Home CRONACA Ius Gentium: “Tragedia Reggiani sia patrimonio di valori condiviso”

Ius Gentium: “Tragedia Reggiani sia patrimonio di valori condiviso”

“Nella giornata di venerdì 1 novembre presso il luogo dove sei anni prima drammaticamente una cittadina romana, la signora Giovanna Reggiani, fu oggetto di aggressione ad opera di un rom romeno di nome Mailat, perdendo tragicamente la vita dopo due giorni di agonia, i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni e della comunità romena, collocheranno una corona di fiori per non dimenticare quello che è successo.” Lo comunicano  le associazione Ius Gentium e Identitatea Romaneasca con lo Sportello del Cittadino in XV Municipio.

“Come deve avvenire in ogni comunità che cresce attraverso le proprie esperienze e disgrazie, anche questa vicenda deve lasciare un patrimonio di valori comune non negoziabile e condiviso. In questo caso non ci sono dubbi che il messaggio verso la Pubblica Amministrazione è che la priorità di chi governa debba essere sempre la sicurezza personale dei residenti e di tutti coloro che fruiscono dei servizi e delle opere pubbliche, nonché delle infrastrutture.”

“A nulla – continua la nota – può e deve valere una incerta definizione di tolleranza dell’intollerabile e di accettazione di un fisiologico degrado della città e laddove insistono criticità urbane e sociali che mettono a rischio la cittadinanza, l’amministrazione ha l’onere di intervenire immediatamente prima che il danno incombente si propaghi con effetti irreparabili. La definizione di questi valori rileva anche ai fini del rafforzamento dell’integrazione che è dovuta a tutti coloro che, pur stranieri, rispettano le leggi sul nostro territorio e, pagando le tasse, pretendono servizi minimi e sicurezza personale.”

“Dopo sei anni dall’evento, dobbiamo rilevare che anche il pericolosissimo campo rom di Via del Baiardo, attiguo al luogo dei fatti, è stato smantellato e i suoi residenti trasferiti in un campo attrezzato a La Barbuta, ma questo non basta. E’ necessario monitorare tutte le aree di potenziale insediamento abusivo in quanto sarebbe ingenuo negare che ancor oggi esistono numerosi micro-insediamenti portatori di potenziale pericolo per la cittadinanza. Una semplice corona di fiori – conclude la nota – serve per “non dimenticare” certe tragedie che non debbono accadere mai più.”

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