il ragionamento non cambia.

  5. questa social card è vergognosa tanto quanto la precedente carta roma è stata usata a fini elettorali.
    a parte che reddito isee 3000 euro con minore a carico non dovrebbe esistere in un paese civile, finirà che ne usufruiranno per lo più qualche posteggiatore abusivo nullatenente.
    la carta roma (che ripeto è stata usata come i pacchi alimentari a mero scopo elettorale) prevedeva un reddito isee 12500 dove potevano rientrarci tranquillamente i pensionati al minimo con modesta casa di proprietà, un obolo come giustamente fa notare vincenzo, ma quelle 60 euro ogni 2 mesi permettevano a tanti anziani, di cui molti soli, di pagare almeno le bollette.
    attenzione perché roma è una città di vecchi, la giunta precedente ne era consapevole tanto da occupare i centri anziani con vari galoppini elettorali, a questa invece pare che non frega niente di questo settore della società, ai numeri di carta roma (3 rate ancora da versare) non risponde più nessuno, e i pacchi hanno smesso di arrivare.
    i vecchi come gli elefanti queste cose se le segnano (sempre che ce la facciano ad arrivarci alla prossima tornata elettorale), attenzione.

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