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Allagamenti a Prima Porta, Circolo PD: “Solidarietà ai danneggiati, situazione sia priorità di Comune e Municipio”

prima-porta.jpg“Vogliamo esprimere sincera solidarietà a tutte le famiglie e le imprese di Prima Porta che ancora una volta hanno subito danni a causa del maltempo. Le giornate di pioggia non possono più essere vissute dai cittadini con preoccupazione e produrre, anche quando gli eventi atmosferici non sono eccezionali, danni diffusi alla proprietà privata e pubblica.”  Lo dichiara in una nota il Partito Democratico di Prima Porta e Labaro segnalando un grave fatto.

Secondo il locale Circolo PD “gli allagamenti in Via della Giustiniana, nella zona del “macelletto”, in Via Dalmine, Via Frassineto e Via Tenuta Piccirilli lungo la Tiberina, non sono avvenuti per il rigurgito del Tevere o la tracimazione dei fossi, ma per il mancato funzionamento del sistema idraulico di captazione, spinta e sollevamento delle acque.”

“Ciò è grave – sottolinea la nota – perché proprio la nota fragilità del quartiere, sorto in un’area di dichiarato dissesto idrogeologico e dotato di un sistema idraulico inadeguato, deve essere motivo di attenzione particolare da parte delle amministrazioni locali.
Per queste ragioni, grazie anche alla spinta dei cittadini che subirono la drammatica alluvione del 2002, il Comune di Roma, assieme all’ufficio extra-dipartimentale di protezione civile, decise di avviare un processo teso ad innalzare significativamente il livello di sicurezza dei residenti grazie al censimento degli immobili ad alto rischio ed un piano di evacuazione mirato, al finanziamento di uno studio affidato all’Università Roma Tre sulle cause degli allagamenti e delle inondazioni della zona di Prima Porta, comprensivo della definizione degli interventi, e al finanziamento delle prime opere considerate urgentissime.”

“Il rapporto finale dello studio – spiegano i dirigenti del locale circolo PD – venne consegnato all’amministrazione comunale a Maggio del 2006. La giunta comunale, che resterà in carica fino al 2008, esercitando un importante e propositivo ruolo nel tavolo di lavoro interassessorile porta a compimento i lavori dell’adduttrice nord ovest, finanzia i primi e urgenti interventi idraulici per oltre 5 milioni di euro e finanzia la realizzazione di due nuovi impianti idrovori in Via Procaccini e Via Romanengo. La Regione Lazio, coinvolta dal Comune di Roma, intervenne attraverso il suo braccio operativo, l’ARDIS, per l’arginatura del Cremera, la bonifica dei fossi di Prima Porta, e programmando l’adeguamento dell’impianto idrovoro di Via Frassineto.”.

“Le amministrazioni Polverini, Alemanno e Giacomini – incalza la nota – avrebbero dovuto da un lato chiudere tempestivamente gli iter amministravi legati alle opere di massima urgenza, dall’altro procedere al finanziamento degli altri interventi previsti dal piano. Parliamo dell’adeguamento e ricalibratura delle portate della rete fognaria e della realizzazione della rete di raccolta delle acque piovane. La scelta di interrompere un processo virtuoso è senza dubbio una responsabilità da attribuire a chi ha esercitato fino a pochi mesi fa responsabilità di governo ma non può essere l’alibi di chi oggi governa le nostre istituzioni locali.”

“Assumeremo quindi ogni iniziativa utile – annunciano concludendo – affinché il tema degli allagamenti di Prima Porta sia una priorità nell’agenda del Sindaco e del Presidente del XV Municipio, così come valuteremo attentamente le cause dei disagi della scorsa notte che, in caso di oggettiva responsabilità, devono essere oggetto di attenzione da parte degli organi preposti.”

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14 COMMENTI

  1. Quando succedevano queste ALLUVIONI, nella passata consigliatura ,la colpa ricadeva sempre sugli amministratori,in modo particolare si chiamava in causa il presidente GIACOMINI, oggi incece chi ci governa gli basta scrivere una letterina di soledarieta’ ai cittadini di Prima Porta. Menomale che governate voi cosi almeno i cittadini vi inizieranno a conoscere.

  2. …. Caro Antonello…. il tuo amico Giacomini da quanto governa il XX? ed il centrodestra in generale? dai una risposta, non da tifoso, please!
    Luca

  3. caro Luca e giusto quello che dici , ma nella passata consigliatura noi venivamo attacati anche per niente purche’ si parlasse male di Giacomini e del centro destra in generale .A noi ha fatto sconti nessuno.

  4. @ Antonello… nessuno sconto verso chi pensa solo a se stesso…. non è una questione di destra o sinistra, è una questione di serietà e correttezza delle persone.

