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Grottarossa, la Fondovalle cambia nome

La Fondovalle cambia definitivamente nome, dal 19 dicembre si chiamerà “Via Germana Stefanini, Medaglia d’Oro al Valore Civile”. Doveva avvenire da diverso tempo ma si sa, la lentocrazia a Roma ha sempre la meglio. Poi qualcuno si ricorda che la decisione risale a luglio 2012 e la macchina amministrativa si mette in moto.

Facciamo un passo indietro e torniamo al 4 luglio 2012 quando la Giunta Alemanno decide di intitolare la nuova strada cosiddetta di Fondovalle, quella che va da via di Grottarossa a via Ischia di Castro, “Via Germana Stefanini, Medaglia d’Oro al Valore Civile”.

La decisione, presa con la deliberazione di Giunta Comunale n. 189, viene motivata col fatto che si tratta di un toponimo di riserva ricadente nel comprensorio adeguato e in un gruppo toponomastico già dedicato alle Medaglie d’Oro.

Ma da allora la decisione non trova mai attuazione pratica tant’è che oggi, per esempio, quella strada su google-maps si chiama ancora via di Fondovalle.

Passano i mesi, muore il 2012, nasce il 2013 e dobbiamo arrivare quasi alla fine dei suoi giorni per venire a sapere che il cambio del nome avverrà da qui a poco e che a presenziare alla cerimonia ci sarà addirittura il sindaco.

L’appuntamento è alle 10.30 di giovedì 19 dicembre quando l’ex strada di Fondovalle assumerà dunque ufficialmente il nome di via Germana Stefanini, Vigilatrice penitenziaria, Medaglia D’Oro al Merito Civile alla Memoria.
L’intitolazione avverrà con una cerimonia alla quale, pare certo, presenzierà il Sindaco di Roma Capitale, Ignazio Marino. La conferma arriva da PolPen.it, il quotidiano on-line della Polizia Penitenziaria.

Germana Stefanini, nata nel 1926, prestava infatti servizio nell’Amministrazione Penitenziaria come vigilatrice nel carcere di Rebibbia.

Il 28 dicembre 1982 una cellula romana delle Brigate Rosse la rapì e, nel suo stesso appartamento ubicato nel quartiere Prenestino, la sottopose a un “processo” da parte del “tribunale rivoluzionario”, per estorcerle informazioni sull’organizzazione carceraria.
Il “processo” si concluse con la condanna a morte motivata dalla sua “funzione repressiva a spese dei prigionieri proletari comunisti”. La condanna venne eseguita con un colpo di pistola alla nuca e il suo corpo fu trovato la sera stessa dell’omicidio nel bagagliaio di un’auto parcheggiata in una strada di periferia.

A novembre 2007 le è stata attribuita la medaglia d’oro al Valor Civile alla memoria.

Edoardo Cafasso

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5 COMMENTI

  1. Onore dunque a Germana Stefanini e a tutte le vittime del terrorismo! Spero tuttavia che, il Sindaco Marino, oltre a venire a rendere onore alla memoria di Germana Stefanini, voglia rendersi conto del degrado in cui versa l’ex strada di Fondovalle e le zone limitrofe. La strada di Fondovalle, infatti, già da diverso tempo necessita di interventi di manutenzione. Alcuni pali di illuminazione sono fuori uso, uno addirittura pericolante. La vegetazione, inoltre, sovrasta parte del marciapiede. Sorvolerei sullo storico degrado di Largo Sperlonga ( questo sicuramente non può essere imputato al Sindaco Marino ), ma mi concentrerei sui cumuli di rifiuti che, ogni giorno aumentano ai lati di Via Due Ponti. Caro Sindaco, prenda coscienza del nostro territorio e smetta di tagliare nastri! I cittadini attendono i fatti che Lei ha promesso! Giuseppe Calendino – Fratelli d’Italia

  2. Intervento dell’ANPI all’inaugurazione.
    Un saluto al Sindaco, a tutte le autorità presenti, alle forze dell’ordine e a tutti i cittadini qui presenti. Un saluto particolare ai familiari di Germana Stefanini.

    Ci premeva oggi intervenire, anche se brevemente a questa inaugurazione, per due ragioni fondamentali, una storica, ed una di attualità.

