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    Se un regalo è rotto, che fare?

    regali_di_natale.jpgCapita spesso che, trascorso il Natale, ci si accorga che qualche regalo appena scartato non funzioni bene o sia rotto, oppure si desideri cambiarlo. L’idea di tornare al negozio per cambiarlo può scoraggiare i più e allora ci pensa l’Aduc, l’associazione dei consumatori, a ricordare che, oltre al diritto di recesso, esistono diverse forme di garanzia di cui ci si potrà avvalere davanti al negoziante.

    Le garanzie del consumatore

    Se un bene è guasto o non corrisponde a ciò che è descritto sulla confezione, ci si potrà avvalere di:

    1. Garanzia legale a carico del venditore. Il venditore, a sua scelta, dovrà riparare o sostituire il bene entro “tempi congrui”, da pattuire insieme al consumatore. Se la riparazione o la sostituzione non fossero possibili, si ha diritto alla restituzione dei soldi. Questa garanzia è valida 2 anni, ma dopo 6 mesi dall’acquisto si deve dimostrare al venditore che il guasto è dovuto a difetti originari (o di fabbricazione), e non all’uso che si è fatto del bene. Inoltre, il difetto deve essere segnalato al venditore entro 2 mesi da quando lo si è scoperto.

    2. Garanzia del produttore. Si tratta di una garanzia contrattuale, e per sapere ciò che ci è dovuto dal produttore e/o centro di assistenza, si dovrà leggere attentamente il contratto di garanzia acquistato insieme al bene (di solito, lo si trova all’interno della confezione).

    Diritto di recesso

    Se invece si vuole esercitare il diritto di recesso (o ripensamento), l’associazione di difesa dei consumatori ricorda che la legge distingue tra i seguenti casi:

    1. Per gli acquisti fatti in negozio, la legge non prevede alcun diritto di recesso, a meno che non ci fosse un accordo in tal senso (alcuni negozi permettono infatti la possibilità di sostituire il bene o restituirlo in cambio di un buono acquisto, etc.).

    2. Per gli acquisti fatti a distanza (via Internet, telefono, ecc.) o fuori dai locali commerciali (per posta, a domicilio, negli alberghi, ecc.), la legge da’ diritto al recesso entro 10 giorni lavorativi dal giorno in si è fatto l’acquisto oppure dal giorno in cui si riceve il bene. Si ricorda inoltre che solitamente, le modalità di recesso sono previste nel contratto di acquisto. Per sicurezza, è comunque consigliabile esercitare il recesso con una lettera raccomandata a/r ed eventualmente rispedire il bene tramite assicurata. Qualora il produttore o il venditore si rifiutino di fare ciò che dovrebbero, sarà necessario richiedere il dovuto tramite una lettera raccomandata a/r di messa in mora. Eventualmente, si dovrà ricorrere al giudice di pace e denunciare l’accaduto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato.
    (fonte RaiNews.it)

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