  5. Trovo del tutto fuori luogo e inopportuno il contenuto dell’articolo, a firma circolo PD di Prima Porta, riguardo gli allagamenti che hanno interessato ancora una volta il quartiere. Ovviamente non mi riferisco al fatto di aver voluto esprimere solidarietà alla cittadinanza colpita dall’evento, cosa ammirevole e assolutamente doverosa, quanto al tentativo di riportare su un terreno di bassa strumentalizzazione politica un fatto come quello degli allagamenti che colpiscono civili abitazioni e attività produttive. È quanto meno paradossale che chi ha governato la Capitale dal 1993 al 2008 (ben 15 anni) con Rutelli prima, Veltroni poi e oggi con la Giunta Marino, possa immaginare di addossare tutte le responsabilità degli allagamenti a Prima Porta alla precedente giunta comunale di centro destra che ha governato dal 2008 al 2013 ( 5 Anni). Con lo stesso metro di “giudizio strumentale” si potrebbe allora sostenere che la grave alluvione del 2002 è tutta colpa della giunta di centrosinistra che aveva governato dal 1992 fino, appunto, al 2002 quando si verificò l’alluvione.
    Potrei altresì ricordare che all’epoca dell’alluvione del 2002 il Comune di Roma non disponeva neanche di un sistema di protezione civile all’altezza di una capitale. L’ufficio extradipartimentale di Protezione civile citato nell’articolo del circolo PD, venne istituito proprio dopo l’alluvione di Prima Porta del 2002 prendendo a modello quella sorta di Unità di Crisi che venne posta in essere dal Municipio XX per fronteggiare l’emergenza di quei giorni. Ricordo ancora oggi che lo stesso Sindaco Veltroni, passata la fase emergenziale, espresse, in occasione di una riunione con tutti i municipi alla quale io stesso partecipai in veste di Assessore ai LL.PP, apprezzamento per l’operato del Municipio in quell’occasione e invitò l’allora assessore all’Ambiente a tenere conto di quella Unità di Crisi realizzata dal Municipio XX a livello locale affinchè venisse realizzata una struttura operativa simile a livello comunale. Da lì nacque dopo alcuni mesi la struttura dell’ufficio extradipartimentale giustamente lodata dal circolo PD nell’articolo. Per non dire che i primi interventi di messa in sicurezza del quartiere per quanto attiene gli impianti idrovori e l’alveo dei corsi d’acqua, furono posti in essere dalla Regione Lazio, allora governata dal centro destra, attraverso l’ARDIS. L’articolo del circolo del PD, in definitiva, sembra ricordare solo gli interventi e le iniziative delle istituzioni che rispecchiano la propria posizione politica omettendo di riconoscere quanto fatto da amministrazioni di altro colore politico. Dal canto mio inviterei quindi gli amici del PD ad evitare di speculare su vicende che colpiscono da vicino incolpevoli cittadini, sapendo che Prima Porta è certamente una zona a rischio idraulico e che se responsabilità ci sono, queste riguardano la politica che ha governato Roma negli ultimi decenni. A meno che non si voglia sostenere che anche l’acqua abbia un colore politico offendendo l’intelligenza di chi lo dovesse sostenere e quella dei cittadini danneggiati da queste calamità. Di fronte a questo tipo di problemi ci deve essere invece unità d’intenti tra gli amministratori indipendentemente dalla loro appartenenza politica così come all’epoca trovai fattiva collaborazione anche di esponenti del PD di Prima Porta nella gestione dell’Unità di Crisi, consapevoli che di fronte alle difficoltà e ai disagi, i cittadini ci chiedono soluzioni e non sterili e parziali polemiche di parte.

  6. E mentre voi litigate su di chi è la colpa, usanza comune a tutte le parti politiche, noi abbiamo le case rovinate dalla melma che esce dalle fogne ogni volta fa un acquazzone, quando piove in piena notte ci svegliamo terrorizzati ascoltando il gorgoglio degli scarichi …. le nostre case su cui abbiamo investito tutti i nostri soldi, le nostre speranze di una vita quanto meno serena, sono svalutate economicamente e non possiamo neanche minimamente sperare di venderle per scappare da prima porta…. I soldi stanziati per la costruzione di due ulteriori idrovore e la messa in sicurezza di Via Andrea Procaccini sono spariti, siamo in possesso delle carte che lo dimostrano. Siamo soli e è una vergogna

  7. Nel Delta del Po (oltre 700 ettari) nel 1903 c’èra una idrovora a vapore capace di pompare 11.000 litri al secondo….e noi non riusciamo a risolvere il problema della “marana di Prima Porta”!