    L’intitolazione di una via non è mai qualcosa di scontato, perché porta con se valori che si vuole siano un patrimonio da condividere. L’omicidio di Germana Stefanini fu uno degli episodi di terrorismo più violenti della nostra città. L’ANPI, ieri, come oggi, ha sempre condannato il terrorismo senza se e senza ma, da qualsiasi parte esso provenga. Quella contro il terrorismo è stata una grande battaglia che ha connotato e permeato la vita dell’ANPI negli anni di piombo e fino ad oggi. In un documento ufficiale del 1977, l’Anpi espresse netta la sua posizione. Vi si legge: “I Partigiani, che hanno combattuto con le armi in pugno per sconfiggere il terrore fascista e nazista, per conquistare la pace, la libertà e la democrazia, esprimono tutta la loro esecrazione nei confronti di chi vigliaccamente colpisce inermi cittadini per seminare sgomento e rovesciare le Istituzioni conquistate con tanti sacrifici dal popolo italiano”. Ricordare con una via Germana Stefanini oggi, significa ricordare non solo la brutalità del terrorismo, ma anche il contributo, è bene ricordarlo, di tutte le forze democratiche e le istituzioni con il quale esso fu sconfitto.

    La seconda ragione per cui l’Anpi è qui oggi è proprio per il genere della persona a cui si intitola questa strada, ovvero perché è donna. Secondo uno studio del gruppo Toponomastica femminile, rilanciato da alcuni media lo scorso anno e in continuo aggiornamento, il XV Municipio di Roma è quello con la più bassa percentuale di strade, piazze, scuole, biblioteche, dedicate a personaggi di sesso femminile, percentuale che è bassa in tutto il paese, molto più della reale rappresentanza delle donne nella vita sociale, scientifica, letteraria, professionale, religiosa, politica della nazione. Anche la parità di genere, oltre al ripudio delle violenze, è quindi uno dei tanti temi a noi cari.

    L’ANPI è ancora oggi in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà, di tutti e per tutti, che fu la Resistenza. Ieri contro il nazifascismo, poi contro il terrorismo, le mafie e la corruzione, fino ai nostri giorni, dove la crisi economica rischia di accompagnarsi ad una crisi culturale di identità, valori, principi, con il manifestarsi di ideologie antisemite che pensavamo non potessero riemergere.

    Su questa strada dunque anche l’Anpi del XV municipio prosegue il proprio lavoro per diffondere valori positivi contro ogni violenza. E da oggi tutti potremo guardare con rispetto e considerazione il nome di Germana Stefanini.
    Duccio Pedercini – Presidente sez ANPI “Martiri de La Storta”

  3. Bene ha fatto il Sig. Pedercini a rimarcare che l’ANPI ” Ieri, come oggi, ha sempre condannato il terrorismo senza se e senza ma, da qualsiasi parte esso provenga” perchè a volte sono stati fatti strani ‘collegamenti’. Come nel caso del libro “Mara. Renata e io” di Alberto Franceschini dove si legge “Il “filo rosso” che ci legava ai partigiani divenne ancora più solido quando uno di loro, lo chiamerò Sergio, venne con noi, a Milano. Aveva una quarantina d’anni: durante la Resistenza, da ragazzo, era stato nei GAP, quelli storici, e aveva voglia di ricominciare. Non ci pensammo molto a farlo diventare un “regolare” delle Br: un gappista vero ci avrebbe insegnato molte cose. Sergio, ci dicevamo, aveva sparato veramente al nemico, avrebbe saputo aiutarci e consigliarci” (da: Osservatorio sui delitti dei comunisti in Italia).
    Bene ha fatto il Comune ad intitolare la Fondovalle a Germana Stefanini vittima innocente di una “brigata”di VIGLIACCHI.

  4. Speriamo che oltre a dare i nomi alle strade della zona Nord si intervenga anche per realizzare sulle stesse gli interventi che ci hanno promesso in campagna elettorale, per esempio:
    – il collegamento (nei due sensi) di via grottarossa con il raccordo anulare;
    – il semaforo o rotonda all’incrocio via della Crescenza con via Due Ponti;
    – il collegamento rapido con BUS tramite via di Grottarossa della stazione ferroviaria della giustiniana con la stazione ferroviaria di Saxa Rubra;
    etc. etc.
    Giuseppe

  5. Bene! Onore alla medaglia d’oro Germana Stefanini! Speriamo però che la relativa targa stradale non ricalchi in qualche modo quella di via Vito Sinisi, che riporta scolpito nel marmo la dicitura “medaglia d’oro dell’AeroNATICA”.

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