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Ponte Milvio, tirata a lucido dai cittadini la sponda del Tevere

pulizia-tevere.jpgPer i romani il Tevere ha inizio a Ponte Milvio forse perché a monte le banchine non sono praticabili; fatto sta che il fiume sembra prendere vita sotto le arcate di “ponte mollo” e diventare così il fiume di Roma. Ma proprio dove il fiume diventa cittadino il degrado è maggiore vuoi per la vegetazione sulle sponde trasformate in pattumiera o vuoi per quella pessima abitudine di disfarsi di lattine e bottiglie gettandole dal ponte.

Lungo il tratto di sponda che dalla Torretta Valadier dirige al ponte Duca d’Aosta montagne di bottiglie e rifiuti si ammucchiano tra le erbacce che crescono disordinatamente; i marmi dei muraglioni sono imbrattati di scritte mentre il canneto che costeggia la pista ciclabile con il tempo è diventato una discarica.

Come rimanere indifferenti di fronte ad un simile scempio? Da qui la decisione di procedere alla pulizia del greto coinvolgendo associazioni, comitati e cittadini.

La brillante iniziativa è partita dal Comitato Robin Hood ma giusto il tempo di lanciare la proposta e le adesioni sono fioccate, a cominciare dal “RetaKe Roma”. Paola Carra, che da anni coinvolge residenti e scuole nella pulizia delle strade, ha preso subito contatto con AMA Decoro e con i PICS (Pronto Intervento Centro Storico) che hanno dato la loro disponibilità.

Gli “infaticabili” del Comitato per Via Gradoli hanno messo a disposizione 30 paia di guanti pesanti (gli stessi usati per bonificare una discarica cittadina) mentre Sandro Bari ha mobilitato l’Assocazione Carabinieri di Protezione Civile e alcuni volontari di Tala Geo e Ares Antemnae.

Non poteva ovviamente mancare NoiXRoma né AMUSE (Amici del Secondo Municipio); e poi il Comitato Abitare Ponte Milvio, il Comitato Cittadino per il XV Municipio, Verdi Ambiente e Società, Roma Tiberina, il Comitato per il Tevere.

Fondamentale la presenza della Cooperativa Sociale “Il Granellino di Senapa” che agli ordini dell’attivissimo Alessandro Giordano si è presentata in forze schierando sul terreno tagliaerba, motoseghe e anche una idropulitrice a sabbia con la quale è stato possibile rimuovere parte delle scritte fatte sul marmo.

Uomini e donne della Cooperativa hanno lavorato con lena dalle 9 alle 13 senza un attimo di sosta; si è trattato di un aiuto fornito con incredibile disponibilità e che ha permesso di riportare all’antico splendore (o quasi) il bel travertino.

Il concorso fornito da AMA decoro è stato incredibile; ben quattro squadre con decespugliatori hanno attaccato fin dalle otto del mattino la parte più sporca del greto estirpando una montagna di erbacce e accatastando centinaia di bottiglie. Gli uomini in “tuta arancione” hanno anche messo a disposizione dei volontari rastrelli, guanti e buste nere per la raccolta dei rifiuti.

Non potevano mancare ovviamente i “cittadini volontari”: tanti e di ogni età.

Genitori con bambini, ragazzi e ragazze, persone anziane. In molti si sono presentati con guanti e busta al seguito chiedendo cosa fare; a metà mattina tra cittadini e operatori dell’AMA erano al lavoro non meno di cento persone che hanno rimosso i rifiuti da Ponte Milvio sino a Ponte Duca d’Aosta intervenendo anche sulla pista ciclabile.

Sono state riempiti almeno 50 bustoni mentre i furgoni dell’AMA sono partiti ricolmi di rovi e spazzatura; tantissimi i mucchi di sporcizia accumulati sul greto pronti per essere portati via nella giornata di domenica.

Un lavoro davvero ciclopico in considerazione del gravissimo stato di degrado in cui si trovano le sponde del Tevere; oltre alle centinaia di bottiglie raccolte è stata smantellata una vecchia baracca mentre si è proceduto anche alla pulizia delle aiuole che costeggiano il Lungotevere.

Dall’alto i volontari e operatori in azione davano l’idea di un termitaio in fibrillazione; identificati da casacche azzurre, adulti e ragazzi si sono infilati tra la vegetazione e le canne per cercare di asportare la maggior parte dei rifiuti.

Encomiabile il lavoro fatto, fra gli altri, dai ragazzi e ragazze dell’American Overseas School of Rome, del St. George’s International School e del Marymount International School; si sono presentati in così tanti che ad un certo punto lungo il Tevere si sentiva parlare solamente in inglese. Venire a sapere che questi studenti ogni anno devono fare obbligatoriamente un certo numero di ore in lavori a favore della comunità ha suscitato molta meraviglia.

Alla fine della mattinata il greto del Tevere era finalmente pulito; certo tantissimo rimane ancora da fare perchè la situazione in cui si trovano le sponde è talmente degradata da richiedere numerosi e corposi interventi.

Ma quello del 7 dicembre è stato solo un primo passo a cui sicuramente faranno seguito altre iniziative; “I cittadini puliscono il Tevere” vuole essere anche un richiamo nei confronti dei nostri amministratori pubblici che hanno permesso, per disinteresse o incompetenza, il favorire di una simile situazione

A tutti quelli che oggi hanno lavorato sul greto del Tevere resta comunque l’intima soddisfazione di aver operato ancora una volta a favore della comunità.

Francesco Gargaglia

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6 COMMENTI

  1. Complimenti, siete stati fantastici, ecco dei buoni valori da trasmettere ai figli.
    Ha dell’incredibile, sapere che gli studenti delle scuole anglosassoni di Roma, devono fare obbligatoriamente volontariato… un messaggio per il nostro XV municipio.

    Saremo presenti alla prossima iniziativa.. quando?
    Lorenzo

  2. Roma può salvarsi dal degrado solo con il contributo attivo dei cittadini. Complimenti e speriamo che cominci a a svilupparsi una maggiore attenzione al rispetto dell’ambiente e del proprio quartiere da parte di tutti.

  3. Purtroppo quella che ostinatamente viene ancora considerata “società civile” risulta composta per la maggior parte da soggetti che di civile hanno ben poco.

  4. La prossima iniziativa potrebbe essere a fine gennaio e sempre sul greto del Tevere (l’area nei pressi del Ponte Duca d’Aosta è fortemente degradata). Questa volta inviteremo anche le scuole della zona e lo faremo per tempo in maniera tale che gli istituti possano richiedere le necessarie autorizzazioni.
    Siamo sicuri che anche i nostri ragazzi sono ansiosi di dare una mano alla nostra collettività.
    Comitato Robin Hood.

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