  8. Caro Andrea,

    alcune cose le condivido. Dopo gli interventi post alluvione del 65 (arginatura dei fossi e demolizione delle abitazioni più esposte) nulla è stato fatto se non l’avvio dei lavori dell’adduttrice nord ovest. Fino al 2002. Come sai le istituzioni tutte, a prescidere dall’assetto di governo, hanno lavoraro per dare risposte adeguate ai cittadini di Prima Porta. Io e te c’eravamo: il piano di gestione delle emergenze e di evacuazione, il piano di mitigazione del rischio idraulico, i gruppi a sostegno delle idrovore, i lavori di adeguamento degli impianti, la bionifica dei fossi, l’arginatura del cremera, i contributi pari a un milione agli alluvionati, i primi 5 milioni per gli interventi idraulici, i finanziamenti per i due nuovi impianti di via romanengo e via procaccini. In tanti abbiamo prodotto questi risultati e lo riconosco. Ciò che però devi riconoscere è che con le elezioni amministrative del 2008 questo percorso termina. Questa è la denuncia del comunicato. Come sai la continuità amministrativa è un valore che le amministrazioni alemanno e giacomini hanno calpestato.

    M. Tolli

  9. Caro Marco Tolli, si parla ormai da molto tempo dell’impianto di via Andrea Procaccini (vedi anche i verbali delle riunioni tecniche avvenute nella sede della XX ma ancora non si vede nulla. Da questo punto di vista in questa via è talmente tutto tranquillo che le manifatture presenti continuano a chiudere spazzi e a costruire vicino agli argini della marrana appropriandosi di quegli spazzi che l’ARDIS dovrebbe garantire per le m anutenzioni di prevenzione.
    si dice che finalmente i lavori da anni attesi in questa via stiano per partire appaltati addirittura al comune di Roma (rifacimento della rete fogniaria e realizzazione della rete di raccolta delle acque chiare qui mai esistita, e di un idrovora.
    E’ possibile capire quanto ci sia di vero e tempi di realizzazione?
    Grazie

  10. caro massimo,

    questa è la ragione per la quale giudicammo inopportuna la propaganda della giunta precedente che a gennaio 2012 dichiarava: “Dopo decenni di disinteresse di tale problema si stanno concretizzando mesi di duro lavoro. Siamo in procinto di iniziare i lavori di realizzazione da parte di ARDIS di un nuovo impianto che prevede l’installazione di n. 3 idrovore su via Frassineto a servizio esclusivo della fognatura (acque chiare e scure); tali lavori termineranno per fine aprile e l’impianto sarà ufficialmente operativo a luglio 2012. Contemporaneamente è in fase di appalto da parte di Roma Capitale la realizzazione di n. 5 idrovore su via Procaccini che è previsto siano operative entro fine 2012. Con questi due interventi si metterà la parola fine ad un problema da troppi anni irrisolto.”

    Io non sono più nell’amministrazione. Ciò che ho suggerito e continuo a suggerire ai nuovi amministratori è la riattivazione del tavolo istituzionale di coordinamento che si vedeva in prefettura. Magari i soldi ci sono ancora, ma servono importanti azioni di stimolo e, credo, che faremo una assemblea a prima porta. Sono ovviamente pronto a dare una mano.

    M. TOLLI

  11. bisogna comunque porsi una domanda
    ma tutte quelle case, costruzioni e capannoni da lavoro potevano essere costruiti li, a ridosso degli argini, anche dopo le alluvioni drammatiche degli anni ’60?
    io credo di no!!
    poi è ovvio aspettarsi un intervento dal comune che però non è in torto
    iìn quei posti NON CI SI POTEVA COSTRUIRE…
    e i condoni postumi sono solo una regolarizzazione “fittizia” di un abuso…
    alla marana non interessa del tuo condono!!

  12. E’ ovvio che prima di scrivere certe cose sarebbe opportuno conoscere. Moltissime case, sono state costruite con un regolare progetto ancora prima della realizzazione della diga di Labaro (ANNI 50). Questa opera ha alzato il livello del Tevere e di conseguenza anche il livello della marrana che per NATURA deve a sua volta sfociare nel Tevere (la gente del posto ricorda che la marrana scorreva 15 mt. al di sotto). Questa situazione oggi crea problemi alla rete fognaria ormai insufficiente a soddisfare tutte le utenze che con la continua urbanizzazione si aggiungono (es. Valle muricana). Quindi il problema è proprio la fogna che esplode nelle zone depresse, zone che con il tempo sono state mandate sotto la quota della strada. La rete fognaria attualmente raccoglie nel suo corso anche le acque piovane e quando avviene il torrenziale non riesce a contenerle. Quindi l’intervento del comune è dovuto proprio per garantire quei servizi che di diritto ci aspettano Perché li paghiamo regolarmente come tutti i cittadini e perché in QUESTI POSTI, COME VENGONO CHIAMATI, SI E’ ANCHE COSTRUITO CON PROGETTI REGOLARI PRIMA DEL DANNO SUBITO!!!!!!!

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